L’industria tecnologica domestica in Italia ha superato una soglia che definisce la maturità di un intero comparto industriale. I dati presentati il 10 febbraio 2026 dai ricercatori dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano delineano uno scenario in cui l’abitazione cessa di essere una somma di oggetti isolati per diventare un ecosistema integrato. La ricerca, illustrata da Angela Tumino, Direttrice dell’Osservatorio, evidenzia come il valore generato non risieda più soltanto nella vendita dell’hardware, ma nella capacità di offrire servizi avanzati e personalizzati grazie alla convergenza tecnologica.
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La crescita del mercato e il traguardo del miliardo
Il 2025 ha segnato un punto di svolta per il settore della Smart Home e AI in Italia. Nonostante un contesto macroeconomico caratterizzato da una forte contrazione nel settore dell’edilizia, il mercato ha continuato la sua corsa. Angela Tumino sottolinea come l’anno precedente si fosse concluso con un volume d’affari di 900 milioni di euro, tornando già allora a una crescita a doppia cifra. Nel 2025, il mercato ha mantenuto un incremento dell’11%, toccando per la prima volta la quota di 1 miliardo di euro.
Secondo la Direttrice dell’Osservatorio, si tratta di una “quota psicologica che ci aiuta a traguardare dimensioni più ampie, anche se le potenzialità di questo mercato vanno anche ben oltre questa cifra”. Questo risultato appare ancora più significativo se confrontato con l’andamento del mercato delle costruzioni, che nel 2025 ha subito un calo del 6% nelle nuove realizzazioni e un crollo del 20,8% nelle ristrutturazioni residenziali, risentendo della fine dell’effetto degli incentivi statali come il Superbonus.
Un altro indicatore di maturità è la propensione alla spesa dei cittadini. La percentuale di consumatori disposti a pagare un sovrapprezzo in fase di acquisto per avere una casa smart è passata dal 29% al 45%. Sebbene la maggior parte si dichiari disposta a investire fino a 5.000 euro in più, non sono trascurabili le quote di chi è pronto a superare i 10.000 euro per dotare la propria abitazione di tecnologie intelligenti.
La sicurezza come motore trainante dell’innovazione
Il comparto della sicurezza si conferma il pilastro centrale del mercato, agendo spesso come primo punto di contatto tra l’utente e la tecnologia domestica. Con un valore di 305 milioni di euro, questo settore rappresenta da solo quasi un terzo dell’intero mercato e cresce a un ritmo doppio rispetto alla media generale.
L’introduzione massiccia di soluzioni di Smart Home e AI ha trasformato radicalmente l’offerta. Come spiega Tumino, la sicurezza è la “porta d’ingresso delle soluzioni Smart Home per il consumatore”. Gli oggetti più diffusi includono telecamere indoor e outdoor, videocitofoni connessi, serrature smart e sistemi di allarme. In questo ambito, l’Intelligenza Artificiale non è più una prospettiva futura, ma una funzionalità concreta che abilita servizi distintivi.
Angela Tumino cita esempi evocativi di questa evoluzione: “dalla possibilità di selezionare in modo automatico quelli che sono i momenti salienti della registrazione, oppure andare ad analizzare il comportamento degli utenti per segnalare anomalie o per comprendere se sta avvenendo qualcosa che non dovrebbe succedere, e quindi attivare un allarme”. L’AI sta diventando un fattore di differenziazione critico, capace di spostare la scelta del consumatore verso soluzioni in grado di erogare servizi a valore aggiunto, spesso offerti tramite modelli di abbonamento.
Elettrodomestici connessi: tra volumi di vendita e utilizzo reale
Al secondo posto per rilevanza economica troviamo il mercato degli elettrodomestici, che nel 2025 ha generato 195 milioni di euro con una crescita del 15%. Questo dato è particolarmente rilevante se confrontato con la crescita complessiva delle vendite di elettrodomestici, ferma al 2% nello stesso periodo.
Tuttavia, la ricerca evidenzia una dinamica a due velocità:
- Piccoli elettrodomestici: Questo segmento è il vero motore della crescita, con un incremento del 20% grazie al consolidamento di prodotti come robot aspirapolvere e friggitrici ad aria, e all’emergere di nuove categorie come i robot tagliaerba a guida autonoma.
- Grandi elettrodomestici: Qui la crescita è legata principalmente all’ampliamento della gamma offerta dai produttori, che rendono connessi anche i modelli di fascia media o bassa.
Resta però aperta la sfida dell’effettivo coinvolgimento dell’utente. Angela Tumino avverte che “vendere un oggetto connesso non equivale a dire che questo oggetto connesso sia poi effettivamente utilizzato nella quotidianità dal consumatore”. Se per i climatizzatori il valore percepito della connettività è elevatissimo, per altri dispositivi come forni e lavatrici le percentuali di utilizzo reale rimangono stabili intorno al 50%.
Efficienza energetica e nuove prospettive normative
Il settore del riscaldamento e della climatizzazione ha vissuto un 2025 di stabilità, mantenendo un valore di 142 milioni di euro dopo la flessione registrata nel 2024. Nonostante l’assenza di una crescita marcata, dovuta alla rimodulazione degli incentivi fiscali, i segnali provenienti dal lato della domanda sono incoraggianti. La percentuale di consumatori interessati all’acquisto di dispositivi per il risparmio energetico è cresciuta del 10%, arrivando a coinvolgere quasi un italiano su tre.
La consapevolezza è alimentata anche dal dibattito normativo europeo. Circa la metà degli utenti valuterebbe positivamente l’inserimento della componente digitale e smart nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Inoltre, “circa il 30% dei consumatori dice che porrebbe più attenzione alla classe energetica dell’edificio qualora l’Italia recepisse pienamente la Direttiva Case Green”. La tecnologia IoT per il risparmio energetico, come termostati e valvole connesse, continua a crescere, seppur a tassi più contenuti, confermando l’interesse per una gestione intelligente delle risorse.
L’evoluzione dell’interazione: dagli smart speaker agli LLM
Il mercato degli Smart Home Speaker sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Dopo anni di espansione, il comparto registra una contrazione del 10%, legata principalmente alla saturazione delle abitazioni. La maggior parte degli utenti possiede già almeno uno di questi dispositivi, portando il mercato verso una fase di rinnovo tecnologico piuttosto che di prima adozione.
L‘innovazione si sta spostando verso le modalità di interazione. L’integrazione di Large Language Models (LLM), come nei casi annunciati di Alexa Plus e Gemini for Home, punta a superare l’attuale necessità di impartire comandi specifici. L’obiettivo è rendere il dialogo con lo speaker naturale e libero, permettendo all’intelligenza artificiale di comprendere il contesto e gestire autonomamente compiti complessi, come la regolazione della temperatura a partire da una semplice frase come “fa troppo freddo”. Questo salto di qualità nell’esperienza d’uso è visto come il catalizzatore per un nuovo incremento delle vendite nel prossimo futuro.
Canali di vendita e la sfida dell’interoperabilità
La distribuzione dei prodotti per la Smart Home riflette il successo dei canali digitali. Gli e-retailer puri veicolano ormai quasi la metà del mercato, crescendo del 25% rispetto all’anno precedente. La filiera tradizionale, composta da installatori e distributori di materiale elettrico, mantiene una quota del 33%, ma fatica a trovare nuovi stimoli di crescita dopo la fine dei bonus edilizi.
Il tema centrale per lo sviluppo futuro rimane l’interoperabilità. Per quindici anni, l’Osservatorio ha monitorato il passaggio da sistemi domotici chiusi a oggetti semplici da installare, che hanno però corso il rischio di rimanere “gadget slegati tra loro”. Sebbene gli assistenti vocali abbiano fornito una prima interfaccia unica, la vera sfida risiede negli standard universali.
Angela Tumino sottolinea come lo standard Matter possa giocare un ruolo fondamentale, pur dovendo constatare che “al momento rappresenta ancora un epsilon di questo mercato”. Nel frattempo, si assiste al rafforzamento di ecosistemi proprietari sempre più completi, dove le applicazioni dei singoli produttori iniziano ad aprirsi all’integrazione di dispositivi di terze parti. La capacità di offrire un’esperienza fluida e coerente all’interno di un ecosistema unico sarà la sfida principale del 2026 per tutti gli attori della filiera.


















