PetMe, 1 milione al "baby sitter" degli animali (anche da Shark Tank) | Economyup
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PetMe, 1 milione al “baby sitter” degli animali (anche da Shark Tank)

22 Dic 2015

La piattaforma di pet sitting e pet housing, nata dal programma di accelerazione di b-ventures, è stata finanziata da Buongiorno, Capital B!, dal fondo Merifin Capital e da Shark Bites, veicolo finanziario creato dai giudici del talent andato in onda su Italia 1

La casa virtuale (ma anche molto reale) per i nostri animali domestici chiude l’anno in bellezza con un milione di euro di investimenti ottenuti. PetMe, prima piattaforma digitale di sharing economy dedicata al pet sitting e pet housing, ha ottenuto questo importante investimento seed che si aggiunge ai due precedenti pre-seed del valore di 500 mila euro. Raggiunge così un fundraising complessivo di 1,5 milioni di euro a poco meno di  diciotto mesi dalla nascita dell’azienda.  Una parte dell’ultimo investimento è dovuta anche a Shark Bites, il veicolo finanziario creato dai giudici di Shark Tank, trasmissione andata in onda in primavera su Italia 1 che vedeva cinque investitori scegliere tra le migliore idee imprenditoriali sulle quali scommettere.

“Il funding permetterà all’azienda di accelerare lo sviluppo del business in Italia – dichiara Vittorio Maffei, Ceo di PetMe – e di consolidare la nostra leadership in un settore in fortissima crescita. Allo stesso tempo servirà ad iniziare una fase di sviluppo internazionale in linea con il nostro obiettivo di diventare il leader europeo nell’offerta di servizi digitali di sharing economy per l’ospitalità agli animali domestici”. 

Unica realtà italiana di sharing economy dedicata al mondo animale, iscritta al registro delle startup innovative, PetMe rappresenta oggi il punto di riferimento per i servizi di pet sitting e pet housing dedicati ai propri amici a quattro zampe a conferma del sentimento di fiducia che i proprietari di animali nutrono nei confronti di PetMe

Nata a luglio del 2014, a seguito dell’ingresso nel programma di accelerazione di b-ventures del Gruppo Buongiorno spa, in meno di un anno e mezzo di attività in Italia ha fatto registrare 50.000 notti prenotate e oggi la community di riferimento è supera i 100.000 appassionati. Alla guida di PetMe nel consiglio di amministrazione ci sono due fondatori, Alice Cimini e Vittorio Maffei.  

Se l’industria globale del pet continua a crescere, quella del pet boarding sempre di più ne diventa un driver fondamentale. Basti osservare i dati del mercato negli Stati Uniti, il cui valore stimato è di oltre 5 miliardi di dollari per il 2015, grazie alla presenza sul territorio di circa 180 milioni tra cani e gatti. In Europa occidentale, dove si contano 100 milioni di cani e gatti, il valore si attesta sui 3 miliardi di dollari, mentre in Italia, con un totale complessivo di 60 milioni di animali domestici, di cui 14 solo tra cani e gatti, il valore del mercato è stimato in 500 milioni di euro.  

Il recente aumento di capitale vede l’ingresso nella compagine azionaria di nuovi partner finanziari e industriali, insieme a un nuovo gruppo di investitori privati. Oltre a Buongiorno (attraverso il programma di accelerazione b-ventures) e Capital B!, rispettivamente presenti dal primo investimento e nei due successivi, i nuovi partner finanziari sono Merifin Capital, fondo privato di investimento internazionale, e Shark Bites, holding di partecipazioni di lungo periodo, mentre il nuovo partner industriale è C.E.F. – Centro Europeo di Formazione – società del Gruppo Ebano, con cui PetMe sta sviluppando nuovi progetti legati al settore.  

“Sono soddisfatto dell’importante risultato ottenuto da PetMe, che circa un anno fa era stato accolto nel programma di accelerazione b-ventures e ancora oggi continua a condividerne gli spazi nella sede di Milano. PetMe è la prima startup del portfolio b-ventures che raccoglie un finanziamento superiore al milione di euro, per noi ulteriore conferma della validità del nostro programma di accelerazione” commenta Mauro Del Rio, Presidente e Fondatore di Buongiorno. (L.M.)

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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