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DIGITAL TRANSFORMATION

L’innovazione comincia dall’imprenditorialità, anche nelle aziende

di Andrea Rangone

06 Dic 2017

Nella nuova survey degli Osservatori Digital Innovation su Corporate Entrepreneurship e Open Innovation colpisce un dato:solo il 14% delle aziende considera una sfida per il 2018 lo sviluppo delle competenze imprenditoriali e creative interne. Dimenticando che la capacità di fare impresa è la premessa di ogni innovazione

C’è un nesso forte fra imprenditorialità e innovazione. La capacità di coniugare vision ed execution, la propensione al rischio, la volontà di fare squadra e dare valore al team sono tutti ingredienti necessari per attivare processi di innovazione. Eppure questo nesso non è ancora evidente in chi lavora per produrre innovazione nelle aziende.

Mi ha colpito una dato nella nuova survey degli Osservatori Digital Innovazion del Politecnico di Milano, Corporarate Entrepreneurship e Open Innovation: innovare con un occhio alle startup. Alle aziende intervistate è stato chiesto, come nelle precedenti edizioni, quali sono le sfide organizzative che vedono per il 2018 nella gestione dell’Innovazione Digitale. Su 245 rispondenti solo il 14% ha indicato lo “scouting, assessment e sviluppo di competenze imprenditoriali e creative”. È la sfida n.10, per rilevanza, dopo quelle che riguardano lo sviluppo di strutture dedicate e le procedure da seguire, le competenze digitali interne e la revisione dei profili professionali, il coinvolgimento dei dipendenti, la collaborazione con i fornitori, la capacità di assorbire conoscenza e di stabilire relazioni con startup e centri di ricerca.

L’imprenditorialità interna, l’intrapreneurship, non è ancora considerata un elemento prioritario per far crescere la pianta dell’innovazione nella serra aziendale. Si comprende, quindi, l’importanza di coinvolgere i dipendenti ma senza aver chiaro probabilmente che il modo migliore per farlo è indurli a scoprire, far emergere e dare spazio alle loro attitudini imprenditoriali. Rischia di essere un punto debole di ogni strategia di innovazione dimenticare che il primo cambiamento culturale necessario in azienda riguarda la valorizzazione del potenziale creativo che spesso giace inespresso nelle organizzazioni complesse. Va cercato, incoraggiato, premiato. Con metodo. Con una forte pressione sui risultati sì, ma senza il terrore del fallimento che se, instaurato, paralizza qualsiasi iniziativa anche fra i più volenterosi.

Che cos’è la corporate entrepreneurship e perché rende le aziende più competitive

Non possono esserci strategie di open innovation senza una convinta attività di corporate entrepreneurship. Perché fuori dal perimetro aziendale si possono trovare buone idee, partner eccellenti, prodotti/servizi da integrare ma non si troveranno mai le soluzioni alle inerzie interne, alla scarsa capacità di metabolizzare e scaricare a terra qualsiasi spunto di innovazione.

L’imprenditorialità interna va interpretata come una funzione aziendale che promuova la strategia dell’innovazione ma anche la sua gestione e la pratica, favorendo magari vere e proprie startup interne lasciate operare libere dai vincoli, dalle procedure e dagli obiettivi della compagnia. È un passaggio culturale difficile, coraggioso ma straordinario. Che porta ogni azienda ad essere un’impresa. Perché tutte le imprese prima o poi diventano aziende (vedi i percorsi delle startup), ma molte aziende dimenticano di essere (state) imprese.

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Andrea Rangone
Ceo Digital360

Da due decenni attento osservatore e analista delle tecnologie digitali e dei processi di trasformazione digitale, è co-founder degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano

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