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STARTUPBUSINESS

La nuova fase di Tannico: investimenti dai cinesi, piattaforma b2b e un wine bar a Milano

12 Apr 2018

La scaleup, fondata da Marco Magnocavallo nel 2012, è il primo sito di ecommerce del vino made in Italy e ha chiuso un nuovo round da 2,5 milioni guidato da Nuo Capital, holding della famiglia di Hong Kong PAO-Cheng. Serviranno per un canale dedicato all’HORECA e per l’ingresso nel retail fisico

Momento d’oro per la wine economy italiana. Dopo la exit di Svinando, è la volta di Tannico: l’ecommerce del vino made in Italy ha chiuso un round di investimento da 2,5 milioni di euro, portando i capitali raccolti a un totale di 8 milioni.

Come riporta questo articolo di Startupbusiness, il nuovo round è stato guidato da Nuo Capital – holding di investimento della famiglia di Hong Kong PAO – Cheng che ha da poco investito anche in Artemest – , con la partecipazione di investitori esistenti, tra cui ci sono Matteo de Brabant (fondatore di Jakala), Maurizio di Robilant (fondatore della omonima agenzia di comunicazione) e Stefano Saccardi, manager di Campari. Insieme al finanziamento, Tommaso Paoli, CEO di Nuo Capital, entrerà a far parte del consiglio di amministrazione di Tannico.

L’e-commerce del vino made in Italy è stato fondato nel 2012 da Marco Magnocavallo: è l’enoteca online più grande d’Italia con oltre 10.000 etichette da 2.000 produttori.

Magnocavallo ha chiari gli obiettivi da raggiungere grazie al nuovo investimento: lanciare la piattaforma dedicata al B2B Horeca (Tannico.biz), far progredire i suoi progetti retail tra cui l’apertura del WineBar Tannico a Milano, continuare a sviluppare l’e-commerce Tannico.it e potenzialmente espandersi in Asia.

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Per conoscere la storia di Tannico leggi:

Tannico, come vendere vino online e diventare la startup italiana con il fatturato più alto

 

Vino online, come e perchè Tannico è una startup di successo

Vino online, ecco perché non è una nicchia

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