L’innovazione in Leonardo: ricerca e conoscenza per anticipare i trend tecnologici - Economyup

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L’innovazione in Leonardo: ricerca e conoscenza per anticipare i trend tecnologici



Per Leonardo, grande azienda italiana attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza, è imprescindibile investire su innovazione e ricerca per mantenersi competitiva. Qui tutti i suoi progetti, dai Leonardo Labs alla piattaforma di scouting Solvers Wanted fino alla Business Innovation Factory

di Filippo Frangi

16 Set 2022


Leonardo è un’azienda italiana attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza. Il suo maggiore azionista è il Ministero dell’economia e delle finanze italiano, che possiede una quota di circa il 30%. Leonardo è la tredicesima impresa di difesa del mondo ed è la terza in Europa per grandezza, con entrate dal settore difesa che rappresentano il 68% del proprio fatturato. Nel 2021 Leonardo conta un fatturato di 14,14 miliardi di euro con un utile di 587 milioni di euro e circa 50.000 dipendenti.

Gli ambiti e i settori all’interno dei quali Leonardo opera rendono imprescindibile la necessità di investire sull’innovazione e la ricerca e sviluppo come leva per mantenersi competitivi. Il posizionamento e i risultati ottenuti dalla società negli ultimi anni sono la chiara evidenza di come sia stata effettivamente in grado di attuare un processo di costante innovazione.

Oltre alla pura innovazione di prodotto, è viva all’interno di Leonardo la chiara volontà di stimolare lo sviluppo a livello di processi e la conoscenza tecnologica. L’ultimo biennio, caratterizzato dalle difficoltà emerse a causa della pandemia da Covid-19, ha portato l’azienda a identificare nuovi meccanismi e iniziative a supporto del raggiungimento degli obiettivi strategici di lungo periodo e allo studio dei trend tecnologici di maggiore rilevanza e potenziale.

La principale iniziativa in questa direzione è stata la creazione dei Leonardo Labs, laboratori di ricerca interni e centralizzati volti a sviluppare conoscenza e competenze in azienda riguardo tecnologie di frontiera che l’azienda pensa possano avere una ricaduta sul proprio dominio. Al momento sono stati strutturati undici laboratori, volti ad approfondire le seguenti aree: Advanced Logistics 4.0, Applied Artificial Intelligence, Future Aircraft Technologies, Future Electronics & Sensing, Future Rotorcraft Technologies, Future Security & Safety Technologies, HPC/Cloud/Big Data Technologies, Intelligent Autonomous System, Materials Technologies, Quantum Technologies, Space Technologies.

“La scelta dei filoni di ricerca – spiega Pierpaolo Gambini, Senior Vice President Innovation e IP di Leonardo – nasce dalle interazioni con le divisioni dell’azienda che hanno identificato quelle che sono le traiettorie tecnologiche del futuro in base a requisiti di mercato e clienti. La volontà è di sviluppare internamente conoscenza sulle tecnologie ancora prima che diventino mature sul mercato, così da cogliere in anticipo le opportunità e consolidare il proprio posizionamento sul panorama competitivo”.

Negli undici Leonardo Labs lavorano ad oggi oltre 80 ricercatori PhD internazionali, e il piano prevede l’assunzione di altri 130 dottorati entro l’anno. I laboratori sono collocati presso le sedi dell’azienda in Italia e negli Stati Uniti, a stretto contatto con gli ingegneri di prodotto delle Divisioni maggiormente interessate alle specifiche tematiche. L’obiettivo è favorire il più possibile lo scambio di conoscenza e la definizione di adeguati indirizzi di ricerca, evitando di estraniare i laboratori e di renderli entità lontane dalle reali opportunità di business.

Negli ultimi anni, oltre agli Innovation Labs, Leonardo ha introdotto ulteriori novità atte a favorire lo sviluppo e la diffusione di innovazione in azienda. In primo luogo, l’iniziativa Solvers Wanted, piattaforma di scouting della società che coinvolge partner, imprese, startup, centri di ricerca e università, come nel caso di “POLIMonitor”, progetto tra i vincitori della challenge del 2021, realizzato da un team di ricercatrici del Politecnico di Milano. Solvers Wanted è strutturata tramite challenge volte a identificare sia soluzioni a basso TRL, destinate prevalentemente al mondo della ricerca e alle università, sia progettualità a TRL maggiore, indirizzate non solo a startup ma anche a PMI e imprese più strutturate.

Tra le altre iniziative di innovazione lanciate da Leonardo c’è anche la Business Innovation Factory, acceleratore di startup che punta a selezionare, per i prossimi tre anni, fino a 10 startup all’anno che svilupperanno soluzioni innovative in grado di ampliare l’offerta di servizi digitali della azienda. Come raccontato da Manuel Fuselli, Corporate Open Innovation Manager, “la prima call, lanciata a gennaio 2022 si è focalizzata su due verticali di interesse per l’azienda: l’ambito servitization, che riguarda lo sviluppo di soluzioni e piattaforme per la data collection e la data exploitation finalizzate alla creazione e erogazione di servizi innovativi in modalità Anything-as-a-service (Xaas), e il tema della mobilità, la navigazione, la pianificazione e l’interazione dei movimenti per autonomous systems. La call ha avuto un’ottima partecipazione, raccogliendo 170 candidature, 60% dall’Italia e 40% dal resto del mondo. Il percorso di screening e selezione ha portato all’identificazione di 10 startup che parteciperanno a un programma di accelerazione di cinque mesi negli spazi della Business Innovation Factory”.

Le iniziative evidenziano una chiara volontà di continuare a investire nello sviluppo di conoscenze e competenze interne, sfruttando però in modo importante le opportunità derivanti dall’Open Innovation. Ne è un ulteriore esempio la collaborazione con l’Osservatorio Startup Intelligence del Politecnico di Milano, che prosegue ormai da diversi anni ed è una delle finestre utilizzate dall’impresa per esplorare trend di innovazione e interagire all’interno di un’ampia community di aziende.

Infine, ma non meno importante, il management di Leonardo ha deciso di investire in modo significativo per cercare di favorire concretamente lo sviluppo di competenze STEM all’interno del sistema paese. A tale scopo sono prodotti periodicamente contenuti formativi a supporto di docenti delle scuole superiori per diffondere conoscenza sui principali trend tecnologici che riguardano le sfide del futuro e che possono formare e ispirare giovani studenti. Ad oggi oltre 650 scuole sono state coinvolte nell’iniziativa, con grande valore per il nostro Paese.

 

Filippo Frangi

Analyst presso Osservatori Digital Innovation