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Nuova Imprenditoria

Startup, tre donne raccontano la loro impresa

17 Giu 2016

Redooc, Piano C e Codemotion sono i tre progetti imprenditoriali protagonisti del terzo workshop di “Le ragazze possono” organizzato dal Polihub, l’incubatore del Politecnico di Milano. Ecco le loro storie, raccontate da Chiara Russo, Sofia Borri e Chiara Burberi

Il workshop sull’imprenditoria femminile tenutosi nello spazio Arena del Polihub di Milano
Donne e imprenditoria, un binomio che può esistere anche nel campo dell’innovazione a dispetto di ogni pregiudizio. Si riassume così il terzo workshop “imprenditoria al femminile: come diventare startupper” del progetto “Le ragazze possono 2” tenutosi giovedì 16 giugno presso lo spazio arena del Polihub, l’incubatore del Politecnico di Milano.

L’incontro è stato l’occasione per riflettere sullo stato dell’imprenditoria femminile in Italia, ma anche per raccontare casi concreti di successo. Alla tavola rotonda, moderata dalla giornalista di Nova – Il sole 24 ore – Francesca Cerati, hanno partecipato Claudia Pingue, Chief Operating Officer di Polihub, Chiara Russo Ceo e Co-founder di Codemotion, Chiara Burberi founder di Redooc, Evila Piva docente del politecnico di Milano, Giovanna Roversi di Microsoft Italia e Sofia Borri Founder di Piano C. Ecco le tre storie di successo.

Codemotion: programmare è roba da donne

Chiara Russo

«La mia prima sfida ai pregiudizi credo di averla vinta nel 1999, quando decisi di iscrivermi alla facoltà di ingegneria. In aula, durante le lezioni, ero circondata da soli ragazzi. Non mi importava, in mente avevo solo l’idea di costruirmi un futuro nel mondo dell’innovazione. E così è stato». Parole piene di grinta e convinzione quelle di Chiara Russo, co-fondatrice e Ceo di Codemotion, network di eventi dedicati agli sviluppatori informatici e al coding, che nel 2013 decide di diventare imprenditrice in un settore popolato prevalentemente da uomini. Oggi Codemotion è la più grande conferenza tecnica di sviluppo software d’Europa, che fin dal suo primo anno di nascita ha un fatturaro regolare, una particolarità non da poco per una startup. «Fare startup non è una passeggiata – ha raccontato Chiara Russo – non esistono orari fissi, spesso capita di dormire poche ore ogni notte e i carichi di lavoro metterebbero alle corde chiunque. Ci vuole passione, sacrificio e soprattutto un team all’altezza, perché è quello che fa la differenza. Alle giovani ragazze dico: lanciatevi, osate, scommette su qualcosa che sia soltanto vostro, ovviamente nel mondo dell’innovazione».

Piano C: il coworking a misura di mamma

sofia borri
Se l’innovazione non può essere considerata un ostacolo che impedisce alle donne di fare imprenditoria, men che meno lo è la maternità. Nato nel 2013, Piano C è uno spazio di coworking pensato per offrire supporto alle donne che vogliono intraprendere una carriera professionale senza rinunciare alla maternità. «L’idea di Piano C – ha raccontato Sofia Borri General Manager dell’azienda – è nata con l’intento di dimostrare che le mamme, ma più in generale tutte le donne, possono fare imprenditoria. Abbiamo realizzato degli spazi di coworking con postazioni in ambienti openspace, sale riunioni e un servizio dedicato ai bimbi da 0 a 10 anni seguiti da un’educatrice professionale. Grazie a Cobaby – uno spazio di 30 metri quadrati all’interno di Piano C interamente dedicato ai bambini – diamo a tutte le mamma lavoratrici la possibilità di coniugare attività professionale e vita privata». Secondo Sofia Borri è necessario inoltre un cambio di prospettiva culturale nei confronti della maternità: «Credo che la domanda nei confronti di una donna lavoratrice che ha appena avuto un figlio debba diventare “adesso che hai un figlio, cosa potrai dare di più al tuo lavoro?” invece che “hai avuto un figlio, e adesso come fai con il lavoro?”. Insieme alla mia famiglia stiamo provando a contribuire ad un piccolo cambio culturale, dato che mio marito, da quando abbiamo avuto un figlio, ha chiesto il congedo parentale in azienda, per permettermi di continuare a seguire assiduamente le attività di Piano C.

Quando una manager diventa imprenditrice

Chiara Burberi

Chiara Burberi è un’ex manager di 49 anni che nel luglio 2013 fonda Redooc, una piattaforma di education online di materie scientifiche per i ragazzi del liceo. Riguardo alla sua iniziativa imprenditoriale non ha dubbi: «Con Redooc – afferma convita durante il suo intervento al workshop, vogliamo cambiare il modo di fare education in Italia». Una storia che unisce spirito di indipendenza e successo personale quello di Chiara Burberi: laureata con lode in economia alla Bocconi, docente in università e poi consulente e manager per Mckinsey e Unicredit, molla tutto per fondare un’azienda che ha l’obiettivo di diffondere tra i giovani la passione per le materie STEM (acronimo di Science, Tech, Engineering e Math). “Quando insegnavo finanza in universtità – continua la Burberi – i miei alunni si divertivano da pazzi, ancora oggi ci sono tesisti che mi scrivono. Questo è lo spirito che vogliamo diffondere con Redooc, ovvero raccontare con un taglio accattivante la matematica e tutte le materie scientifiche con l’obiettivo di stimolare la curiosità dei giovani verso questo mondo».

Le ragazze possono 2” è un progetto – realizzato nell’ambito dell’iniziativa della Regione Lombardia “Progettare la paritià in Lombardia” – che ha l’obiettivo di sensibilizzare e incoraggiare le ragazze alla scelta consapevole di lauree STEM (Science, Tech, Engineering e Math)

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