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Mobilità europea: venture capital in calo, ma è segno di maturità industriale



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Dopo il picco di VC del 2021, la mobilità europea passa a una fase più matura. Giù gli investimenti early-stage in startup, resistono i round “intermedi”. Quattro investimenti su 5 coinvolgono investitori pubblici

Pubblicato il 6 mar 2026



Mobilità europea, VC in calo
Mobilità europea, VC in calo

In sintesi

  • La mobilità europea passa dal picco VC del 2021 a una fase più matura: i finanziamenti venture capital sono scesi a 4,8 mld$ nel 2025, ma il settore mostra segnali di consolidamento.
  • Calo dei round early-stage e dei megaround, mentre i round breakout resistono; il private equity e gli strumenti non diluitivi compensano il calo del VC.
  • Più colts (aziende con ricavi fino a 100 milioni di dollari) che unicorni, forte ruolo di investitori pubblici e corporate; l’Europa guida per numero di round ma perde quota sul totale globale.
Riassunto generato con AI

La mobilità europea non vive più la stagione dell’euforia finanziaria del 2021, ma questo non significa necessariamente che il settore stia perdendo rilevanza. Al contrario, i dati raccontano una trasformazione più complessa, in cui il calo del venture capital convive con segnali di consolidamento e maturazione industriale.

È questa la fotografia che emerge dalla ventesima edizione di Dealroom News, la newsletter settimanale con cui la piattaforma analizza alcuni dei principali sviluppi della tecnologia globale. L’attenzione si concentra in particolare sull’industria europea della mobilità, che nel 2021 aveva sfiorato i 15 miliardi di dollari di finanziamenti VC, per poi imboccare una traiettoria discendente negli anni successivi.

Secondo il report, però, fermarsi al dato del calo dei capitali investiti rischia di offrire una lettura parziale. Il quadro, infatti, è più sfumato di quanto appaia a prima vista: il settore continua a muoversi, ma sta cambiando la natura delle fonti di finanziamento e, con essa, anche il profilo delle aziende che riescono a crescere.

Ma vediamo meglio i dettagli dell’indagine.

Mobilità e venture capital: i dati 2025

I finanziamenti VC destinati alle startup europee della mobilità hanno raggiunto i 4,8 miliardi di dollari, in calo del 27% su base annua e 10 miliardi sotto il massimo storico registrato nel 2021.

La categoria presa in esame dal report è la transportation industry: startup che sviluppano soluzioni, software, strumenti e macchine utilizzate per risolvere problemi o migliorare le condizioni legate al movimento di persone e merci.

L’attività di venture capital nel settore è quindi in diminuzione, sia in termini di capitali investiti sia per numero di round, con i megaround nelle fasi più avanzate che hanno registrato il calo più marcato.

La discesa dei round early-stage

L’aspetto più preoccupante è probabilmente il declino continuo dei round early-stage, che lascia intravedere una diminuzione nel numero di nuove startup create.

Allo stesso tempo, i round nella fase breakout, compresi tra 15 e 100 milioni di dollari, hanno dimostrato una buona resilienza e hanno persino registrato una lieve crescita nel 2025. Secondo il report, questo segnala la fine dell’era della “crescita a tutti i costi” e l’importanza, per le startup della mobilità, di avere un chiaro percorso verso la redditività.

Non solo venture capital: per la mobilità c’è anche il private equity

Il calo dei finanziamenti di venture capital, tuttavia, spesso è compensato da nuovi strumenti di finanziamento, che nel 2025 hanno rappresentato oltre la metà degli investimenti privati totali nella mobilità europea.

Con un totale combinato di 10,1 miliardi di dollari nel 2025, il livello degli investimenti rimane superiore ai livelli pre-Covid, soprattutto grazie all’attività del private equity. Secondo gli analisti, «questo cambiamento supporta la tesi di un settore più maturo, capace di attrarre forme di finanziamento più tradizionali e meno avverse al rischio».

Startup della mobilità: spiccano quelle con ricavi fino a 100 milioni

Un altro indicatore della maturità del settore della mobilità in Europa è il numero relativamente elevato di “colts”, cioè aziende con ricavi compresi tra 25 e 100 milioni di dollari, rispetto agli unicorni (startup valutate più di un miliardo di dollari).

L’analisi di Dealroom News ha identificato 82 unicorni e/o thoroughbreds (aziende con oltre 100 milioni di dollari di ricavi) e 578 colts.
Per confronto, l’industria europea deep tech conta rispettivamente 95 e 141 aziende in queste due categorie.

Nel più ampio ecosistema tecnologico europeo, la mobilità rimane comunque tra i cinque settori più finanziati. Tuttavia, nel 2025 ha registrato il più grande calo anno su anno e potrebbe essere superata dal settore della sicurezza in forte crescita nel 2026.

Investimenti: 4 su 5 sono pubblici

Un numero sproporzionatamente alto di round di finanziamento nel settore europeo della mobilità coinvolge investitori pubblici: quattro dei cinque principali investitori del 2025 appartengono infatti a questa categoria.

Inoltre si assiste a una crescita costante del coinvolgimento delle imprese nei finanziamenti alla mobilità in Europa.

Gli investitori corporate hanno più che raddoppiato la loro quota di round di finanziamento rispetto al 2020 e hanno partecipato alla maggior parte dei più grandi deal del 2025.

Europa al primo posto per round di finanziamento

A livello globale, la quota europea dei finanziamenti all’industria della mobilità è scesa al 18% lo scorso anno, rispetto al picco del 25% registrato nel 2023. Gli Stati Uniti mantengono la posizione di leadership con il 39%.

Nonostante ciò, l’Europa continua a guidare il mondo per numero di round di finanziamento, anche se il numero assoluto di operazioni è in costante diminuzione. Questo probabilmente riflette un tasso ancora elevato di creazione di startup nel continente e un mercato meno consolidato rispetto a quello statunitense.

Nella classifica globale degli hub della mobilità del Global Tech Ecosystem Index di Dealroom, le città europee occupano sei delle prime venti posizioni.

Come in molti altri ecosistemi europei, il calo dei round early-stage appare il segnale più preoccupante per l’industria della mobilità. Per il resto, nonostante la diminuzione dei finanziamenti di venture capital, il settore mostra una crescente maturità, che consente alle aziende di ricorrere a strumenti di finanziamento alternativi e non diluitivi.

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