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ECOSISTEMA

Venture Capital, P101 lancia un fondo da 120 milioni di euro (di cui 65 già raccolti)

17 Mag 2018

“Programma 102” è il secondo veicolo di investimento della società di Andrea Di Camillo. Investirà su aziende innovative nel campo del food, fashion, design, ma anche fintech e cybersecurity. Tra gli obiettivi del fondo anche la possibilità di portare in Italia investitori internazionali. E colmare il gap con l’Europa

Un nuovo fondo di venture capital da 120 milioni, di cui 65 già raccolti nel primo closing. Ad annunciarlo è P101, società italiana di venture capital specializzata in investimenti in aziende ad alto contenuto tecnologico. “Programma 102”, questo il nome del fondo, è il secondo veicolo di investimento della società e ha obiettivi ambiziosi: arrivare a gestire 200 milioni di euro. Non pochi i settori industriali su cui i radar del “Programma” si concentreranno: food, fashion, design, ma anche travel, real estate, fintech e cybersecurity.

Nel mirino società b2c e b2b in fase early stage e late stage (con un occhio attento però anche al seed), supportate con singoli ticket di finanziamento da 1-2 milioni fino a 8-10 milioni per singola società. Al primo closing hanno partecipato Fondo Italiano d’Investimento, European Investment Fund, Azimut, Fondazione Sardegna e una serie di family office in rappresentanza dell’imprenditoria italiana. Tra gli obiettivi del fondo, anche il coinvolgimento di investitori internazionali in operazioni di investimento in capitale di rischio a livello nazionale.

Andrea Di Camillo, managing partner di P101

«Il lancio del secondo fondo consentirà di consolidare la nostra posizione in Italia con una massa critica che comincia sicuramente ad avere dimensioni significative anche rispetto al panorama europeo – commenta tramite una nota Andrea Di Camillo, managing partner e fondatore di P101 SGR – Le maggiori masse gestite ci permetteranno di aumentare la capacità di investimento per singola azienda e nel medio periodo. In questo modo cercheremo di colmare ulteriormente quello che è ancora oggi l’evidente gap dimensionale tra gli investimenti medi per azienda rispetto al resto del panorama europeo (per non parlare di quello cinese o statunitense)».

Una delle principali scommesse del nuovo fondo, dicevamo, è quella di riuscire ad attirare nell’ecosistema dei  vc italiani anche investitori internazionali, che tendono a favorire operazioni dimensionalmente più rilevanti e in aree geografiche diverse da quella italiana. Già in passato alcune operazioni effettuate da P101 con il primo fondo sono state supportate da primari investitori istituzionali, che hanno più che raddoppiato l’apporto iniziale di P101 a supporto delle società partecipate. Tale effetto leva, continua la nota, potrebbe avere risultati sostanziali per sostenere la creazione di nuove aziende innovative di cui il mercato italiano ha un bisogno ormai critico ed essenziale e confermare il trend qualitativo delle singole operazioni, già avviato nel 2017.

Tra le operazioni più recenti effettuate dal fondo guidato da Andrea Di Camillo vanno ricordate: 9 milioni per BeMyEye, società specializzata in ricerche di mercato per il controllo dei punti vendita (novembre 2017, con 360 Capital, Nauta Capital e Fii Tech Growth); 1,6 milioni per Borsa del Credito, società di P2P lending per le pmi (lead investor, insieme ad Azimut, GC holding e Banca Popolare di Fondi); 2,7 milioni per Multiply Labs, startup che stampa le vitamine in 3D (P101 lead investor, insieme a CRCM, Graph Ventures e Fenox Venture Capital). (F.M.)

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