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Come è nata e cosa fa Axelera AI, la startup di un italiano in Olanda che ha preso 250 milioni



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Axelera AI, co-fondata dall’italiano Fabrizio del Maffeo nei Paesi Bassi, ha chiuso uno dei più grandi round mai visti in Europa per una startup dei semiconduttori AI. Ecco origini, founder, sede e mercato della realtà che vuole rendere l’intelligenza artificiale “economicamente sostenibile”

Pubblicato il 27 feb 2026



Il CEO di Axelera AI Fabrizio del Maffeo
Il CEO di Axelera AI Fabrizio del Maffeo

Axelera AI ha chiuso un mega-round da oltre 250 milioni di dollari, uno dei più grandi mai visti in Europa per una startup dei semiconduttori AI. L’operazione è guidata da Innovation Industries con l’ingresso di nuovi investitori come BlackRock e SiteGround Capital, insieme a una base di sostenitori che include, tra gli altri, Bitfury, CDP Venture Capital, EIC Fund, Invest-NL, Samsung Catalyst Fund e Verve.
Il capitale, nelle parole della società, serve a scalare produzione, rafforzare la macchina commerciale e ampliare il Partner Accelerator Network (software house, system integrator, partner tecnologici) per portare più rapidamente le soluzioni in produzione presso i clienti.

Come è nata e cosa fa Axelera

Axelera nasce formalmente nel luglio 2021, ma le sue radici risiedono in un percorso più lungo: nella timeline ufficiale l’azienda ricostruisce l’origine in Bitfury AI (divisione incubata nel 2014) e nella convergenza, nel 2021, tra il team guidato da Fabrizio Del Maffeo e ricercatori/ingegneri provenienti da IBM Zurigo (guidati da Evangelos Eleftheriou) e da realtà come ETH Zurich, imec, Qualcomm e Google.

Il prodotto è una piattaforma integrata hardware + software per l’inferenza AI (cioè l’esecuzione dei modelli) progettata con un approccio edge-first: portare capacità di calcolo vicino a dove i dati vengono generati, per ridurre colli di bottiglia di energia, raffreddamento e banda. L’obiettivo è rendere l’implementazione dell’AI “economicamente sostenibile” su larga scala, con elaborazione locale utile anche per privacy e requisiti di “AI sovrana”.

Axelera posiziona la propria offerta su acceleratori e SDK per portare LLM/VLM e computer vision “out of cloud” e nell’operatività (industria, retail, smart city, robotica, space, ecc.).

Cosa compra (davvero) un cliente

Non “un chip”, ma un kit completo:

  • schede/acceleratori (es. form factor M.2 e PCIe) per inserire inferenza in sistemi edge e workstation
  • Voyager SDK per far girare e ottimizzare modelli senza riprogettare l’intera pipeline
  • ecosistema di partner per integrazione, verticalizzazioni e time-to-production

I founder, chi sono

I co-founder sono due:

  • Fabrizio Del Maffeo (CEO): prima di Axelera è stato Head of AI in Bitfury e, in precedenza, VP e Managing Director di AAEON Technology Europe (gruppo Asus) nell’area AI/IoT computing.
  • Evangelos Eleftheriou (CTO): IEEE e IBM Fellow, oltre 35 anni in IBM Research – Zurich; profilo fortemente “research-driven” su paradigmi emergenti come neuromorphic e in-memory computing, con ampia produzione scientifica e brevettuale.

Accanto ai co-founder, l’azienda evidenzia figure della founding team con responsabilità di prodotto e software: ad esempio Marco Barbato (founding team member, AI integrated systems) e Ioannis Koltsidas (VP AI Software, “founding engineer”, ex Google e IBM Research).

La sede

La sede operativa indicata sul sito è all’High Tech Campus (HTC5), Eindhoven, Paesi Bassi.
È un dettaglio non marginale: Eindhoven è uno degli snodi europei dell’hardware deep-tech e della filiera dei semiconduttori, utile per recruiting, supply chain e prossimità a partner industriali.

Perché Axelera è rilevante

Axelera diventa interessante per tre ragioni molto concrete, tutte legate a un fatto industriale: l’AI sta smettendo di essere solo un tema di modelli e sta diventando un tema di infrastruttura. Quando l’AI entra davvero nei processi – fabbriche, retail, città, logistica – il punto non è più soltanto “quanto è bravo” il modello, ma quanto costa farlo girare, quanta energia consuma, dove lo puoi eseguire e con quali vincoli operativi.

Il primo driver è fisico: energia, raffreddamento e banda stanno diventando il collo di bottiglia della scalabilità. Nel comunicato Axelera insiste sul fatto che data center e installazioni “sul campo” si scontrano con limiti reali di potenza e termica, oltre che di connettività. La promessa, quindi, è portare inferenza ad alte prestazioni dentro questi vincoli, invece di ignorarli. (cdpventurecapital.it)

Il secondo punto è di esecuzione industriale: questo round non viene presentato come semplice carburante per ricerca e sviluppo, ma come leva per produrre e distribuire. Significa scalare la produzione, rafforzare customer success e costruire un canale fatto di partner che portino la tecnologia in progetti reali. In questa logica, le citazioni di TSMC e Samsung come partner manifatturieri funzionano da segnale: non solo ambizione tecnologica, ma capacità di “shipparla” sul mercato. (cdpventurecapital.it)

Il terzo tema è strategico e molto europeo: sovranità e controllo. Nel testo si parla esplicitamente di dimensione “sovereign”: eseguire più AI localmente può aiutare su privacy, compliance e requisiti regolatori, e riduce alcune dipendenze critiche della supply chain e dello stack tecnologico. È una risposta a una domanda che in Europa sta crescendo: soluzioni AI più controllabili, tracciabili e compatibili con vincoli normativi. (cdpventurecapital.it)

Il mercato di riferimento

Axelera gioca nella parte “meno visibile” ma più grande del valore AI: l’inferenza.

Il mercato dell’inferenza è atteso oltre 250 miliardi di dollari entro il 2030; inoltre, “nel ciclo di vita di un modello” il costo dell’inferenza sarebbe molto superiore al training e l’utilizzo crescerebbe rapidamente anno su anno.
Traduzione operativa per imprese e PA: se l’AI passa dai pilot alla produzione, il tema diventa quanto costa far girare i modelli (e con quali vincoli energetici), soprattutto in scenari dove serve elaborare immagini/video e dati sensibili vicino alla sorgente.

Qui la scelta “edge-first” punta a settori dove:

  • i dati sono massivi (video, sensori, robotica) e la banda è un costo
  • la latenza è un vincolo (sicurezza, controllo qualità, smart city)
  • privacy e sovranità contano (sanità, public safety, difesa)

In sintesi: Axelera ha ottenuto 250 milioni perché sta cercando di diventare una piattaforma infrastrutturale per l’inferenza—con una tesi chiara (efficienza energetica + go-to-market via partner) e con segnali di esecuzione (produzione, distribuzione, clienti) che gli investitori hanno deciso di finanziare su scala.

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