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“Mi piace”? Lo compro. Storeden, la piattaforma di social shopping

13 Set 2013

Facebook, eBay e Google Shopping collegano venditori e compratori in un software dedicato agli acquisti online che conta circa mille visualizzazioni giornaliere e oltre 4mila utenti registrati. “Siamo stati tra i primi a consentire la vendita diretta su Facebook, in grado di trasformare i ‘Mi piace’ in potenziali acquirenti” racconta il fondatore

storeden
Francesco D’Avella, amministratore di Projectmoon, racconta a EconomyUp com’è nata Storeden, una piattaforma Made in Italy all’insegna del social shopping. Risultato? Tra le 500 e le 1000 visualizzazioni giornaliere, circa 4624 utenti registrati, 80 portali in corso di lavorazione e 8 Reseller ufficiali.

Come nasce Storeden?
Storeden deriva da Pjoon.com, piattaforma di social networking che nel 2010 aveva vinto il premio come miglior social network italiano al Premio Web Italia. Il ritorno, in termini di soddisfazione degli utenti e di copertura mediatica, era stato assolutamente positivo. Il software Pjoon.com, evolvendosi, è diventato parte integrante del software gestionale del gruppo SMC per diventare uno strumento per creare intranet professionali; bisognava, dunque, concentrarsi su un nuovo progetto.Con l’esperienza delle reti sociali e con l’avanzare dei grossi colossi Americani di settore, ci è venuta l’idea di realizzare una piattaforma di eCommerce focalizzata soprattutto su vendita e integrazione con i social network. Al Team di Projectmoon nel 2011 si è affiancato Massimo Vincenzi, fresco di studi ma con un’ottima esperienza accumulata programmando perlopiù… di notte! Nel 2012, invece, è entrato in squadra Pier Francesco Verlato, un professionista con esperienza in alcune realtà multinazionali e come consulente per aziende del settore Internet e Digitale.

Come vi siete conosciuti?
Se gli incontri più importanti nella vita si fanno per pura casualità, Projectmoon ne è la prova. Massimo Vincenzi era uno studente dell’Istituto Tecnico informatico – ubicato, letteralmente, dall’altro lato della strada rispetto a Projectmoon – che, chiamato per uno stage, si è ritrovato in poco tempo Socio nell’impresa e responsabile del reparto tecnico. Con Pier è stato diverso: tramite una comune conoscenza abbiamo presentato la nostra piattaforma ad un cliente che, convinto dalla sua competenza sul commercio elettronico e dalla presentazione di Storeden, ha acquistato la nostra soluzione senza battere ciglio. A quel punto, Pier che partecipava ai board regionali dei Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto per la valutazione delle Startup innovative,  è sceso in campo ufficializzando il  “matrimonio” a tre con Francesco e Massimo.

Quali sono le vostre prospettive e quelle del progetto Storeden?
Continuare a implementare Storeden, integrarlo, migliorarlo, farlo evolvere: la soddisfazione dei nostri clienti è massima, ma è necessario continuare a fornire versioni innovative.Siamo stati tra i primi a consentire la vendita diretta su Facebook, in grado di trasformare i “Mi piace” in potenziali acquirenti e un’altra importante feature è l’utenza condivisa per il riconoscimento automatico degli utenti su tutti i negozi della piattaforma, il tutto nel rispetto della privacy; i dati passano al proprietario dell’e-commerce solo al momento dell’acquisto o dell’iscrizione alla newsletter.Attualmente per poter aprire un eCommerce su Storeden è necessario rivolgersi direttamente a Projectmoon o alla rete dei partner, ma prevediamo di rilasciare la versione ‘aperta al pubblico’ nel mese di Ottobre.

Come funziona la partnership con Storeden?
Le Web agency e le software House possono appoggiarsi alla nostra piattaforma e implementare funzionalità o software esterni, risparmiando tempo e denaro e offrendo una soluzione all’avanguardia ai propri clienti. Ad esempio, la Web agency Unst Factory di Verona non offriva ai propri clienti soluzioni di ecommerce fino a due mesi fa e, inserendo nel loro catalogo la nostra soluzione, hanno creato in meno di due mesi più di dieci portali di ecommerce. Una grande soddisfazione per entrambi.

di Francesca Tommasi

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