Dove e come deve investire un fondo di CVC?

OPEN WORLD

Se un fondo di CVC investe a breve termine, l’azienda sta usando lo strumento sbagliato



Il fondo di CVC ha l’obiettivo di esplorare nuove aree di business, le direzioni di futuro sviluppo dell’azienda. Se l’obiettivo invece è quello di trovare soluzioni per bisogni di innovazione sul core business e con impatto a breve/medio termine, lo strumento è un altro: il venture client

di Alberto Onetti

12 Apr 2022


Photo by Mathieu Stern on Unsplash

Su che orizzonte temporale deve investire un fondo di CVC (Corporate Venture Capital )? A breve o a lungo termine? Che tipo di obiettivi deve avere? Produrre collaborazioni con startup che abbiano un impatto sul conto economico o deve investire su business nuovi e diversi?

Questa è la domanda che abbiamo fatto ai partner di quattro top CVC internazionali durante l’Open Innovation Boot Camp che Mind the Bridge ha organizzato settimana scorsa nell’ambito del suo ultimo Scaleup Summit.

Per evitare che le risposte fossero industry-biased abbiamo volutamente coinvolto aziende di settori diversi. Da energia a banche, da cosmetici a logistica: Iberdrola (Diego Diaz Pilas Diaz, Global Head of Ventures & Technology); Santander (Manuel Silva, General Partner, Mouro Capital – che è l’evoluzione di Santander Innoventures); L’Oréal (Muriel Atias, Chief Investment Officer, BOLD); Maersk (Shereen El Zarkani, Head, Maersk Growth).

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La risposta però non cambia da settore a settore, rimane la stessa. In sintesi:

Se il tuo CVC investe a breve termine, stai usandolo lo strumento sbagliato

Mi spiego. L’open innovation non è una singola cosa. Si compone di una molteplicità di strumenti (che peraltro sono in continua evoluzione) come visualizzato nell’immagine sotto.

 

Nello specifico il fondo di CVC ha l’obiettivo di esplorare nuove aree di business, le direzioni di futuro sviluppo dell’azienda. Di necessità lavora pertanto su orizzonti non immediati (H2 o H3 si dice in gergo, rimando ad un precedente articolo per chi avesse bisogno di approfondimenti su questi termini). E lo fa in modo non esclusivo, partecipando ai progetti di crescita di startup insieme ad altri partner (finanziari ed industriali), senza possibilità di esercitare influenza.

Se l’obiettivo invece è quello di trovare soluzioni per bisogni di innovazione sul core business e quindi con impatto a breve/medio termine (H1 appunto), lo strumento è un altro. È quello delle collaborazioni e partnership. Si chiama Venture Client. Non serve investire. Anzi investire può creare paradossalmente più problemi, perché può generare potenziali conflitti di interessi.

We are not interested in the next 2-3 years”, ha chiosato Shereen El Zarkani, Maersk Growth.

 

P.S. 1: Dal Boot Camp sono usciti ovviamente una montagna di altri spunti, ma “one at a time”, ne parleremo nelle prossime settimane.

P.S. 2: Se sei interessato all’argomento (CVC) ti rimando ad un precedente articolo.

Alberto Onetti

Chairman (di Mind the Bridge), Professore (di Entrepreneurship all’Università dell’Insubria) e imprenditore seriale (Funambol la mia ultima avventura). Geneticamente curioso e affascinato dalle cose complicate.