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Automotive

Ford punta sull’Intelligenza Artificiale e investe 1 miliardo nella startup Argo

16 Feb 2017

Appena fondata da ex manager Google e Uber, la società riceverà i capitali nei prossimi cinque anni. Obiettivo del colosso automobilistico americano è realizzare un sistema di guida autonoma. E cambiare modello di business, entrando nel mercato dei servizi di mobilità

Un miliardo di dollari di investimenti nei prossimi cinque anni. È l’ultima scommessa di Ford, colosso americano dell’automotive, pronto a mettere sul piatto capitali a nove zeri per puntare decisa sull’intelligenza artificiale. La società target, come si dice in questi casi, è stata individuata in Argo AI. Si tratta di una startup con appena due mesi di vita, che sviluppa modelli tecnologici per veicoli autonomi sfruttando proprio le potenzialità dell’artificial intelligence. Sebbene sia una neonata, vanta tra i fondatori nomi di assoluto rispetto. Del calibro di Bryan Salesky e Peter Rander: il primo ha lavorato a Google nello sviluppo dell’hardware delle Google Car; il secondo arriva da Uber dove si è occupato della messa a punto delle tecnologie di guida autonoma.

Con questa mossa Ford punta a farsi strada nell’ormai ultracompetitivo mondo dei veicoli a guida autonoma, con l’obiettivo di realizzare un sistema di guida virtuale da integrare a bordo delle automobili, entro il 2021. Ma non solo, perché l’interesse del colosso americano è rivolto alla Silicon Valley, e ai talenti che continua a sfornare. Ecco perché il compito di Salesky e Rander sarà anche quello di guidare un laboratorio di ricerca e sviluppo di robotica e veicoli autonomi a San Francisco. Argo AI, più nel dettaglio, si occuperà dello sviluppo di una nuova piattaforma software dedicata alla guida autonoma, con il supporto di un team di ingegneri ed esperti di robotica provenienti da Ford e da altre case automobilistiche esperte del settore.

«L’investimento dedicato ad Argo AI – ha commentato Mark Fields, presidente e CEO di Ford Motor Company durante la conferenza di annuncio del piano di investimenti – rientra nel processo di trasformazione di Ford per affiancare al ruolo di costruttore d’auto quello di provider di soluzioni di mobilità alternative. Crediamo che tale processo di cambiamento creerà un valore significativo per i nostri azionisti, rafforzando la leadership di Ford nell’introduzione sul breve periodo di veicoli autonomi sul mercato, oltre alla creazione di tecnologie innovative che potrebbero essere rilasciate anche ad altri costruttori in futuro».

Il processo in atto sembra abbastanza chiaro: Ford non pensa più a se stessa come a un semplice costruttore di automobili, ma mira a diventare un fornitore di servizi in mobilità, con l’obiettivo di far viaggiare le persone senza far uso della propria automobile. Anche perché dalle parti di Dearborn intravedono nei servizi di mobilità un potenziale di business maggiore rispetto alla tradizionale attività di realizzazione e vendita delle auto. Secondo gli studi del colosso americano infatti operare nei mobility services genererebbe ritorni pari al 20% dell’investimento, contro l’8% di quelli legati alla produzione delle macchine.

L’operazione Argo AI è solo l’ultima in ordine di tempo di una serie di operazioni con le startup digitali da parte di Ford. Negli ultimi mesi l’azienda guidata da Fields ha acquistato prima l’israeliana SAIPS, per 75 milioni di dollari a settembre 2016, startup di machine learning e computer vision; poi, appena un mese dopo, ha messo le mani su Chariot (per cui avrebbe sborsato più di 65 milioni di dollari cash, secondo quanto riportato da Business Insider) startup che consente il noleggio con conducente di van. Poco tempo prima ad essere investite erano state Civil Maps (6,6 milioni di dollari per un seed di cui Ford è stato lead investor) e Pivotal startup che realizza software cloud based (182,2 milioni di dollari per un Series C con ancora Ford lead investor).

D’altra parte, le strategie di Ford non potevano che muoversi lungo la direzione dell’innovazione digitale. Dove già altri competitor hanno mosso passi importanti. A cominciare da General Motors che, a inizio 2016, ha investito 500 milioni di dollari in Lyft (diretto concorrente di Uber), o come Toyota che nell’anno appena concluso ha investito in 15 startup grazie a un fondo da 310 milioni di dollari, con l’obiettivo di diventare leader nel mercato della self-driving car.

di Fabrizio Marino

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