Equity crowdfunding, i consigli per raccogliere capitali e per investire | Economyup

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Equity crowdfunding, i consigli per raccogliere capitali e per investire



Gli investimenti nel 2019 sono più che raddoppiati rispetto al 2018. Quali consigli dare a chi si vuole avvicinare all’equity crowdfunding per finanziare una startup o per fare un investimento? Lo abbiamo chiesto a Edoardo Reggiani, Head of Business Development di BacktoWork. Che segnala anche gli errori da evitare

06 Dic 2019


Quali consigli dare a chi si vuole avvicinare all’equity crowdfunding? Innanzitutto che è uno strumento a portata di tutti. “L’equity crowdfunding è uno strumento che ha reso più democratici gli investimenti”, dice Edoardo Reggiani, Head of Business Development di BacktoWork (piattaforma di finanza alternativa per startup e pmi, con un forte focus sull’equity crowdfunding). E forse basta questa sua definizione, almeno da una parte, per capire perché questo strumento è sempre più utilizzato per finanziare le startup.

Dall’altra, poi, ci sono i numeri: l’equity crowdfunding 2019 è più che raddoppiato rispetto al 2018. Secondo i dati del quarto Report italiano sul Crowdinvesting realizzato dall’Osservatorio omonimo della School of Management del Politecnico di Milano, a fine giugno questa modalità di raccolta fondi online che prevede finanziamenti in cambio di azioni ha superato la soglia degli 82 milioni di euro raccolti (un anno fa erano molto meno della metà, circa 36 milioni di euro). Dunque, una via sempre più frequentata da chi vuole scommettere su progetti innovativi proposti da startup e pmi. Ma come funziona l’equity crowdfunding? Quali consigli dare a chi si vuole avvicinare all’equity crowdfunding, sia per raccogliere capitali sia per fare un investimento? Lo abbiamo chiesto a Edoardo Reggiani di BacktoWork.

Edoardo Reggiani, Head of Business Development di BacktoWork

L’equity crowdfunding è il modello di raccolta fondi regolamentato dalla Consob: in cambio del finanziamento versato è prevista la partecipazione del finanziatore al capitale sociale dell’impresa, diventandone così socio a tutti gli effetti.

Equity crowdfunding: che cos’è, come funziona e quali sono le piattaforme per startup e pmi

Equity crowdfunding, che cos’è e perché è democratico

L’equity crowdfunding è oggi l’unico strumento che permette di investire in una asset class ben precisa (il capitale di rischio di piccoli imprenditori e startup) con una modalità comoda, accessibile perché abilitata dal digitale, e che permette all’investitore di avere a disposizione un panel molto ampio di opportunità di investimento che può andare ad approfondire direttamente dal proprio pc o dal proprio smartphone”, spiega Reggiani. Si tratta, quindi di una modalità innovativa che permette a chiunque di avere accesso a un’opportunità in maniera facile e veloce e, soprattutto, con ticket di ingresso molto ridotti. “Ecco perché è uno strumento che ha reso molto più democratico l’investimento in questo tipo di asset class” puntualizza il manager di Backtowork.

Equity crowdfunding, i consigli per le startup

In Italia l’attività di equity crowdfunding può essere gestita solamente da portali autorizzati da Consob. Il primo step per avvicinarsi a questa modalità di finanziamento, dunque, è scegliere una piattaforma che sia autorizzata. L’elenco è sul sito della Consob. “Questa è anche una forma di tutela per l’investitore perché Consob vigila sull’operato delle piattaforme”. La scelta, poi, passa attraverso il tipo di piattaforma: ce ne sono alcune più verticali e settoriali, come quelle che si occupano di real estate, e quelle più orizzontali, come BacktoWork, che si rivolgono ad aziende di settori diversi e anche a stadi di sviluppo diversi. L’investitore deve tenere conto, inoltre, della piattaforma che ha un’offerta, in termini di investimento, in linea con le sue aspettative. Infine ci sono i servizi che la piattaforma offre in termini di user experience, customere care, trasparenza delle informazioni che vengono messe a disposizione degli investitori. “Servizio, offerta di startup e trasparenza sono i tre elementi principali su cui l’investitore dovrebbe prestare attenzione prima di scegliere la piattaforma su cui investire” dice Reggiani.

Equity crowdfunding, i consigli per chi investe

Equity crowdfunding più che raddoppiato nel 2019: oltre 82 milioni per startup e pmi

L’investitore deve registrarsi sulla piattaforma inserendo i suoi dati personali (nome, cognome, numero di telefono, mail), poi può avere accesso a tutte le informazioni relative all’azienda che ha un’offerta in corso (sia informazioni sul business – presentazione dell’azienda che racconta il prodotto, il team, il mercato, il piano di sviluppo, business plan, documentazione societaria – sia il prospetto informativo che è un documento standard che richiede Consob per tutte le offerte che vengono fatte tramite portali di equity crowdfunding).

Una volta avuto accesso a queste documentazioni, l’investitore, se lo ritiene necessario, può approfondirle individualmente o con l’aiuto di un consulente. Nel momento in cui ha maturato la decisione di investire, deve innanzitutto compilare il questionario di verifica di appropriatezza (il questionario MIFID che viene fatto compilare da qualunque operatore che gestisce investimenti per valutare il livello di conoscenza dello strumento e anche il livello di rischio dell’investitore), poi può effettuare, selezionando l’importo che vuole investire, tutta la procedura online e avviare il bonifico relativo all’investimento direttamente dal suo home-banking.

“È una procedura snella che dura pochi minuti, completamente digitalizzata. Sulla nostra piattaforma, BacktoWork, inoltre, tale procedura può essere eseguita comodamente anche da smartphone o tablet” spiega ancora Reggiani. E puntualizza: “Una cosa importante da tener presente è che nel momento in cui l’investitore investe, i fondi non sono immediatamente disponibili per l’azienda che ha l’offerta in corso, ma vengono trattenuti su un conto vincolato finché la campagna non si conclude con successo. Questa è una garanzia nei confronti dell’investitore perché se la campagna non va a buon fine e non raggiunge l’obiettivo minimo per cui l’investimento ha senso, i fondi vengono restituiti all’investitore senza alcun tipo di costo”.

Equity crowdfunding, i consigli: le cose da evitare

“Quando si parla di equity crowdfunding, parliamo di investimento ad alto rischio e tendenzialmente illiquido. Quindi l’investitore deve riflettere bene e documentarsi su quello che è il prodotto su cui sta investendo, con la consapevolezza del rischio e della durata dell’investimento di medio-lungo periodo. Investire in maniera consapevole è fondamentale” sottolinea il manager. Un errore da non fare è quello di investire tutta la parte del proprio patrimonio in un’unica azienda. “È  preferibile diversificare il proprio investimento su diverse realtà per andare a ridurre il rischio e aumentare la possibilità di avere un ritorno interessante” continua Reggiani.  E sintetizza: “Informarsi bene, sia sull’azienda su cui si sta investendo sia sulla tipologia di investimento che si sta effettuando, e diversificare gli investimenti in modo da ridurre il rischio sono le cose da fare quando si vuole investire in equity crowdfunding”.

I vantaggi dell’equity crowdfunding

Grazie al crowdfunding si può investire in questa tipologia di asset class anche a partire da piccole somme: con piccoli tagli di investimento e diversificando le operazioni su diverse aziende, si può avere un piccolo portafoglio da cui trarre vantaggio. C’è poi il beneficio fiscale: “Poiché le piattaforme di crowdfunding si occupano, prevalentemente, di startup e pmi innovative iscritte negli appositi registri, si può usufruire del beneficio fiscale del 40% previsto per questo tipo di investimento” continua il manager di Backtowork. Infine c’è l’aggiornamento continuo: “Noi, ad esempio, chiediamo alle aziende che presentano un’offerta sulla nostra piattaforma di mettere a disposizione degli investitori una reportistica trimestrale in modo da tenere sempre aggiornati gli investitori rispetto a quelli che sono i termini di sviluppo del progetto” continua Reggiani.

 

Per le startup in sintesi i consigli sono due.

  1. Il primo è non sottovalutare l’impegno che richiede fare una raccolta di capitali tramite crowdfunding: “Certo, è uno strumento molto agile ma preparare e concludere una campagna di successo richiede un impegno importante da parte del team perché si va a lavorare su tanti aspetti (da quello societario al marketing, alla preparazione della documentazione e poi all’attività di promozione nei confronti degli investitori)” spiega l’Head of Business Development di BacktoWork. Che invita le giovani imprese a comprendere l’impegno che tale attività richiede, allocando le risorse necessarie e ascoltando anche i consigli che la piattaforma può dare all’imprenditore.
  2. Il secondo consiglio per le startup è sfruttare bene lo strumento di equity crowdfunding: “È un buon modo per trovare investitori ma anche un canale di marketing interessante perché le aziende, durante la campagna, non solo possono comunicare il proprio progetto ai potenziali investitori, ma anche a potenziali clienti e partner”.

Per gli investitori, invece, valgono i consigli già elencati:
documentarsi bene sia sull’azienda su cui si vuole investire sia sulla natura dello strumento che si sta usando,
sui rischi e sulle opportunità dell’investimento;
diversificare il proprio portafoglio
e interfacciarsi col portale
che ha il ruolo di supportare l’investitore nel valutare se il progetto è in linea con il proprio profilo.