Noi TechPark, ai blocchi di partenza in Alto Adige il Parco Tecnologico "all green" | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Ricerca & Sviluppo

Noi TechPark, ai blocchi di partenza in Alto Adige il Parco Tecnologico “all green”

16 Feb 2015

Altri argomenti

Al via i lavori per Noi (Nature of Innovation), che punta ad ospitare aziende innovative, istituti di ricerca e enti di formazione. Si farà sperimentazione agraria, forestale ed eco research. Previsti 21 laboratori che lavoreranno anche su tecnologie energetiche, alimentari e dell’automazione

Un'immagine del progetto del Noi TechPark, di cui inizieranno a breve i lavori
In Alto Adige è ai blocchi di partenza il nuovo Parco Tecnologico. A marzo inizieranno i lavori sui terreni dell’ex-Alumix a Bolzano Sud. Il Parco si chiamerà NOI – Nature of Innovation e ospiterà aziende innovative, istituti di ricerca e enti di formazione.

“Farà fare grandi passi avanti all’Alto Adige e alle sue aziende” ha dichiarato il Presidente Arno Kompatscher. “Uno sguardo verso altre regioni – ha proseguito – ce lo dimostra: un’istituzione di questo tipo è ovunque un importante generatore di impulsi e un motore d’innovazione per l’economia. Il Techpark Alto Adige sarà un luogo in cui aziende e istituti di ricerca potranno cooperare, trarre reciproca ispirazione e dove quindi le competenze e la competitività del singolo, ma conseguentemente anche dell’intera location economica, aumenteranno considerevolmente”.
     
Il Presidente della Provincia ha comunicato che, dopo mesi di ritardi dovuti ai ricorsi, in questi giorni l’appalto è stato affidato con successo all’associazione temporanea di imprese (A.T.I.) Volcan. A marzo si potrà quindi partire con i lavori sul primo lotto. Questo comprende il risanamento del primo edificio centrale (ex-Alumix) e la costruzione di un nuovo edificio, che come un monolite nero creerà un ponte architettonico tra le centrali elettriche della fabbrica di alluminio costruiti in stile Bauhaus e sottoposti a tutela. “Un ponte tra passato e futuro”, l’ha definito l’architetto Josef March, coordinatore dei lavori per BLS, committente della costruzione. I lavori su questo lotto e sul successivo, che comprendono il risanamento del secondo edificio centrale limitrofo che ospiterà gran parte dei laboratori, dovrebbero essere terminati al più tardi entro la fine del 2017. Entro questa data sarà completato anche il terzo edificio principale, ossia il primo modulo di ampliamento che ospiterà le aziende.
     
Il nome NOI, che è stato per la prima volta presentato al pubblico, è l’acronimo del posizionamento “Nature of Innovation”. Un ampio gruppo di lavoro ha lavorato a questo posizionamento, che permette di distinguere in modo chiaro il Techpark Alto Adige dagli altri Parchi Tecnologici. “Innovazione sul modello della Natura è stato il concetto centrale”, ha spiegato il direttore BLS Ulrich Stofner. “Come in Natura, l’orientamento e i servizi del Techpark NOI saranno adattati alle esigenze specifiche delle aziende che vi risiederanno, indipendentemente dalla loro grandezza o dal settore di appartenenza. Inoltre – ha continuato – il nome NOI è fortemente collegato all’Alto Adige grazie a due ulteriori chiavi di lettura: il concetto d’unione ‘noi’ nel suo significato italiano e il ‘nuovo’ del dialetto tedesco”.
     
I quattro istituti di ricerca Libera Università di Bolzano, Accademia Europea di Bolzano (EURAC), Fraunhofer Innovation Engineering Center (IEC) e l’Agenzia KlimaHaus faranno ricerca e sviluppo all’interno del Techpark Alto Adige a contatto con le aziende. Anche il TIS avrà sede all’interno del Parco Tecnologico, così come il Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale di Laimburg e la Eco Research avranno a loro volta una filiale di rappresentanza all’interno del Techpark Alto Adige.
     
“È inoltre già prevista la costruzione di 21 laboratori di ricerca, suddivisi tra i vari settori chiave di ricerca dell’Alto Adige: quello delle tecnologie green (in particolare nel settore energetico), quello delle tecnologie alpine, quello delle tecnologie alimentari e quello dell’automazione”, ha spiegato il direttore del TIS Hubert Hofer. Questi laboratori si troveranno all’interno degli edifici centrali del Techpark Alto Adige, che comprendono circa 190.000 metri cubi di superficie. In questi spazi si troveranno anche i servizi comuni del Parco. Oltre ai 21 nuovi laboratori all’interno del Parco si concentreranno anche alcuni altri laboratori della Provincia, in particolare nei settori Ambiente, Salute e Biomedicina.
     
La parte di gran lunga più grande del NOI è però quella dei moduli di ampliamento, per i quale è possibile una cubatura massima di circa 750.000 metri cubi. Qui si costruirà tuttavia unicamente a seconda del fabbisogno: “Il concetto di costruzione è fortemente collegato all’iniziativa privata: i moduli di ampliamento verranno costruiti solo se l’iniziativa partirà dai privati” ha spiegato il Presidente della Provincia. Chi volesse entrare come azienda privata all’interno del Parco Tecnologico dovrà rispettare specifici criteri di accoglimento: “L’impresa dovrà essere fortemente collegata al tema Innovazione e verrà valutata sulla base di diversi criteri, che vanno dal tipo e sostenibilità delle attività previste, dal grado di innovazione, dalla reputazione e dalla ricaduta territoriale”, ha spiegato Hubert Hofer.
     
In effetti è già previsto che alcuni Global Player come ad esempio Maccaferri e Senfter faranno ricerca e sviluppo all’interno del Techpark Alto Adige. Inoltre il Techpark Alto Adige ospiterà l’incubatore d’imprese attualmente del TIS. Più di 20 altre aziende hanno già manifestato per iscritto il proprio interesse per un insediamento all’interno del Parco Tecnologico.
     
Le proposte per la costruzione del nuovo Techpark di Bolzano sono state sviluppate dai vincitori del concorso tenutosi nel 2007, lo studio Chapman Taylor di Milano e CLEAA Claudio Lucchin & architetti associati di Bolzano. Gli architetti erano a loro volta presenti durante la conferenza stampa. (L.M.)

Altri argomenti

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

Articoli correlati