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NUOVA IMPRENDITORIA

Che cos’è la corporate entrepreneurship e perché rende le aziende più competitive



È un concetto che nasce dall’unione di due termini apparentemente slegati, ma che insieme assumono un significato nuovo: introdurre una nuova spinta imprenditoriale in una realtà aziendale ormai consolidata. Così le grandi imprese puntano a individuare i dipendenti che possano farsi carico di determinati progetti

di Luciana Maci

27 Nov 2017


Nell’ambito dell’innovazione applicata all’imprenditoria si sta facendo strada da tempo un nuovo paradigma: la corporate entrepreneurship. E’ un concetto che nasce dall’unione di due termini apparentemente slegati, ma che in realtà insieme assumono un significato nuovo, ovvero introdurre una nuova spinta imprenditoriale in una realtà aziendale ormai consolidata. Ma vediamo più in dettaglio che cosa significa corporate entrepreneurship e come la si può fare.

CORPORATE ENTREPRENEURSHIP: LE DEFINIZIONI

La definizione di corporate entrepreneurship è ancora aperta. Se da un lato appare immediatamente chiaro che cosa sia una “Corporation” – scrivono in questo articolo Andrea Gaschi e Andrea Cavallaro, rispettivamente Associate Partner e Senior Advisor di Partners4Innovation del Gruppo Digital360 – una definizione pragmatica di “Entrepreneurship” fa riferimento alla capacità di scoprire e valorizzare nuove opportunità di business potenzialmente profittevoli.  La Corporate Entrepreneurship è dunque la risposta delle imprese consolidate alle startup. Si tratta di un approccio che permette di “ritornare” a fare innovazione proprio come avviene all’inizio di un nuovo percorso imprenditoriale. Il concetto di Corporate Entrepreneurship fa infatti riferimento alla diffusione del seme dell’imprenditorialità all’interno di organizzazioni consolidate, andando quindi ad alimentare la cultura dell’innovazione e della sperimentazione. Il fine ultimo è quello di creare le condizioni necessarie per un continuo rinnovamento a tutti i livelli – Value Proposition, organizzazione e processi, fino a orientamento strategico e modello di business – riducendo al contempo i rischi associati al lancio di nuove iniziative. Perché questo avvenga, le imprese possono fare leva sui propri dipendenti che, se aiutati a coltivare lo spirito imprenditoriale, sono pronti a farsi carico – parallelamente alle attività più legate al core business – dei progetti nuovi da portare avanti sfruttando anche l’opportunità di collaborare con gli altri attori nel proprio ecosistema di riferimento. Il tema è ampio e comprende molteplici sfaccettature (per approfondimenti clicca qui) ed è stato analizzato in uno studio dell’Osservatorio Startup Intelligence del Politecnico di Milano, diffuso a novembre 2017, che ha valutato le scelte di oltre 270 imprese italiane, ottenendo un quadro interessante sulla diffusione delle azioni di Corporate Entrepreneurship in Italia.

Corporate Entrepreneurship, la metà delle aziende italiane punta sui dipendenti-imprenditori

Secondo lo studio dell’Osservatorio, il 55% delle imprese intervistate ha già avviato azioni per favorire l’attitudine imprenditoriale al proprio interno, segno evidente della ricerca urgente, e a volte inconsapevole, di un forte cambiamento nella cultura aziendale.

L’azione più praticata è la Formazione (40% delle imprese), che si presta ad essere implementata facilmente, anche su ampie popolazioni di collaboratori. Gli Innovation Lab e le Community interni sono scelti dal 28% delle imprese. Seguono distanziate azioni più “sul campo” come la Mentorship di startup da parte di dipendenti, con il 7% delle indicazioni.

CORPORATE ENTREPRENEURSHIP: I LIBRI DA LEGGERE

Per capire meglio cos’è la Corporate Entrepreneurship è consigliabile la lettura di alcuni testi. Da Eric Ries a Chan Kim, i massimi studiosi internazionali del mondo dell’innovazione hanno esposto le loro teorie sulla corporate entrepreneurship. A questo link sono indicati 5 testi che possono aiutare le imprese ad approfondire il concetto e che spiegano quali competenze sono necessarie, quali strategie adottare e quali sono le opportunità di business che ne derivano.

Che cos’è la corporate entrepreneurship: 5 libri per saperne di più

IL RUOLO DEI DIPENDENTI

I dipendenti rappresentano un asset chiave per accelerare il processo di innovazione di un’azienda consolidata. Come le startup, anche le aziende devono trovare tra i propri dipendenti, quelli con maggiore spirito imprenditoriale, pronti a farsi carico dei progetti nuovi da portare avanti parallelamente al business principale. Sono chiamati in questo caso Intrapreneur, ovvero imprenditori che agiscono all’interno dell’organizzazione aziendale con l’obiettivo di entrare in nuovi mercati e lanciare nuovi prodotti e servizi, addirittura fino all’apertura di vere e proprie unità indipendenti.

PERCHÉ LE AZIENDE DEVONO FARE CORPORATE ENTREPRENEURSHIP

La corporate entrepreneurship è essenziale particolarmente per le grandi aziende, perché sono di solito le più ostili al cambiamento e hanno maggiore difficoltà di altre ad assumersi dei rischi. La corporate innovation mette in grado queste società di portare i propri leader e le proprie squadre di lavoro verso un livello aumentato di imprenditorialità.

COME CREARE L’AMBIENTE ADATTO ALLA CORPORATE ENTREPRENEURSHIP

Attualmente uno dei compiti primari del capo di un’azienda è creare un clima  nel quale venga incoraggiato e si affermi il pensiero imprenditoriale. Per promuovere questo tipo di cultura, i leader aziendali devono continuamente impegnarsi a costruire un clima di fiducia, abbracciare l’idea che si possa rischiare il fallimento e ispirare quelli che stanno intorno a loro ad assumersi questi rischi, sia pure calcolati. Ma non si tratta solo di creare il clima giusto o essere d’ispirazione agli altri. Occorre un sistema continuativo di analisi e feedback, che include questi due step.

1 – Stabilire il percorso attraverso il quale raggiungere gli obiettivi, riprendendolo in mano periodicamente ogni volta che emerge una nuova informazione relativa a eventuali cambiamenti nell’ambiente imprenditoriale, per esempio riguardo a prodotti e mercati competitivi nei quali sta operando l’azienda. In questa fase è essenziale una valutazione continuativa e costante, perché anche la strategia elaborata nel modo più accurato può portare all’insuccesso se l’approccio non funziona più.

2 – Intensificare l’impegno verso la meta: il compito di un leader o di un senior manager è spesso quello dell’analista, che continua a promuovere una strategia ma nel frattempo interviene con costanti aggiustamenti correlati agli obiettivi organizzativi e ai feedback che riceve dalle business unit.

(Articolo aggiornato al 20/02/2018)

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale