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Scenari

Iran, ecco il nuovo Paese emergente per le startup

04 Set 2014

La Repubblica Islamica sta vivendo una rapida crescita nel settore tech, con una proliferazione di nuove imprese, acceleratori, venture capitalist ed eventi specializzati. Ora nasce anche un blog in inglese, Techly.co, che dà spazio alle notizie della community hi tech

Crescono scene interessanti per le startup anche al di là dell’Europa occidentale, come in Medio Oriente. A dispetto dell’instabilità politica e della difficoltà di stabilire relazioni con l’Occidente, in Iran, ad esempio, c’è una classe emergente di giovani ben istruiti e molto motivati e di imprenditori intraprendenti che sta facendo fiorire una discreta rosa di startup al centro dell’interesse internazionale.

Una delle ultime iniziative, nate per dare visibilità alla new economy è Techly.co, un nuovo blog in inglese, sulla falsa riga di TechCrunch, lanciato da Nasser Ghanemzadeh e Mobin Ranjbar per descrivere la vivace scena tecnologica iraniana.

L’ideatore, Ghanemzadeh, è nel settore da molti anni, essendo anche amministratore delegato di Opatan, la prima e forse l’unica startup cloud iraniana, co-fondatore di Iran Startups, la più grande community di nuovi imprenditori nelle aree tecnologiche, e organizzatore di Lean Startup Machine Tehran e di altri startup weekend.

Il caporedattore di Techly.co, Ranjbar, invece, è un ingegnere informatico che ha fondato Shariksho, il primo spazio di co-working in Iran. L’obiettivo – come spiega Ghanemzadeh sul blog di TechCrunch – è di far conoscere questa florida realtà a un pubblico più ampio, coprendo tutte le notizie riguardati la tecnologia in Iran. “Come sapete l’Iran in questo momento è una scatola nera per coloro che non vivono qui – dice il fondatore a TechCrunch -. Ci sono più di 100 startup in rapida crescita e ogni settimana ne nasce un’altra. Si tratta di un ecosistema relativamente giovane”. Tra i maggiori successi c’è, ad esempio, Digikala, un sito di e-commerce simile ad Amazon, che ha ottenuto già 150 milioni di dollari di finanziamenti.

L’Iran è interessante anche per il crescente numero di venture capitalist, tra i quali Simorgh, Shenasa, Sarava, Sharif VC e MAPS, e di acceleratori, come DMOND Group (che fa parte di Plug & Play) e Avatech. Lo stesso Ghanemzadeh è al lavoro per lanciare altri acceleratori, ai quali si affiancano anche incubatori della vecchia scuola.

Attraverso Iran Startups vengono organizzati incontri mensili e attività per la community iraniana, ma cominciano a comparire anche eventi internazionali, come la recente conferenza per imprenditori FailCon Teheran, e il gruppo Iran Startups su Facebook che raggruppa più di 3.500 utenti. Primi segnali di apertura verso la tech community di tutto il mondo.

 

  • FALDO

    Mi permetto di far sommessamente notare che anche in Russia si sono aperte delle opportunità per Startup, ma come i fatti hanno chiaramente dimostrato, in presenza di ‘regimi’, politici o religiosi, l’attitudine verso il ‘progresso’ e lo ‘Straniero’ può rapidamente mutare…..
    Io NON consiglierei di suggerire investimenti o attenzioni, soprattutto a delle Startup, vista la possibilità di ripercussioni per loro INSOSTENIBILI in caso di eventi sfavorevoli, in paesi in cui la ‘Democrazia’ è uno stato della mente.
    ‘Wait and See’ è secondo me la miglio tattica, in generale per le aziende, in particolar modo per le startup !

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