OPEN INNOVATION

Officina Digitale: come funziona l’hub di innovazione di Imola basato sul rapporto scuola-imprese



Fondata nell’agosto 2021 da due istituti scolastici e 12 imprese del territorio, Officina Digitale promuove progetti di ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico e formazione avanzata, oltre a iniziative di open innovation sul territorio. Parla il direttore generale Davide Baroncini

di Stefano Casini

Pubblicato il 17 Gen 2023


Imola, dove ha sede Officina Digitale

Non solo Città dell’l’Autodromo: Imola,  il Comune più esteso dell’area metropolitana di Bologna, è diventata di recente anche cittadella di innovazione.  Questo grazie a Officina Digitale, società cooperativa e senza scopo di lucro, costituita meno di due anni fa, che organizza per le aziende il supporto all’innovazione in svariati settori, come ad esempio per l’Economia circolare, Industria 4.0, Mobility, Safety e security, Green building e Smart City, Food, Healthcare, Turismo. Obiettivi: agire come punto di riferimento delle imprese per la fabbricazione digitale, la ricerca e per realizzare nuove tecnologie, prodotti e processi innovativi.

“Officina Digitale promuove progetti di ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico e formazione avanzata, anche per favorire la realizzazione di un parco tecnologico, ovvero un Hub di fabbricazione digitale, che comprenda molteplici strumenti e professionalità”, spiega il direttore generale, Davide Baroncini. “In questo modo, possiamo essere il punto di riferimento per la ricerca e l’innovazione delle imprese del territorio”.

Davide Baroncini, direttore generale di Officina Digitale

Come nasce e da chi è stata fondata Officina Digitale

Officina Digitale è stata fondata nell’agosto 2021 da due soci pubblici (due scuole, l’IIS Alberghetti e l’ITAC Scarabelli Ghini) e 12 imprese del territorio, tra cui ad esempio Aepi Industrie, Sacmi, Curti, Alya, Elettrotecnica Imolese, Antreem, Cefla. Nel tempo i soci pubblici e privati sono poi aumentati, compresa una Fondazione per la gestione dei percorsi ITS, e attualmente sono 20 in totale.

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Mettendo insieme queste risorse, e utilizzando i finanziamenti previsti dalla Legge 107/2015 (nota come quella per la Buona scuola), sono quindi stati creati laboratori territoriali per l’occupabilità, spazi dall’alto profilo innovativo a disposizione delle scuole del territorio, dove sviluppare didattiche avanzate in sinergia con le imprese, a cui sono stati aggiunti interventi formativi per il re-skilling di persone occupate e inoccupate.

La visione di Officina Digitale

La visione portata avanti da Officina Digitale è quella di dare al mondo degli studenti e al mondo delle imprese  una capacità di saper ascoltare i reciproci fabbisogni e i reciproci problemi, coniugarli e renderli quindi qualcosa di utile a entrambi.

“È solo così che il mondo dell’impresa potrà meglio esprimere al mondo della formazione scolastica quali sono i bisogni futuri – rileva Baroncini, – al fine di preparare adeguatamente i ragazzi. Allo stesso tempo il mondo della scuola potrà esprimere quali sono le difficoltà nel mettere in pratica determinati programmi. Queste difficoltà spesso sono di ordine tecnologico. E quindi chi meglio del mondo dell’impresa può intervenire nel soddisfare queste esigenze. Una volta rese disponibili per il mondo della scuola, tali attrezzature possono essere utilizzate anche per l’aggiornamento continuo delle persone”.

Le collaborazioni con distretti economici e altri territori

La società ha avviato anche nuove attività di collaborazione con distretti economici esterni alla provincia di Imola e anche alla regione Emilia-Romagna. Collaborazioni che si realizzano in diverse modalità, sia di natura scientifica, sia consulenziale. Inoltre, “la forte competenza che abbiamo nella strutturazione di percorsi formativi come ad esempio per ITS e FTS, ci ha portato ad attivare collaborazioni con altri territori – sottolinea Baroncini – per meglio implementare anche queste tipologie formative”.

Fondamentale è la collaborazione con enti di ricerca, università e con altre strutture simili. “Il nostro obiettivo – spiega il direttore generale – è anche quello di poter soddisfare le esigenze, in primis dei nostri soci, ma anche di tutto l’ecosistema aziendale che si muove intorno a noi, potendo garantire un network professionalizzato di relazioni importanti, al fine di poter essere anche partner per quanto riguarda progetti di consulenza, soprattutto in ambito scientifico e tecnologico”.

Azioni di open innovation

I promotori e i protagonisti di Officina Digitale ritengono molto importante e attuale il tema dell’open innovation, soprattutto per aiutare le aziende in questa fase storica , in termini sia di mercato ma soprattutto in termini di organizzazione. “Ecco perché abbiamo qualificato una serie di figure professionali, tendenzialmente manager di impresa o professionisti del settore, di alto livello”, fa notare il general manager. “Intendiamo accompagnare le aziende verso mercati nuovi, oppure nell’affrontare cambiamenti interni legati soprattutto a nuovi orizzonti imprenditoriali, oanche nel diffondere nelle strutture interne i concetti principali che coniugano innovazione e cambiamento culturale”.

E aggiunge: “Anche il dialogo con il nostro territorio, dal punto di vista amministrativo, è avviato, e puntiamo a essere parte molto attiva nel coniugare quelle che sono le strategie future”.

Per il 2023 ci sono in programma anche due Call to action, in due ambiti differenti di tipologia merceologica, per l’individuazione di startup e progetti innovativi da seguire poi con la logica dell’incubazione diffusa, metodologia sviluppata dall’incubatore Innovami, con cui Officina Digitale ha un accordo di partnership. Per il nuovo anno è previsto inoltre l’ingresso di altri soci strategici, con orizzonti di mercato a livello nazionale, e la partenza di nuovi progetti legati all’innovazione, alla formazione e a nuove idee che potranno nascere dal mix di diverse competenze, tecnologie e visioni del futuro.

 

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