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Mauro Murtula, sempre attento al nuovo e orientato al fare: così ci piace ricordarlo

09 Gen 2017

Laureato in legge, dirigente industriale, consulente ma anche un po’ accademico: è il profilo parziale di un personaggio atipico attento alla trasformazione digitale e motore di tanti progetti, come quelli con il MIP. Nel 2015, prima di ammalarsi, la pubblicazione dell’ebook “Cavalcare l’innovazione”

Mauro Murtula
Un personaggio atipico il Mauro Murtula che vogliamo qui brevemente ricordare: laureato in legge, con la prospettiva di ereditare lo studio del padre noto professionista di Genova, ma mai avvocato; dirigente industriale sino a diventare vicepresidente di Agusta (gruppo Finmeccanica ) e poi consulente di numerose imprese ICT, ma anche “un po’ accademico”, con il gusto di insegnare e scrivere libri; molto attento all’innovazione digitale, co-autore di un libro sull’ecommerce “Il commercio elettronico: verso nuovi rapporti fra imprese e mercati” pubblicato a soli cinque anni dalla nascita di Amazon e autore di un ebook “Cavalcare l’innovazione sulla digital disruption e sulla digital transformation, pubblicato nel 2015 poco prima di ammalarsi; sempre orientato al “fare”, a immaginare nuovi progetti e a imbastire alleanze che ne permettessero la realizzazione.

Vogliamo in particolare ricordare due iniziative significative da lui suggerite, di alleanza università-imprese, che ci hanno coinvolti come School of Management del Politecnico di Milano e personalmente: una purtroppo non concretizzatasi, nonostante l’interesse manifestato da diverse istituzioni (Assolombarda, Camera di Commercio e Regione Lombardia); l’altra coronata da un forte successo e sopravvissuta anche se in forme diverse sino ai giorni nostri.

La prima, conscia dei problemi di internazionalizzazione delle nostre imprese e dell’importanza di disporre – nei Paesi più diversi del mondo – di manager locali con una conoscenza della nostra cultura e possibilmente della nostra lingua, prevedeva l’istituzione presso il MIP di un MBA finalizzato a formarli. La seconda, nata nel 2004 e denominata Top Circle, metteva assieme ai docenti e ricercatori del Politecnico i CIO delle principali imprese del nostro Paese, per farli dibattere e confrontare sulle principali aree di digital innovation del momento e per immaginare meccanismi di governance che valorizzassero al massimo il loro contributo alle scelte strategiche.

Un curriculum molto parziale il nostro, ma finalizzato a far emergere i tre aspetti della sua personalità che più ci piace ricordare: l’attenzione al nuovo, l’orientamento al fare, la spinta a ibridare culture diverse.

 

Redazione