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STARTUP INTELLIGENCE

Open innovation, che cosa fanno le aziende italiane con le startup: i numeri

di Alessandra Luksch, Filippo Frangi

30 Nov 2018

Un’impresa italiana su tre ha già avviato collaborazioni con le startup, una su due ha stretto partnership in Ricerca&Sviluppo. Il 16% le ha inserite in un programma di accelerazione, il 12% possiede loro quote. Questi e altri dati nel report degli Osservatori Startup Intelligence e Digital Transformation Academy

Nonostante le dimensioni ancora ridotte rispetto a economie europee comparabili, l’ecosistema delle startup hi-tech nazionale conferma nel 2018 una crescita rispetto al 2017. Un terzo delle imprese italiane ha già avviato collaborazioni attive con le startup. Il dato sale quasi al 60% per le imprese più grandi, in linea con i dati internazionali. A questo si aggiunge un 21% di imprese che ha interesse ad avviare questo percorso.

Sono questi alcuni dei risultati della Survey Innovation degli Osservatori Startup Intelligence e Digital Transformation Academy a cui hanno risposto 250 tra CIO e Innovation Manager di imprese italiane e che sono stati presentati al Convegno “Imprese e startup nel vortice della trasformazione digitale: alla ricerca dell’innovazioneal Politecnico di Milano di fronte a 400 partecipanti.

Questi numeri, in continuità con quelli rilevati lo scorso anno, mostrano come più della metà delle aziende italiane siano interessate a guardare all’ecosistema delle startup come fonte alternativa per lo sviluppo di Innovazione Digitale.

Le modalità di collaborazione possibili sono varie e confermano come le startup possano essere interlocutori flessibili per le imprese, non solo con relazioni orientate al breve periodo, ma anche con la nascita di partnership.
Ben una azienda su due tra quelle che hanno dichiarato di aver collaborato, infatti, ha avviato con la startup una partnership in Ricerca&Sviluppo per la co-creazione di un prodotto o di un servizio. Il 41% delle imprese ha utilizzato la startup come Fornitore spot, probabilmente con l’obiettivo di sperimentare la relazione con questa nuova tipologia di attori e valutare l’impostazione di un POC. In alcuni di questi casi la sperimentazione ha esiti positivi, troviamo infatti un 27% dei casi in cui la fornitura è orientata al lungo periodo. Seguono il 20% delle aziende che ha avviato una partnership di tipo commerciale e il 13% di imprese che ha avviato una partnership per la co-creazione e innovazione del modello di business complessivo.

La buona notizia è che il 16% delle imprese intervistate ha inserito la startup all’interno di un programma di incubazione o accelerazione di proprietà dell’azienda o con cui l’azienda collabora, e il 12% di aziende decide di partecipare nell’Equity della startup, dando così supporto a nuova imprenditoria. Tali scelte possono essere basate sull’individuazione di forti sinergie strategiche o all’opposto per importanti opportunità di diversificazione o per opzioni strategiche nel lungo periodo. Un ridotto 6% di rispondenti opta per l’acquisizione delle startup, modalità ritenuta spesso rischiosa perché può portare ad imbrigliare il genio creativo delle persone operanti all’interno della startup in logiche e modalità eccessivamente rigide e strutturate, non supportando in modo adeguato e nei tempi necessari il processo di crescita della startup.

L’interesse nei confronti di questa tipologia di attori si mantiene quindi significativo; per fare in modo che le collaborazioni sopravvivano, però, è necessario che entrambi gli attori siano disposti a mettere in discussione le proprie metodologie e le proprie abitudini, agendo con maggiore flessibilità e riuscendo così a trovare un punto di incontro per la nascita di una relazione che porti vantaggio e valore aggiunto ad entrambi gli attori in gioco, come illustreremo in un prossimo articolo. Laddove queste condizioni non siano assicurate, è spesso necessaria la presenza di intermediari che medino le diversità e il rischio.

Alessandra Luksch

Direttore dell'Osservatorio Startup Intelligence degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano

Filippo Frangi

Osservatorio Startup Intelligence

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