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Mercati

Intelligenza artificiale, la corsa alle startup… e Google lancia un fondo dedicato

30 Mag 2017

Nei primi 3 mesi del 2017 è raddoppiato il numero di nuove imprese dell’AI acquisite da grandi aziende. E BigG per la prima volta decide di investire capitale di rischio in uno specifico settore. Ecco come funziona il programma: previsti finanziamenti da 1 a 10 milioni di dollari.

Google sta puntando sempre più sull’Intelligenza Artificiale: per il momento è l’azienda che ha acquisito il numero più elevato di società di Artificial Intelligence al mondo e – notizia dell’ultima ora – ha appena lanciato un nuovo programma di venture capital focalizzato sull’AI. Lo riferiscono varie fonti giornalistiche, senza però svelare ancora il nome della nuova entità societaria. Come al solito il colosso fondato da Sergey Brin e Larry Page anticipa i trend: il mercato delle realtà innovative impegnate nell’Intelligenza Artificiale sta attirando investitori, basti pensare che nel primo trimestre di quest’anno le aziende hanno acquisito un numero doppio di startup attive nel settore rispetto allo stesso periodo del 2016.

Che cos’è l’Intelligenza Artificiale

L’intelligenza artificiale studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che consentono la progettazione di sistemi hardware e programmi software in grado di fornire all’elaboratore elettronico prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana. Il mercato dell’AI è estremamente pervasivo perché interessa trasversalmente vari settori: dal manifatturiero all’automotive, dal finance all’healthcare, dal digital marketing ai media. Semplificando all’estremo, attraverso l’AI è possibile aiutare un’azienda a risparmiare sull’energia, individuare frodi finanziarie, leggere e capire una grande mole di dati, fornire agli utenti segretari personalizzati virtuali, aiutare il lavoro degli sviluppatori, descrivere il paesaggio a un non vedente.

IL NUOVO PROGRAMMA DI GOOGLE

L’ascesa delle startup di Intelligenza Artificiale è indirettamente confermata dalla recente decisione di Google di lanciare un nuovo programma di venture capital (capitale di rischio) incentrato su realtà appartenenti a questo mercato. Google è nota per essere grande buyer di società e startup: a partire dal 2012 ha acquisito da sola più startup di quelle che sono state comprate dalle quindici aziende europee maggiormente attive. Tuttavia finora il colosso della Silicon Valley non aveva mai lanciato un progetto focalizzato soltanto su uno specifico tipo di tecnologia. Un altro elemento che differenzia questa iniziative da altre analoghe è che è guidata da ingegneri e non da venture capitalist.  Al timone c’è una donna, Anna Patterson, da tempo vice presidente dell’engineering di Google. La manager, che è specializzata in Intelligenza Artificiale, riporterà direttamente a Google e non a Alphabet, che è la casa madre del gruppo e dalla quale dipendono, tra gli altri, Google Ventures e il gruppo di growth equity CapitalG. Nel team è presente anche Ankit Jain, rientrato il mese scorso nel dipartimento di ingegneria di BigG dopo un periodo come vice presidente del prodotto di  SimilarWeb (che aveva acquistato la sua startup Quettra).

COME FUNZIONA IL PROGRAMMA

Il programma dovrebbe fornire alle startup mentorship e, in alcuni casi, spazi di incubazione e servizi. Secondo varie fonti, la

società sarebbe disposta a effettuare investimenti relativamente piccoli. Potrebbe trattarsi di cifre tra un milione e 10 milioni di dollari. Se ce ne fosse l’opportunità, la nuova realtà potrebbe co-investire con Google Ventures, che è nata nel 2009 per scommettere capitale di rischio in nuovi progetti in campo tecnologico e ha in portafoglio centinaia di società in venture capital, tra cui per esempio Uber.

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STARTUP DELL’AI SEMPRE PIU’ ATTRATTIVE

Non è solo Google ad essere rimasta “stregata” dall’Intelligenza Artificiale: sempre più startup dell’AI vengono acquisite da società più grandi. Secondo i dati di CB Insights, ne sono state comprate 34 nel primo trimestre 2017, più del doppio del primo trimestre 2016. Gli acquirenti più aggressivi sono i giganti delle nuove tecnologie, intenzionati a rafforzare la propria posizione nel settore o a recuperare il terreno perduto. Dal 2011 Google ha acquisito 11 startup dell’AI, seguita da Apple, Facebook e Intel.

Sempre nei primi tre mesi di quest’anno è stata effettuata una delle operazioni più rilevanti: Ford ha acquistato per un miliardo di dollari Argo AI, che sviluppa modelli tecnologici per veicoli autonomi sfruttando proprio le potenzialità dell’Artificial Intelligence. Tra i fondatori di Argo AI ci sono Bryan Salesky, che ha lavorato a Google nello sviluppo dell’hardware della Google Car, e Peter Rander, che arriva da Uber dove si è occupato della messa a punto delle tecnologie di guida autonoma. Ford ha acquisito la startup nel tentativo di affermarsi nell’ormai ultracompetitivo mondo dei veicoli a guida autonoma realizzando un sistema di guida virtuale da integrare a bordo delle automobili entro il 2021.

Ford investe un miliardo nella startup Argo AI

Perché questo interesse per le startup del settore? Come rilevano gli esperti, le giovani realtà innovative preferiscono lavorare sulle applicazioni dell’AI in campi specifici, quali sanità e retail, invece di competere direttamente con le grandi compagnie.

“Quello che vedremo – spiega Matt McIlwain, managing director di Madrona Venture Group – è che i grandi player costruiranno piattaforme di servizi e le comunità di startup migreranno maggiormente verso l’applicazione di app dell’intelligenza artificiale”. Per esempio la startup Forward sta utilizzando l’Artificiale Intelligence per calcolare i dati ricavabili dalle raccomandazioni formulate dai dottori ai propri pazienti.

“È molto più sensato che chi vuole focalizzarsi sui problemi essenziali dell’AI lo faccia stando in una grande azienda, ma per quelli che intendono sperimentare un nuovo campo di azione è meglio restare separati e indipendenti” conclude il Ceo di Forward, Adrian Aoun. (L.M.)

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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