Open innovation, così Sparkasse innova i servizi bancari insieme ai Millennials | Economyup
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L'HACKATHON

Open innovation, così Sparkasse innova i servizi bancari insieme ai Millennials



La Cassa di Risparmio di Bolzano ha organizzato S-Competition, contest per universitari. Obiettivo: rinnovare l’offerta di servizi per i clienti junior raccogliendo idee dai ragazzi stessi. L’8 e il 9 maggio l’hackathon che ha selezionato i vincitori. Intanto in Sparkasse è nato LDV20, laboratorio per giovani e innovazione

22 Mag 2019


Le banche tradizionali hanno bisogno dei giovani per innovare: lo ha capito Sparkasse (Cassa di Risparmio di Bolzano), che ha organizzato un contest, S-Competition, per giovani nativi digitali. Gli stessi che, a breve, saranno clienti delle banche e avranno necessità e desideri diversi dagli utenti senior. Obiettivo del contest è infatti rinnovare l’offerta di servizi bancari destinati alla fascia più giovane della clientela raccogliendo idee dai ragazzi stessi.

L’iniziativa si è conclusa l’8 e il 9 maggio con un hackathon in cui i 15 finalisti sono stati affiancati da mentor ed esperti per mettere a punto la propria proposta e presentarla nel modo più efficace alla giuria.

Sparkasse e l’open innovation

La S-Competition (Sparkasse Competition) è solo una delle attività di Sparkasse dedicata all’open innovation. L’istituto bancario ha dimostrato di credere in questa strategia aziendale teorizzata dallo studioso statunitense Henry Chesbrough in base alla quale un’impresa può ricercare innovazione al di fuori del proprio perimetro, per esempio nelle università, nei centri di ricerca, tra le startup, tra i fornitori, i collaboratori e a volte persino in collaborazione con i competitor. All’open innovation Sparkasse, che è fortemente radicata sul territorio, ha anche dedicato uno spazio fisico, chiamato LDV20. Il nuovo laboratorio, che prende il nome del genio del Rinascimento Leonardo da Vinci, è stato inaugurato a marzo scorso ed è stato appunto dedicato ai giovani e all’innovazione.

S-Competition ha coinvolto un centinaio di studenti delle Università di Trento e di Bolzano, tutti ovviamente nativi digitali, che hanno potuto dialogare con Nicola Calabrò, il CEO di Sparkasse, oltre che con altri manager della banca e con esperti esterni.

“Il sistema bancario – ha spiegato Calabrò – ha avuto una fortissima evoluzione In pochi anni sono cambiati la richiesta dei clienti, il mercato di riferimento, le condizioni del prestare denaro: nessuno avrebbe pensato di raggiungere in Europa tassi negativi. L’innovazione è un passo necessario. Sparkasse ha oltre 200mila clienti e 165 anni di storia, un patrimonio che possiamo valorizzare, ma dobbiamo essere veloci. La nostra strategia è un mix tra tradizionale e digitale, per soddisfare clienti di tutte le età, e stiamo allargando l’offerta di servizi: ad esempio, siamo stati fra i primi a lanciare offerta di servizi di noleggio a lungo termine. Innovare significa avere il coraggio di mettersi in discussione e aprirsi ai giovani per guardare il mondo dai loro punto di vista: per questo la S-Competition è molto importante”.

La S-Competition di Sparkasse: tutte le tappe

A inizio 2019  è stata lanciata una call for ideas a cui hanno risposto 90 ragazzi, suddivisi in gruppi da 3 o 4, che hanno presentato 30 progetti, focalizzandosi in particolare sul miglioramento della User Experience e sui nuovi bisogni dei nativi digitali.

La giuria ha selezionato 5 team finalisti, assegnando poi il primo premio a due progetti, che hanno vinto ex aequo: a ciascun giovane è stato consegnato un assegno da 2000 euro da spendere in corsi formazione, e l’opportunità di partecipare a un tirocinio presso la banca per seguire lo sviluppo del prodotto che nascerà dalla soluzione proposta e che Sparkasse intende lanciare nel 2020. Nel ruolo di giurati hanno partecipato Stefano Borgognoni di Sparkasse, Harald Oberrauch, Business Angel, Paolo Perego, docente dell’Università di Bolzano e Diego Ponte, docente dell’Università di Trento.

La fase finale si è svolta a Bolzano in due location diverse. L’8 maggio i ragazzi hanno lavorato presso LDV20. Il 9 maggio la S-Competition si è spostata a NOI Techpark, il parco tecnologico che ospita startup innovative dell’Alto Adige.

Perché è nata S-Competition

“S-Competition nasce da un’esigenza interna, quella di rinnovare la nostra offerta di prodotti di Young banking, la gamma Chili, dedicata alla fascia 14-26 anni- ha raccontato Stefano Borgognoni, responsabile Direzione Business Development Sparkasse -. Abbiamo scelto un approccio disruptive, chiedendo suggerimenti a chi utilizzerà i prodotti. Per Sparkasse S-Competition è un’opportunità per dialogare con i Millennials, lavorare con loro e conoscerli davvero: in Italia sono 11 milioni e rappresentano un target importantissimo, perché saranno i clienti di domani e hanno abitudini completamente diverse. È anche un modo per entrare in contatto con giovani talenti che in futuro potremmo chiamare a lavorare con noi”.

Mentorship e formazione

Sparkasse ha coinvolto come mentor tre dei propri top manager e due consulenti esterni specializzati in Digital Transformation. Andrea Cavallaro, Advisor di P4I, ha supportato i team nella preparazione della presentazione finale. Al termine dei lavori, infatti, i ragazzi hanno illustrato la propria soluzione alla giuria in 10 minuti, nella modalità del pitch utilizzata dalle start up per presentarsi ai potenziali investitori. “Comunicare in modo efficace nell’era digitale è fondamentale – ha detto Cavallaro -. Non basta avere una buona idea, occorre convincere, creare interesse ad approfondire, avendo poco tempo a disposizione. Bisogna delineare una strategia della presentazione avendo bene in testa l’obiettivo e il messaggio principale da trasmettere, pensando agli interessi e alle conoscenze specifiche di chi ascolta”.

Harald Oberrauch, CEO Tyrolean Business Angel, ha raccontato agli studenti le dinamiche del mondo delle startup hi-tech portando la propria esperienza di imprenditore (è a capo di Durst e Aluprest, due aziende di famiglia). È inoltre Business Angel, ovvero pronto a fornire know how, finanziamenti e contatti alle startup in cambio di equity, perché possano crescere. “Guidare un’azienda – ha detto ai ragazzi – significa cambiare strategia e chiedersi costantemente se si sta facendo la cosa giusta. Io sono convinto che ogni imprenditore debba essere un anche un Busines Angel, perché le tecnologie cambiano rapidamente, i cicli dei prodotti sono sempre più brevi, e non è possibile affrontare da soli il cambiamento”.