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Starteed, arrivano i finanziamenti per andare in Europa

02 Set 2014

La startup fornitrice di soluzioni tecnologiche per il crowdfunding raccoglie denaro fresco da tre investitori privati. Il Ceo Claudio Bedino: “Li useremo per nuove assunzioni e per l’espansione oltreconfine. Gli Usa? Pieni di competitors, nella Ue è ancora tutto da creare”

Claudio Bedino, Ceo e founder di Starteed
Primo round di finanziamenti per Starteed, società che gestisce soluzioni tecnologiche per il crowdfunding (raccolta fondi online): denaro fresco che verrà utilizzato per nuove assunzioni e per la prevista espansione in Europa. “A differenza di altre startup non ci interessa andare in Usa – spiega il Ceo Claudio Bedino – perché ci troveremmo a sgomitare in un mercato dove ci sono parecchi competitor, mentre nella Ue c’è ancora un mercato da creare nel nostro settore e abbiamo le skills necessarie per operarvi”.

È la prima volta che Starteed – fornitrice di piattaforme do-it-yourself (diy) dedicate a un unico ente o associazione, quale per esempio quella per la raccolta fondi online per il Festival del giornalismo di Perugia – riceve finanziamenti dagli investors. Operativa dal 2012 e incubata nel 2013 in Working Capital – l’acceleratore di startup di Telecom Italia (a breve TimWCap) – ha ricevuto i finanziamenti da investitori privati. Si tratta di Alessandro Chiaffredo, Chief Executive Officer di Bakeca Spa, fornitrice della nota piattaforma di annunci online, Paolo Sbuttoni,  Innovation Coach e Marketing Consultant, e un altro investitore che preferisce non essere nominato. Di lui si sa solo che ha un ruolo in un fondo di private equity italiano.

Anche sulla cifra raccolta da Starteed per ora è mistero, ma Bedino tiene a precisare che si tratta di un finanziamento seed, e in quanto tale non di elevata entità, quindi “non superiore ai 150mila euro”.

Finora Starteed ha raccolto oltre 700mila euro attraverso campagne creative, sociali e culturali e attualmente è coinvolta nello sviluppo di diverse piattaforme di crowdfunding per società ed enti italiani ed esteri. Ma a questo punto della sua esistenza aveva bisogno di un’ulteriore spinta per “scalare”. “All’inizio il capitale è stato versato da noi soci fondatori – spiega il Ceo e founder – ed è stato sufficiente per lo sviluppo del business. Il nostro modello di business è B2B, non richiede grandi finanziamenti. Già da metà dello scorso anno siamo stati profittevoli e in questo periodo abbiamo raggiunto il breakeven, ma è chiaro che abbiamo bisogno di scalare. Intendiamo assumere personale: in particolare cerchiamo sviluppatori e project manager. E, oltre a consolidare la nostra posizione in Italia, entro il 2014 vogliamo guardare all’estero, concentrandoci sull’Europa, soprattutto l’Europa dell’est e i mercati filoasiatici. Gli Usa? È un mercato particolare e difficile da raggiungere. In Europa c’è un quadro  normativo con cui abbiamo dimestichezza e un mercato in parte ancora da creare”.

Intanto dovrebbe decollare entro la fine del 2014 la piattaforma di equity crowdfunding commissionata a Starteed da Working Capital, che consentirà ai finanziatori di un progetto di ottenere quote di capitale nella startup innovative in cui decidono di investire. Il lancio era stato annunciato per metà di questo anno e poi per settembre, ma è slittato. Starteed si occuperà anche del portale reward-based di Working Capital, dedicato alla raccolta fondi per iniziative culturali, sociali e ambientali.

di Luciana Maci

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