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FESTEGGIAMENTI

Decine di nuove startup e 2,8 milioni investiti, è il primo anno di Luiss Enlabs

17 Apr 2014

Centinaia di intervenuti per il primo compleanno del laboratorio realizzato a Roma con l’Università di Confindustria da Luigi Capello, che dice: “Abbiamo creato 200 posti di lavoro”. Il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi: “No a imprese protette, sì a imprese-gazzella, veloci e in grado di far crescere il Paese”

Luigi Capello, co-founder di Luiss Enlabs, con il direttore generale Luiss Giovanni Lo Storto
Decine di startup coltivate e oltre 200 posti di lavoro creati. Sono alcuni dei numeri di Luiss Enlabs, l’incubatore di startup creato da Luigi Capello in collaborazione con l’Università di Confindustria in uno spazio di circa 1500 metri quadrati a stazione Termini a Roma, che ieri ha festeggiato il primo anno di vita con i vertici dell’ateneo e della confederazione degli industriali. Una celebrazione a cui hanno partecipato centinaia di startupper, studenti, ex studenti e membri della community, che si è conclusa con i rituali brindisi e taglio della torta.

Capello, che a dicembre 2012 ha dato vita a LVenture Group, società di venture capital finanziatrice di Luiss Enlabs, ha ricordato come funziona questa fabbrica di startup ed evidenziato i frutti raccolti nel primo anno di vita. “Facciamo le selezioni due volte all’anno e le nostre startup al quinto mese devono essere già pronte a fatturare. Sono seguite da un team di 4 o 5 esperti: ogni 15 giorni ci incontriamo, facciamo il punto della situazione e lanciamo un progetto per i successivi 15 giorni, oppure decidiamo che la startup resterà ferma un turno se deve ancora mettere a punto alcune strategie. In ciascuna investiamo 60mila euro, di cui 30mila cash e il resto in servizi. Ad oggi sono entrate nell’incubatore 18 startup e sono arrivate alla fine del percorso in 16. Sei sono state presentate agli investitori, le altre sono state finanziate nel 90% dei casi. LVenture Group – ha proseguito Capello – investe anche in startup  in una fase più avanzata: attualmente sono sette quelle ospitate nel laboratorio. Inoltre offriamo l’opportunità del co-working: possono accedere agli open space di Luiss Enlabs non solo a quelle da noi selezionate e le altre più avanzate, ma anche le startup che necessitino di uno luogo di lavoro dietro versamento di una quota di affitto”. Il laboratorio mette a disposizione dei giovani aspiranti imprenditori un plotone di 50 advisor nazionali e internazionali, organizza eventi e incontri e soprattutto  allestisce gli Investor Day, giornate in cui gli startupper si presentano ufficialmente ai potenziali investitori: il 14 maggio se ne terrà uno a Milano, il 21 maggio a Roma. “Ad oggi – ha concluso Capello – abbiamo investito 2,8 milioni di euro, mentre 5 milioni sono arrivati da investitori terzi”. Per il prossimo futuro c’è l’intenzione di espandersi ulteriormente e aprire nuovi open-space, sempre all’interno di Stazione Termini.

In prima fila per festeggiare il compleanno delle startup il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, che ha esortato i giovani a rischiare: “No alle imprese-koala, timide e protette, sì alle imprese-gazzelle che corrono veloci e fanno crescere il Paese. Sono stato anch’io uno startupper quando 44 anni fa con mio padre creai la mia impresa”. La presidente della Luiss Emma Marcegaglia, neopresidente dell’Eni, è intervenuta via skype: “Sono felice e orgogliosa – ha detto – di questa iniziativa che stiamo portando avanti: ci piace essere un’università che sperimenta”.

“Imprenditori si nasce e si diventa” ha affermato Luigi Abete, presidente della Luiss Business School e di Bnl spa. “Ci vuole gusto del rischio – ha proseguito – curiosità culturale, apertura all’altro, ma anche professionalità, idee, lavoro e studio”. Quindi ha sollecitato i giovani a prendere in mano il loro destino: “I primi tre anni di un’impresa innovativa sono durissimi – ha detto – ma è meglio provarci invece di continuare a inviare centinaia di curriculum senza avere risposta”.

Chi ci ha provato, e ci è riuscita, è la californiana Anna-Victoria Anderson, Luiss International Mba, che ha raccontato ai presenti la sua storia: dopo la laurea in Usa, nel 2012 ha aperto una pagina su Instagram dedicata al fitness. L’iniziativa ha riscosso grande successo, lei ha scritto un libro su esercizio fisico e corretta alimentazione, acquistabile solo su Internet, ed è riuscita a venderne 25mila copie raggiungendo un fatturato a diversi zeri. Ora ne sta programmando la traduzione in altre lingue e ha intenzione di sfornarne un altro. Tutto questo completamente da sola. Studiando alla Luiss conta di coltivare le competenze per  sviluppare ulteriormente il suo business.

“Creare una propria impresa è possibile” ha confermato il rettore della Luiss Massimo Egidi. “Certo, c’è un naturale tasso di mortalità nelle startup,  ma alcune hanno successo. Occorre capire le strategie e il mercato, accettare la competizione e il rischio: noi vi appoggiamo pienamente”.

E il direttore generale della Luiss, Giovanni Lo Storto, ha sottolineato l’esigenza di continuare a curare le aspiranti imprese anche nelle fasi successive al debutto: “Non possiamo pensare – ha detto – che c’è un bambino in un incubatore e poi, quando esce, nessuno gli dà il latte per nutrirlo”.

Tra le startup più promettenti di Luiss Enlabs c’è wineOwine. I co-founders Federico De Cerchio ed Eros Durante, amici d’infanzia abruzzesi rispettivamente di 26 e 29 anni, hanno illustrato al pubblico il loro progetto: un servizio che offre la possibilità di comprare online e ricevere a casa vini di alta qualità selezionati da un team di enologi, che ogni due settimane propongono nuove etichette raccontando le storie che ci sono dietro ogni azienda vinicola. Una business idea che promette di essere vincente per i suoi ideatori e anche per la diffusione del Made in Italy nel mondo.

Tra le altre startup cresciute nel laboratorio Luiss ci sono, giusto per fare qualche nome, Bulsara, innovativa agenzia pubblicitaria nel settore del Toilet Advertising che attira l’attenzione dei clienti grazie alla creatività delle sue campagne pubblicitarie; Le Cicogne“, che mette in contatto la domanda e l’offerta di baby-sitter referenziate; e Qurami, che permette “da remoto” di occupare un posto in una fila a spettacoli ed eventi.

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