Snam rafforza la sua strategia sull’innovazione aperta e rilancia Hyaccelerator, il programma di accelerazione corporate pensato per trasformare ricerca, startup e competenze industriali in soluzioni concrete per la transizione energetica.
In occasione dell’Hyaccelerator Day: Call4Startup & Call4Fellows 2026, il gruppo ha presentato la nuova identità del programma, che si inserisce come pilastro del piano industriale “Towards energy integration”, illustrato lo scorso 5 marzo dal CEO Agostino Scronajenchi e che assegna un ruolo strategico all’innovazione (qui un’analisi su questa svolta)
L’obiettivo è chiaro: fare di Snam un abilitatore dell’ecosistema dell’innovazione italiano ed europeo, mettendo in connessione idee, talenti, infrastrutture e capacità industriali per accelerare l’arrivo sul mercato di tecnologie cleantech ad alto potenziale. Il modello scelto punta a superare la logica tradizionale dell’accelerazione, spostando il focus sull’impatto industriale reale.
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La novità: la Call4Fellows per valorizzare la ricerca
La principale novità dell’edizione 2026 è la Call4Fellows, lanciata il 30 marzo e dedicata a ricercatori, postdoc e dottorandi all’ultimo anno. Il nuovo percorso nasce per favorire il trasferimento tecnologico e accompagnare idee scientifiche promettenti verso applicazioni industriali concrete.
La call si concentra su tre ambiti strategici per la transizione energetica: Carbon Capture Utilization & Storage (CCUS); sistemi di accumulo energetico di lunga durata (LDES); idrogeno.
L’iniziativa è sviluppata da Snam insieme a tre grandi università italiane: il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e l’Università di Bologna. Una scelta che rafforza il ruolo di Hyaccelerator come ponte tra mondo accademico e industria.
Le candidature resteranno aperte fino al 31 maggio. Dopo una prima selezione, cinque Fellows accederanno a una fase di esplorazione di due mesi con mentorship dedicata. Il progetto più promettente sarà poi sviluppato in un percorso di ricerca e sviluppo di due anni, interamente finanziato, in collaborazione con Snam e una delle università partner. L’obiettivo è accompagnare la tecnologia dal laboratorio al mercato.
Call4Startup: focus su idrogeno, accumulo e cattura CO2
Accanto alla novità dedicata ai ricercatori, Snam rilancia anche la quinta edizione della Call4Startup, partita il 23 marzo con il titolo “Connect, evolve, integrate”.
La call è rivolta a startup e PMI impegnate nello sviluppo di soluzioni cleantech nei settori:
- cattura, utilizzo e stoccaggio della CO2;
- accumulo energetico di lunga durata;
- idrogeno.
Il percorso di accelerazione durerà sei mesi. Le candidature saranno aperte fino al 3 maggio. Dopo una prima selezione, cinque finalisti entreranno nella Discovery Phase, i primi due mesi dedicati a perfezionare approccio tecnologico e use case industriali. Solo due startup accederanno poi alla Validation Phase, quattro mesi focalizzati sullo sviluppo di uno studio di prefattibilità legato a casi reali.
Obiettivo: un italiano hub dell’innovazione energetica
Hyaccelerator 2026 si appoggia su una rete internazionale di partner industriali e operatori di sistema. Tra i Transmission System Operators del TSOs Innovation Club coinvolti figurano: Enagás Emprende; NaTran; Gasunie; Teréga; H2UB. A questi si aggiungono partner industriali come Ansaldo Green Tech, De Nora, Edison, Eni, Fincantieri, Italgas, RINA e SIAD.
Per Snam, questa alleanza serve a rafforzare il posizionamento dell’Italia come piattaforma dinamica per l’innovazione energetica europea, in un momento in cui la decarbonizzazione richiede non solo investimenti infrastrutturali ma anche una forte capacità di sperimentare e scalare nuove tecnologie.






















