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Formazione

Open innovation, 13 (nuovi) lavori per chi vuol fare innovazione

05 Set 2016

Dall’Innovation Consultant al Business Designer, dal Change Agent all’Innovation Catalyst fino al Lean Startup Coach, che crede nello sviluppo delle persone e non solo delle idee: sono numerose le figure professionali che stanno emergendo a livello internazionale. Ecco i profili

Le aziende oggi più che mai hanno bisogno di innovare ed innovarsi per sfruttare al meglio le potenzialità del mercato, conquistare nuovi clienti, cogliere le occasioni offerte dall’Industria 4.0 e scongiurarne gli effetti collaterali negativi. Non sempre però sanno a chi affidare, al proprio interno o all’esterno, il ruolo di portatori e sviluppatori di innovazione. A questo scopo sono necessarie una serie di figure professionali, ciascuna con una determinata mission e dotata di precisi strumenti per realizzarla. Sono figure emergenti, che fino a pochi anni fa neppure esistevano ma che si stanno imponendo all’interno delle aziende desiderose di aprirsi all’innovazione. Ne ha individuate alcune “Board of Innovation”, ufficio internazionale specializzato in innovazione imprenditoriale e dei business model che ha tra i clienti multinazionali come eBay, P&G e Volswagen. Lo scenario è in costante mutamento, perciò alcune di queste professioni potrebbero finire per “incrociarsi” e mescolarsi. Altre potrebbero presto scomparire, mentre altrettanto rapidamente se ne potrebbero aggiungere di nuove. O magari se ne stanno già aggiungendo. Intanto ecco una lista di 13 professionalità già emerse a livello internazionale. 

Innovation Consultant, Consulente per l’Innovazione – Come si deduce facilmente, si tratta di un consulente esterno specializzato in vari aspetti dell’innovazione. Di solito è coinvolto dall’azienda per un breve periodo di tempo: se comincia a lavorare full time per il cliente di una società, finisce per assumere il ruolo di innovation manager.

Business (model) Designer o Business Model Architect – Il suo compito è creare e sviluppare modelli di business adatti a individuare nuovi fonti di ricavi e strategie di pricing per nuovi prodotti o servizi.

Change Agent, Agente di cambiamento – È focalizzato sulla parte di innovazione riguardante le Human Resources (HR). Ama diffondere la cultura dell’innovazione all’interno di una organizzazione e ha le caratteristiche necessarie per motivare le persone a cambiare. Il suo obiettivo è definire e implementare una strategia di trasformazione. Il principale compito che ha chi ricopre questo ruolo è mettere in piedi una struttura che supporti l’innovazione all’interno dell’azienda e allo stesso tempo assicurarsi che le principali figure “politiche” aziendali capiscano il valore del cambiamento in atto. Per ottenerne il supporto deve saperli guidare e motivare.

Chief Innovation Officer (Cio) – È il volto dell’innovazione in una grande azienda. È colui che definisce la strategia innovativa basata sulla strategia complessiva della multinazionale e che verifica se viene eseguita così come programmata. È sullo stesso piano del Ceo, ma spesso guida un team di manager dedicati allo sviluppo di nuovi business.

New Business Development Manager – È un ruolo focalizzato sul consumer & market research (studi osservativi, focus group, indagini): lavora sulle previsioni industriali, sull’analisi Swot – strumento di pianificazione strategica usato per valutare i punti di forza (Strengths), debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) di un progetto o in un’impresa  – e sulle interviste ai consumatori. Il suo obiettivo è individuare nuove opportunità (segmenti di mercato, categorie di prodotti e di conseguenza nuove fonti di fatturato) per la compagnia per la quale lavora. Di solito guida una piccola squadra mirata a commercializzare nuove opportunità in nuovi mercati.

Innovation Catalyst, Catalizzatore di Innovazione – Ha un expertise in trend culturali e sa cosa significa guidare una strategia globale nei team regionali di ogni continente. È un compagno fidato della squadra del marketing, perché lo scopo comune è scovare opportunità di crescita nei mercati emergenti. La forza del Catalizzatore è capire cosa manca ai consumatori nella loro vita quotidiana e creare nuovi prodotti o servizi per colmare questa mancanza. Alcuni degli Innovation Catalyst vengono utilizzati dai dirigenti dell’azienda per raccogliere idee, questioni e opportunità dai dipendenti della company per la quale lavorano. Uno dei loro tool preferiti è una piattaforma di crowdsourcing di idee come Yambla.

Innovation Engineer, Ingegnere dell’Innovazione – Ha un ruolo più tecnico e maggiormente focalizzato sulla creazione di nuovi prototipi tecnici. È un profilo ideale per lo sviluppo di prodotti hardware. In compagnie operative con una complessa supply chain sono più concentrati su come individuare nuove vie per portare il prodotto finito sul mercato.

Innovation Analyst, Analista dell’Innovazione – Utilizza la ricerca e l’analisi (spesso l’analisi dei dati) per scoprire opportunità o cambiamenti intercorsi sul mercato e suggerisce miglioramenti del processo di business usando gli analytics. Una buona parte della sua attività consiste nell’osservare l’attività dei concorrenti. In definitiva il suo scopo è gestire lo sviluppo dei requisiti del prodotto in linea con la strategia aziendale.

Digital Transformation Officer/Manager – Si tratta di un esperto di digitale che ha maturato esperienza nei settori della digital strategy, della comunicazione, del marketing e della gestione del prodotto e che deve avere una qualità: essere uno “che fa”, pronto cioè a mettere in pratica progetti ed idee. È responsabile della digitalizzazione di prodotti o servizi già esistenti oppure del tuto nuovi. Il Digital Transformation Officer guida una squadra di nativi digitali che hanno il compito di implementare una determinata strategia digitale. 

New Business Improvement Manager – È molto orientato al risultato e utilizza i report dell’Analista dell’Innovazione per migliorare i processi aziendali. La particolarità del suo ruolo sta nello sviluppare soluzioni aziendali e per il cliente attraverso la gestione del prodotto, il marketing, la strategia della corporate e le operazioni. Il vero potere di un manager di questo tipo sta nel riuscire a pensare come un cliente.

Innovation Strategist, Stratega dell’Innovazione – Sviluppa e aggiorna il business plan. Basandosi su report e indagini di mercato, questo professionista sa esattamente quale strada sta percorrendo la società nel lungo periodo. Lavora a stretto contatto con il business designer o a volte ricopre entrambi i ruoli.

Innovation Manager, Manager dell’Innovazione – In pratica è “quello che assume”, ovvero qualcuno di grado elevato con esperienza aziendale o nell’HR. Conosce molto bene il mercato e “sente” quando è il momento giusto per nuovi progetti innovativi. Il suo obiettivo è trovare nuovi fonti di ricavi. Nella maggior parte dei casi lavora con un intero dipartimento di professionisti dell’innovazione. Il motivo per cui si serve di consulenti è che vuole che le persone (e i processi) seguano il nuovo modo di pensare.

Lean Startup Coach – Ritiene che lo sviluppo delle persone sia importante quanto lo sviluppo delle idee. Ama organizzare corsi di formazione e training su diversi argomenti quali la creatività, i modelli di business, i prototipi. È realmente convinto che l’innovazione non è trainata da processi aziendali, ma dalle persone, perciò è un ruolo che ha più a che fare con l’HR. Un Lean Startup Coach ama lavorare su progetti brevi al fine di portare un gruppo dall’idea al pitch in soli quattro giorni.

 

di Luciana Maci

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  • ghezzia

    Interessante l’articolo e le varie professioni. L’unica cosa che manca, a mio avviso, è una funzione di vendita dei servizi/prodotti. Anche quella sta subendo un forte cambiamento innovativo.

  • Gianfranco

    La prima innovation l’ha realizzata chi ha capito che il “modulo stampato” era il mezzo che rallentava il modo di comunicare, impediva la possibilità di ri elaborare i dati,e cercare informazioni. Nel 1984 abbiamo diffuso (con IBM) l’OCR e poi l’ICR e le loro evoluzioni sui documenti “formattai” hanno permesso di recuperare i dati per velocizzare le elaborazioni,le statistiche ecc e praticare la strategia aziendale….ma l’OCR/ICR sono stati visti con diffidenza perchè il cliente pretendeva il 100% Subito senza correzione. Solo oggi in Italia le aziende hanno capito il valore dei dati e richiedono “servizi di dematerializzazione a testo integrale…..al miglior prezzo….non con la massima precisione”. Siamo in crisi economica ma si parla di BigData Analisis…sempre come “servizio” perchè i Managers hanno ancora paura di “sporcarsi le mani”, A noi che lo facciamo da 30 anni va bene!

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