La moda che si digitalizza non è solo showroom virtuali e metaverso. L’accelerazione impressa dalla pandemia all’innovazione del settore del fashion poggia anche sulle piattaforme tecnologiche che danno vita a nuovi modelli di business basati sui dati e la sostenibilità, i due pilastri del fare impresa oggi. Tra questi c’è la formula del noleggio, nata nel contesto dell’economia circolare e della responsabilità estesa dei produttori, e che attrae i brand della moda per numerosi motivi; in particolare, oltre alla riduzione dell’impatto ambientale, c’è la preziosa opportunità di preservare i margini di vendita e il contatto col cliente. Qui si inserisce l’idea di impresa di Olimpia Santella e Chiara Airoldi, rispettivamente ceo e coo di Cloov, la fashion-tech startup milanese che ha chiuso a inizio 2024 un pre-seed round da 400mila euro.
FASHION-TECH
Cloov, la startup che permette alle aziende di moda di entrare nel second hand
Fondata a Milano da Chiara Airoldi e Olimpia Santella, Cloov ha sviluppato un software che permette alle società della moda di lanciare in pochi mesi una piattaforma rental e di vendita second hand brandizzata. A metà febbraio ha chiuso un pre-seed da 400mila euro. Ecco perché scommette sull’economia circolare e sul mercato del fashion rental
Giornalista

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