“Vogliamo colmare il divario tra ricerca e mercato, promuovendo l’innovazione locale e portandola a livello globale,” dice Alessandro Braga, Innovation & Transformation manager di Veolia Italia.
Con questo obiettivo il gruppo che si occupa di sostenibilità e ottimizzazione delle risorse aziendali, a fine 2025 ha lanciato Research Gateway, un nuovo progetto che punta a trasformare la ricerca scientifica in soluzioni innovative per la transizione energetica. Il programma seleziona i migliori team di ricerca e li affianca con expertise imprenditoriale per sviluppare soluzioni scalabili e sostenibili, accelerando la crescita di progetti ad alto impatto in Clean Energy e ClimateTech.
In questa intervista Alessandro Braga racconta i dettagli di Research Gateway e come il nuovo progetto si inserisce nella strategia di innovazione dell’azienda.
Che cosa ha spinto Veolia Italia a creare il Research Gateway e come si inserisce questo progetto nella strategia di innovazione del gruppo?
La scelta di creare il Research Gateway deriva dalla necessità di accelerare la transizione energetica e climatica in Italia e in Europa per raggiungere gli obiettivi 2030 (SDG 7 e 13). L’iniziativa mira a rafforzare il nostro ruolo di facilitatore dell’innovazione, fungendo da ponte tra la ricerca scientifica e l’applicazione concreta sul mercato.
Il progetto si allinea perfettamente al nostro business in Italia, focalizzato sull’efficientamento energetico e sulla sostenibilità nel mondo della Pubblica Amministrazione (PA), che rappresenta il 90% delle nostre attività, e nel mondo Industriale. Inoltre, a livello di gruppo, il Research Gateway incarna la strategia “glocal” di Veolia, combinando la forza di una presenza globale in 80 Paesi e le competenze integrate (energia, acqua, rifiuti) con un profondo radicamento sul territorio italiano che ci permette di individuare progetti di innovazione locali e di sostenerne l’internazionalizzazione.
Quali gap specifici nel trasferimento tecnologico italiano avete individuato e come intendete colmarli con questa iniziativa?
Abbiamo individuato una notevole disparità tra l’alta qualità scientifica della ricerca italiana e la sua valorizzazione economica e industriale. Nonostante l’Italia si collochi in posizioni di rilievo per pubblicazioni e brevetti nei nostri ambiti tecnologici, la maggior parte di questo capitale intellettuale resta confinato nei laboratori e non genera ricavi significativi tramite licenze. Veolia intende fare la sua parte per colmare questo gap agendo come ponte tra il mondo della ricerca universitaria e, in particolare, quello della Pubblica Amministrazione, un mondo da noi particolarmente presidiato e che risulta di difficile accesso per progetti innovativi. Il nostro ruolo è trasformare gli output di ricerca promettenti in soluzioni applicabili e ad alto impatto, fornendo ai ricercatori gli strumenti di business planning e l’accesso al mercato necessari per l’industrializzazione.
Quali criteri guideranno la scelta dei team di ricerca e in che modo Veolia valuterà la replicabilità industriale e l’impatto ambientale delle soluzioni?
I candidati saranno selezionati basandosi su criteri molto precisi, per garantire che i progetti siano pertinenti e pronti per l’applicazione sul mercato. Verranno scelti al massimo 10 team all’anno. I criteri fondamentali includono: l’Aderenza agli ambiti di interesse di Veolia Italia (focalizzati su Clean Energy e ClimateTech); il Livello di innovatività; la Prontezza per il mercato europeo (cioè la replicabilità); e una Stima dell’impatto economico e dell’impatto ambientale/sociale generato. La replicabilità industriale e l’integrazione saranno testate nella fase successiva all’accelerazione: se i progetti raggiungono la maturità adeguata, Veolia prevede la pianificazione di test pilota presso gli impianti e gli edifici che gestisce per valutarne l’effettiva integrazione nel contesto di mercato.
Come avete strutturato i moduli formativi per trasformare i ricercatori in imprenditori dell’innovazione? Ci saranno mentori provenienti dal mondo corporate?
Il Research Gateway è un percorso di accelerazione gratuito, strutturato in cinque sessioni di formazione in presenza (a Milano e a Roma), volte a sviluppare le capacità imprenditoriali dei ricercatori. Tra i temi trattati, sono inclusi un modulo su strategie di fundraising, uno sulla scalabilità e replicabilità e un workshop legato alla leadership. Per massimizzare il valore che i partecipanti possono trarre, abbiamo deciso di organizzare alcuni moduli in collaborazione con partner esperti in materia. In questo modo, oltre ad aumentare la qualità della collaborazione, offriamo l’opportunità di creare connessioni che possano essere utili per lo sviluppo imprenditoriale della soluzione.
È possibile avere qualche anticipazione sui partner di ecosistema, scientifici e di contenuto che collaboreranno al programma?
Abbiamo costruito una rete qualificata di competenze e expertise. Tra i principali partner dell’iniziativa figurano il Circular Economy Lab – un’iniziativa di Intesa Sanpaolo Innovation Center e Cariplo Factory – Primo Capital e LifeGate Way. Oltre a loro, stiamo costruendo una rete composta da founder esperti, venture capitalist ed esperti nell’ambito che possano supportare lo sviluppo imprenditoriale dei partecipanti. Infatti, uno degli obiettivi dell’iniziativa è quello di costruire un ecosistema di innovazione in cui ogni membro ha un ruolo fondamentale e può trarre valore dalla collaborazione con gli altri, anche al termine del Research Gateway.
Come si integra questo progetto con le attività interne di innovazione e R&D di Veolia? È previsto un processo di co-sviluppo con le business unit?
Il Research Gateway non è separato dall’innovazione interna, ma funge da strumento di accesso a innovazioni di frontiera nel settore ClimateTech e Green Energy, con l’obiettivo finale di arricchire il portfolio d’offerta di Veolia e potenziare i servizi esistenti. Al termine del programma, per i progetti interessati, sarà possibile intraprendere un processo di co-sviluppo e validazione della soluzione attraverso lo svolgimento di test pilota presso gli impianti e gli edifici gestiti da Veolia Italia. Questo permette sia di valutare concretamente l’impatto della soluzione, che di raccogliere feedback dal campo per rifinire la soluzione prima di lanciarla definitivamente sul mercato.
Oltre all’impatto tecnologico, quali sono i principali indicatori di successo che Veolia utilizzerà per valutare l’efficacia del Research Gateway?
Veolia valuterà l’efficacia del Research Gateway non solo attraverso l’impatto tecnologico e ambientale dei progetti selezionati (che è un criterio di selezione), ma anche misurando i benefici strategici. Gli indicatori di successo includono l’accesso a innovazioni di frontiera che possono essere integrate nei servizi Veolia, l’effettiva creazione di un ecosistema di innovazione tramite partnership strategiche e progetti pilota, e il rafforzamento del posizionamento di Veolia come leader green & tech nell’ambito degli obiettivi SDG 7 e 13. Un indicatore fondamentale e tangibile è la possibilità di procedere con la pianificazione di test pilota e l’integrazione delle soluzioni, che certifica la trasformazione della ricerca in soluzioni di mercato concrete. Il programma mira anche a espandere il network con università e partner, e ad attrarre giovani talenti qualificati in Veolia.
Il programma culminERà a Viva Technology 2026: quali opportunità di visibilità e networking offrirà ai team selezionati a livello internazionale?
Il Research Gateway raggiungerà il suo culmine a giugno 2026 con un’importante vetrina internazionale a Parigi. I team selezionati saranno invitati a partecipare a due momenti chiave: un Demo Day organizzato presso l’Headquarter Veolia a Parigi, dove potranno presentare il proprio progetto al management di gruppo; e la partecipazione alla fiera Viva Technology (17-20 Giugno 2026). Questi eventi offrono ai ricercatori un palcoscenico globale, incrementando notevolmente la visibilità dei loro progetti. Hanno l’opportunità unica di attrarre partner strategici e investitori internazionali, accelerando la crescita e la diffusione delle loro soluzioni al di fuori dei confini nazionali.
Dopo il primo ciclo 2025-2026, pensate di estendere il modello del Research Gateway anche ad altri ambiti come l’acqua, i rifiuti o la circular economy?
La prima edizione del Research Gateway è volutamente concentrata sugli ambiti della Green Energy e ClimateTech, in particolare sull’efficientamento energetico degli edifici, poiché questo riflette il core business di Veolia Italia e risponde alla necessità italiana di accelerare la transizione energetica. Tuttavia, Veolia è un punto di riferimento a livello globale anche nell’ambito della gestione dei rifiuti e della purificazione delle acque ed in Italia prevediamo investimenti importanti negli ambiti delle energie rinnovabili, Biometano e Fotovoltaico in particolare. Pertanto, per i prossimi anni vogliamo ampliare gli ambiti dell’iniziativa e sfruttarla per pubblicizzare i casi di successo della ricerca italiana in tutto il gruppo Veolia.






