Yamamay, nel nuovo store a Milano il primo progetto omnicanale e il debutto nel food | Economyup
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NEGOZI DEL FUTURO

Yamamay, nel nuovo store a Milano il primo progetto omnicanale e il debutto nel food



Nel più grande monomarca italiano del brand di intimo, inaugurato ad aprile in Cordusio, si sperimentano strategie multicanali in collaborazione con Accenture, come il mobile payment senza passare dalla cassa. Accanto c’è Panino Giusto, con cui è nata una partnership. E arriva il chatbot Anna, fashion stylist personalizzata

di Luciana Maci

30 Apr 2019


Per la prima volta il brand di intimo Yamamay sperimenta l’omnicanalità (il passaggio senza interruzioni da offline a online e viceversa durante il viaggio del cliente) e si affaccia sul mondo del food retail. Accade a Milano, in piazza Cordusio, dove è stato inaugurato il nuovo flagship store di Yamamay.

Yamamay Milano: il nuovo flagship in piazza Cordusio

Il marchio di underwear nato nel 2001 da un’idea dell’imprenditore napoletano Gianluigi Cimmino ha aperto i battenti del suo più grande monomarca in Italia il 17 aprile 2019 al civico 2 di piazza Cordusio, vicino alla nuova casa milanese di Starbucks e dove approderà presto il colosso giapponese Uniqlo. Si tratta di circa 1.000 metri quadrati di superficie su due piani e un concept inedito, che segna l’ingresso nel food retail insieme all’insegna Panino Giusto (al primo piano) e il lancio del suo primo progetto pilota in ambito omnichannel, con un’integrazione virtuosa tra fisico e digitale.

L’omnicanalità di Yamamay: cercare l’intimo online e offline

Il marchio di biancheria intima, appartenente al Gruppo Pianoforte Holding SpA di proprietà delle famiglie Cimmino e Carlino e con sede a Gallarate, ha stretto una collaborazione con Accenture per unire  le opportunità del digitale con quelle del negozio tradizionale e creare così una customer experience omnicanale. In base alle strategie omnicanali, l’utente può non solo interagire con l’azienda con una molteplicità di opzioni, ma anche vivere la medesima esperienza su tutti i touchpoint e non avere interruzioni nel percorso dall’uno all’altro. Per l’utente è possibile iniziare un’attività su un canale e proseguirla su un altro, senza dover ricominciare da capo.

I mobile payment di Yamamay: pagare senza passare dalla cassa

All’interno del punto vendita di Cordusio, i personal shopper dedicati di Yamamay possiedono tecnologie di mobile payment per garantire un’assistenza dall’ingresso del cliente fino al momento del pagamento, senza che questo debba obbligatoriamente passare dalla cassa alla fine del percorso.

Altre novità tecnologiche in chiave omnicanale sviluppate con Accenture sono i monitor touch screen interattivi e un ologramma in 3D che permette la visione di immagini tridimensionali in movimento, con l’effetto di una sfilata virtuale.

Il chatbot Anna, la fashion stylist con l’intelligenza artificiale

Un elemento fortemente omnicanale è Anna, un mobile chatbot creato da Accenture per offrire ai clienti una consulente di moda personalizzata. Accessibile tramite Google Assistant e attivata grazie all’Intelligenza Artificiale, fornisce suggerimenti su capi ed accessori solo dopo aver eseguito un’analisi dello stile di ogni persona. L’accesso alla fashion stylist può avvenire tramite il proprio account Google, senza dover installare applicazioni sullo smartphone: seguendo i consigli di Anna, l’utente ha la possibilità di collegarsi al sito di Yamamay per procedere direttamente all’acquisto, beneficiando anche del servizio click&collect.

Retail, l’importanza dell’esperienza personalizzata

“Stiamo assistendo oggi all’affermarsi del concetto di esperienza individualizzata, ottenuta stabilendo con i clienti relazioni uno-a-uno. In questo contesto le impronte lasciate dall’identità tecnologica delle persone diventano una base viva di conoscenza per le imprese, che devono imparare a tenerne conto nel definire l’offerta di prodotti e servizi” ha detto Alessandro Zanotti, Managing Director di Accenture, Responsabile Store Innovation. “Il nuovo flagship store di Yamamay è un esempio di questa tendenza e conferma chiaramente l’impegno del brand verso la creazione di una esperienza personalizzata per la propria clientela. Siamo molto contenti di essere al fianco di questa bella realtà italiana per avviare insieme un percorso di omnicanalità, che sarà certamente strategico per il suo futuro”.

Yamamay e il debutto nel food

Nel 2017 al Corriere della Sera Gianluigi Cimmino, CEO di Yamamay, aveva annunciato l’apertura di un YamaCaffè  all’interno del nuovo store Yamamay in Piazza Cordusio. Il “primo caffè del brand e anche il primo ristorante”, che sarebbe dovuto essere “interamente realizzato dal management di Yamamay senza l’appoggio di società food&beverage esterne”. Il progetto nel corso del tempo è evidentemente cambiato (c’entrerà qualcosa l’approdo in Italia di Starbucks?). Ad oggi Yamamay ha stretto una partnership con Panino Giusto. In base all’accordo, il primo piano del negozio di intimo a Cordusio è stato scelto come location per una rivisitazione del format classico dell’insegna attiva nella vendita di generi alimentari.

Antonio Civita, amministratore delegato di Panino Giusto, ha spiegato: “L’intesa con Yamamay è frutto di alcuni elementi condivisi, come un’offerta centrata sul made in Italy e che ha come target la donna. Quest’ultimo aspetto ci ha spinto a realizzare la joint venture per un locale che ha intenzione di valorizzare il ruolo della donna, organizzando incontri centrati su questo tema e presenziati da personaggi di spicco. Con la griffe di abbigliamento stiamo inoltre valutando di replicare il format sia a Milano, che in generale in Italia. Senza poi escludere l’estero”.

Nello store esperienziale di piazza Cordusio, Panino Giusto First Floor (che per l’occasione ha effettuato un renaming) occupa per la prima volta uno spazio al primo piano, non su strada, con 450 metri quadri di superficie e ampie finestre con vista sui palazzi storici del centro.

“Ho trovato in Yamamay – spiega Elena Riva, presidente di Panino Giusto – una base valoriale comune, che è stata la scintilla del percorso di partnership. In particolare, siamo impegnati sul tema della valorizzazione del talento, soprattutto di quello femminile. Per questo abbiamo investito nella figura di una giovane chef stellata, Caterina Ceraudo”.

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale