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Finanziamenti on line

WCap, pronte al via due piattaforme di crowdfunding

14 Apr 2014

A maggio partirà la reward-based (chi finanzia ha in cambio piccoli omaggi); a settembre il debutto dell’equity (quote di capitale per i finanziatori). Entrambe saranno gestite da Starteed, startup selezionata nel 2013 dall’acceleratore di Telecom Italia

Claudio Bedino, ceo e founder di Starteed
Debutterà a inizio maggio la piattaforma di crowdfunding reward-based di Working Capital, l’acceleratore di startup di Telecom Italia, mentre a settembre partirà una piattaforma di crowdfunding equity-based sempre targata WCap. A dirlo è Claudio Bedino, ceo di Starteed, società che gestisce l’omonima piattaforma per la raccolta fondi online e che si occuperà di entrambe le “neonate” in casa TI.

L’ingresso dell’acceleratore nel crowdfunding era stato preannunciato da Salvo Mizzi, responsabile del Working Capital Accelerator, il 27 marzo durante l’Opening WCap 2014, inaugurazione ufficiale della nuova edizione del programma di accelerazione rivolto a startup innovative pronte a lanciare progetti in ambito Internet, digital life, mobile evolution e green. Già in quell’occasione Mizzi aveva presentato ufficialmente la collaborazione con Starteed, “figlia” di WCap perché nel 2013 la startup era stata tra i vincitori del grant da 25mila euro.

Ora Bedino fornisce nuovi dettagli sull’iniziativa e spiega che Starteed è pronta a partire a maggio con una piattaforma reward-based, il tipo di crowdfunding che sta andando per la maggiore in Italia, in base al quale il finanziatore di un progetto riceve in cambio una piccola ricompensa, come un prodotto, un biglietto a un prima o un autografo. “La piattaforma sarà accessibile dal sito di Working Capital e saranno da subito in vetrina 4 o 5 progetti” dice Bedino.  È ipotizzabile che vengano scelti tra quelli “coltivati” dall’acceleratore di TI, ma su questo il ceo di Starteed preferisce non sbilanciarsi.

È invece previsto per settembre il debutto di WCap nell’equity crowdfunding, che consente ai finanziatori di un progetto di ottenere quote di capitale nella startup innovative in cui decidono di investire. L’Italia è stata pioniera in questo settore, elaborando il primo regolamento in materia che prevede, tra l’altro, l’iscrizione delle start up innovative decise a fare equity crowdfunding nel registro della Consob e dispone che debbano ottenere almeno il 5% dei propri investimenti da un investitore certificato da Consob. Anche in questo caso la piattaforma sarà accessibile dal sito di WCap. “È già stata presentata richiesta alla Consob – dice Bedino – è in fase di approvazione ed entro il mese prossimo dovrebbe essere dato il via libera. Per l’equity noi in realtà saremmo stati pronti a partire a luglio ma l’estate non è il momento adatto a lanciare queste iniziative, per cui sbarcheremo online a settembre”. Le due piattaforme opereranno in parallelo e nessuna delle due escluderà l’altra, anzi  “potranno essere complementari: una startup può partire con il reward-based, verificare quanti contributi ha ottenuto dal popolo di Internet e, se ha avuto successo, debuttare nell’equity dopo aver dimostrato di avere un mercato”.

Quanto all’ingresso di TI nell’equity, Bedino la ritiene una cosa positiva perché “Telecom Italia coprirà il famoso 5% che la normativa richiede e che è stato più volte criticato dai detrattori: alcuni infatti ritengono che una startup non abbia la forza di trovare un investitore che garantisca quella quota. Inoltre – aggiunge – se guardiamo alle piattaforme di crowdfunding vediamo che in vetrina ci sono diversi progetti ancora acerbi. L’esperienza e la mentorship di Working Capital aiuteranno gli startupper ad elaborarli e presentarli in modo migliore”.

Bedino ha iniziato il suo percorso imprenditoriale a 19 anni creando una digital media company specializzata in web e social media. Dopo un periodo negli Usa, nel 2011 ha iniziato a ideare Starteed, operativa dal 2012. Di recente, oltre alla piattaforma “generalista”, si occupa di piattaforme di do-it-yourself (diy), sorta di piattaforme on demand dedicate a un unico ente o associazione. Per esempio ne ha creata una per la raccolta fondi oline per sostenere il Festival del giornalismo di Perugia e un’altra per la campagna “100 orti” di Slow Food.

di Luciana Maci

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