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INNOVAZIONE

Milano-Bicocca vince il bando europeo per scoprire le materie prime del futuro

22 Dic 2014

L’ateneo è core partner di un consorzio che otterrà fondi dall’European Institute of Innovation and Technology per individuare elementi sostitutivi di gomma, platino, indio, gallio e terre rare. Previsto un investimento di 20 milioni di euro in 7 anni e la creazione di dottorati di ricerca industriali e startup, in partnership con aziende tra cui Pirelli

Individuare e sviluppare le materie prime del futuro che un domani possano sostituire (o contribuire al riciclo di) gomma, platino, indio, gallio, terre rare e in generale quelle materie prime oggi difficili da reperire: è con questa mission che l’Università di Milano-Bicocca ha vinto il bando europeo promosso dallo European Institute of Innovation and Technology (EIT) che consentirà un investimento complessivo di 20 milioni di euro nei prossimi sette anni. Un progetto per cui l’Università è in partnership con gruppi industriali italiani, tra cui Pirelli, e che punta, tra le altre cose alla creazione di dottorati di ricerca industriali e di startup.

L’Università di Milano-Bicocca è core partner – cioè è tra i protagonisti – della Knowledge Innovation Community (KIC) raccolta nel consorzio europeo (RawMatTERS – RawMaterials – Tackling Raw Materials Sustainably) che svilupperà le materie prime del futuro. Il consorzio riunisce più di 100 partner da 20 Paesi europei. In Italia, il team coordinato da ENEA, vede oltre a Milano-Bicocca solo un altro ateneo core partner: l’Università di Padova. Nei primi 5 anni l’ateneo di Milano-Bicocca attende 5 milioni di euro dalla Commissione Europea, altri 15 li investirà in proprio.

Come detto, il bando è promosso dallo European Institute of Innovation and Technology (EIT) e il consorzio comincerà a funzionare da gennaio 2016 per una durata di sette anni, fino al 2022.

Tramite il bando KIC RawMaterials, EIT promuove azioni comunitarie di innovazione e formazione nel campo delle materie prime critiche non energetiche e non alimentari. Le attività saranno organizzate nell’ambito di cinque pilastri tematici: estrazione sostenibile, riciclo, sostituzione, infrastrutture e cooperazione internazionali.

In particolare, il consorzio KIC RawMatTERS si propone di dare una spinta alla competitività, alla crescita e all’attrattività del settore delle materie prime in Europa attraverso l’innovazione e la promozione dell’imprenditorialità.

L’Università di Milano-Bicocca si focalizzerà su due ambiti. Innanzitutto la formazione specifica di professionisti nell’ambito delle materie prime, attraverso la creazione di master e dottorati di ricerca industriali. In pratica gli studenti che faranno questi dottorati potranno ottenere una sorta dio “internato” all’interno di un’azienda partner durante il quale metteranno direttamente in pratica gli insegnamenti ricevuti, e a loro volta i dipendenti dell’azienda potranno conseguire il master sempre al fine dello sviluppo della ricerca. L’altro ambito su cui punterà l’ateno è l’implementazione della ricerca applicata all’industrializzazione, con la creazione di brevetti e la messa a disposizione di fondi per la creazione di startup fortemente collegate al territorio, in particolare tramite la collaborazione con piccole, medie e grandi imprese in Lombardia.

Tra i principali ambiti di ricerca applicata sui quali investirà l’Università di Milano-Bicocca ci sono: la sostituzione e il riciclo della gomma naturale nella realizzazione di pneumatici, in collaborazione con Pirelli & C S.p.A; la sostituzione del platino in celle a combustibile; il riciclo di materie prime, il trattamento di siti contaminati e lo sviluppo di processi industriali a basso impatto ambientale. Particolare attenzione sarà rivolta al riutilizzo di scarti di lignocellulosa per ottenere materiali innovativi, ecologici e quindi biodegradabili.

Milano-Bicocca investirà inoltre sullo sviluppo di processi industriali compatibili con l’ambiente e sulla sostituzione di elementi critici in materiali per applicazioni ottiche e in dispositivi microelettronici, per esempio gallio, indio e terre rare nel settore dell’illuminazione, in sensori, celle fotovoltaiche e conduttori trasparenti.

Il coinvolgimento dell’Università di Milano-Bicocca riguarderà, oltre all’ambito strettamente scientifico, anche gli aspetti economici e sociali. In campo economico, con lo studio dell’andamento economico-finanziario del settore estrattivo italiano delle materie prime non energetiche, l’identificazione delle problematiche produttive e di approvvigionamento dei minerali critici e di processi autorizzativi efficienti nel rispetto della sostenibilità ambientale, e l’individuazione di metodologie per la pubblicazione e la diffusione di dati sull’utilizzo e il riciclo di materie prime in diversi ambiti industriali italiani.

In campo antropologico e sociale, invece, l’attenzione sarà rivolta a tematiche che riguardano le strategie di comunicazione con la popolazione e i risvolti sociali e culturali delle attività minerarie, della produzione della gomma e della filiera del legno, delle strategie di utilizzo, di recupero e riciclo di materie prime critiche sul territorio italiano.

Queste attività sono presenti da alcuni anni all’interno dell’Ateneo e si sono potute sviluppare anche grazie al sostegno di fondazioni e enti territoriali.

“Al centro di questo grande progetto europeo – dice Cristina Messa, rettore dell’Università di Milano-Bicocca – c’è lo sviluppo, soprattutto culturale, della sostenibilità economica, ambientale e sociale dell’uso delle materie prime. L’obiettivo della nostra partecipazione sarà duplice: collaborare con l’industria per fare ricerca su una nuova generazione di materiali che nel tempo sostituiscano gli attuali ritenuti critici; contribuire a creare un nuovo approccio nella gestione delle materie prime”.

“Il vero punto di forza di KIC RawMatTERS – dice Anna Vedda, docente di fisica sperimentale del Dipartimento di Scienza dei Materiali, che ha coordinato la proposta di progetto per l’Ateneo – è lo sviluppo a livello imprenditoriale della ricerca focalizzata sulle materie prime, attraverso l’alta formazione e la creazione di brevetti e startup. Vogliamo creare dei ricercatori-imprenditori con una sensibilità ambientale e una coscienza del risparmio, per implementare e rafforzare la collaborazione a due vie tra il sistema universitario e quello industriale, alimentando un circolo virtuoso”.

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