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Internazionalizzazione

MailUp, la ex startup italiana degli sms compra una startup spagnola

03 Ago 2015

Prima acquisizione per la società di direct marketing multicanale: firmato l’accordo per il 70% di Acumbamail, emergente dell’email marketing in Spagna. Obiettivo: diventare leader nell’Europa non anglofona. Intanto, a un anno dalla quotazione in Borsa, il titolo ha registrato un andamento medio del +20%

Nazzareno Gorni, Ceo di MailUp
È una startup diventata in pochi anni una realtà imprenditoriale affermata, è quotata in Borsa e ora acquisisce per la prima volta una startup in Spagna, con il dichiarato obiettivo di diventare leader nei paesi non anglofoni, in particolare in Europa e nei mercati emergenti: si tratta di MailUp, società specializzata nel direct marketing multicanale (email e sms) che, a circa un anno dalla quotazione all’Aim, il listino di Borsa Italiana riservato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale, fa shopping all’estero e acquisisce il 70% di Acumbamail SL, società emergente nel campo dell’email marketing in Spagna. Tutto nell’ottica di una chiara strategia di internazionalizzazione.

Come si legge in un comunicato diffuso in queste ore, la società fondata nel 2002 da Nazzareno Gorni e Luca Azzali ha firmato un accordo vincolante relativo all’acquisizione del 70% di Acumbamail SL, con facoltà di acquistare il restante 30% della società dopo tre anni dalla chiusura dell’accordo. Nel documento si specifica che la startup spagnola nata nel 2012 ha un tasso di crescita del fatturato di oltre il 200% (2014 su 2013) e un’EBITDA (in pratica i ricavi di un’azienda prima di interessi, tasse deprezzamento di beni e ammortamenti) di circa il 30% nel 2014.

Con questa operazione MailUp punta a rafforzare la presenza nei Paesi di lingua spagnola, dalla Spagna fino al Sud America. I fondatori di Acumbamail, Rafael Cabanillas Carrillo e Ignacio Arriaga Sanchez, restano alla guida della società come consiglieri delegati anche dopo l’acquisizione, mentre Giandomenico Sica, socio di MailUp, entra in Acumbamail come presidente del Consiglio di Amministrazione.

Come spiega il Ceo Nazzareno Gorni, 40 anni, diventato imprenditore dopo la laurea in ingegneria gestionale al Politecnico di Milano e qualche anno di consulenza, l’operazione servirà soprattutto ad accelerare l’ingresso di MailUp nei paesi di lingua spagnola. “Abbiamo iniziato lo scorso anno il nostro percorso di ingresso in Spagna e in Sud America – dice – e abbiamo da subito capito l’opportunità rappresentata da un mercato dove lo sviluppo dell’economia digitale è agli inizi, con ampi spazi di crescita. Dopo l’apertura in Indonesia e in Giappone degli scorsi mesi – prosegue – questa prima operazione di acquisizione segna l’avvio del nostro percorso di sviluppo per linee esterne, su cui contiamo di crescere nel prossimo futuro, con l’obiettivo dichiarato in sede di IPO di diventare il leader nei paesi non anglofoni, con focus su Europa e mercati emergenti”.

È da tempo che la società creata da Gorni, Azzali, Matteo Bettoni, Alberto Miscia e Matteo Monfredini punta sull’internazionalizzazione del business. Nata nel 2002 come NWeb, startup di web engineering, nel 2009 ha cambiato strategia decidendo di concentrarsi su MailUp, quindi sul marketing attraverso email ed sms, abbandonando altre linee di business.

Una scelta che ha portato a un costante incremento dei ricavi e dato impulso a un promettente sviluppo internazionale: nel 2011 MailUp ha aperto una sede nella Silicon Valley e ha cominciato a lavorare sull’Europa. Il segreto è anche nella scelta del modello di business: i clienti pagano per la velocità di invio e non per i volumi inviati. Non è la solita formula “più spedisci e più paghi”, ma “più velocemente spedisci e più paghi”. Il pay per speed permette ai clienti di spendere meno se non hanno necessità di un recapito veloce. 

Qui la storia di MailUp, da startup a società internazionale

A settembre 2013 il Ceo Gorni esprimeva, in un’intervista a EconomyUp, l’intenzione di trovare un socio per strutturare la strategia di internazionalizzazione. Poi, invece, ha optato per la ricecrca di nuovi capitali sul mercato azionario.

Il 29 luglio 2014 MailUp ha debuttato all’Aim, raccogliendo in tutto 3 milioni di euro: il collocamento ha infatti comportato l’emissione di 1,2 milioni di nuove azioni al servizio dell’aumento di capitale al prezzo di 2,50 euro ciascuna. La capitalizzazione della società post quotazione è risutata pari a 20 milioni di euro con un flottante pari al 15% dell’intero capitale. Le contrattazioni si sono aperte in modo brillante per MailUp con un balzo del 20% (3 euro). 

In un’intervista rilasciata in quei giorni a Economyup, Gorni ha spiegato le tre principali ragioni dell’ingresso in Borsa, preferito all’eventuale investimento nella società da parte di un fondo: i fondi, soprattutto quelli di venture capital, ha detto il Ceo, “sono abituati a parlare con startup impegnate in un business nuovo che deve ancora maturare” (mentre MailUp ha ormai superato quella fase); l’ingresso poteva essere “invasivo”; è raro assistere a un secondo round di finanziamenti (dopo il primo) da parte di un fondo italiano.

Qui l’intervista di EconomyUp a Nazzareno Gorni, Ceo di MailUp

Cosa è successo dopo? Dalla quotazione in Borsa dello scorso anno il titolo ha registrato un andamento medio del +20% (da 2,50 euro a 3,00). In generale, dai dati finanziari del primo trimestre 2015 approvati dal Nomad (Nominated Adviser) e diffusi tramite Borsa italiana, emerge un quadro sostanzialmente positivo.

È cresciuto del 18% il valore della produzione della società rispetto al primo trimestre 2014: 2,5 milioni di euro, a fronte di 2,1 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno scorso, supportato anche dalla crescita (+53% yoy) in termini di fatturato del business americano della MailUp Inc.

Crescono inoltre i ricavi derivanti dalla vendita di servizi di invio email e sms (+15%): 2,1 milioni di euro, a fronte di 1,8 milioni di euro del primo trimestre 2014. Migliora il margine di contribuzione di secondo livello (+27%):  801 mila euro, a fronte di 628 mila euro del primo trimestre 2014. Il margine di contribuzione di secondo livello esprime la marginalità residua dopo la copertura dei costi caratteristici del business di MailUp, quindi i costi variabili, tipicamente costo di acquisto degli invii sms, altri costi per servizi esterni rivenduti ai clienti e i compensi variabili del personale commerciale, e i costi fissi diretti, ovvero i costi della struttura commerciale e tecnica.

Migliora anche l’EBITDA (+14%): 228 mila euro, a fronte di 200 mila euro del primo trimestre 2014.

La posizione finanziaria netta è attiva per 3,3 milioni di euro, le disponibilità liquide sono pari a 3,3 milioni di euro e permane la situazione di sostanziale assenza di indebitamento finanziario: i debiti finanziari a medio-lungo termine sono pari a 50 mila euro, mentre non ci sono debiti finanziari a breve termine.

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