Le migliori idee innovative del 2022 per startup e aziende - Economyup

IMPRENDITORIALITÀ

Le migliori idee innovative del 2022 per startup e aziende



Per sviluppare idee innovative servono curiosità, capacità e metodo. Ecco alcune delle più interessanti emerse negli ultimi mesi e le tecnologie sulle quali si basano

di Stefano Casini

04 Mag 2022


Idee innovative

Aziende, startup, imprenditori e manager sono sempre a caccia di idee innovative da trasformare in realtà e in nuovo business, che siano vantaggiose per chi le sviluppa e per chi le utilizza, e che siano profittevoli. Se non da subito, almeno in una breve prospettiva.

In uno scenario vastissimo e articolato, risulta piuttosto complicato – e un po’ ambizioso – delineare una vera e propria graduatoria di quelle che possono essere considerate le migliori idee innovative del 2021 per startup e aziende.

Ci sono settori in forte e promettente fase di sviluppo, come l’intelligenza artificiale e la Data science, droni e robotica, biotecnologie e materiali del futuro, fonti energetiche più Green, smart working, smart city, smart mobility, e tutti questi ambiti contengono al loro interno una quantità industriale di idee, visioni e progetti innovativi. Ma se eleggere le migliori in assoluto può essere un compito velleitario, nel mondo delle idee innovative se ne possono tratteggiare le caratteristiche e le tendenze principali.

Come sviluppare idee innovative di business?

Innanzitutto, va sottolineato che per un’azienda o startup un’idea non è buona o cattiva in quanto tale, perché a decretarne il successo alla fine è sempre il mercato, il cliente finale, il consumatore, che sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e inedito. In sostanza, è la legge del mercato a decretare quali sono le idee migliori e invece quelle meno fortunate e interessanti.

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Ma quando a un imprenditore o manager si accende la lampadina dell’innovazione, come si possono sviluppare queste nuove idee di business? Secondo gli esperti del settore, una grande e costante attenzione al mondo esterno e una sana critica costruttiva sono ciò che serve, perché ci sono almeno tre aspetti essenziali che contribuiscono a sviluppare idee originali e innovative: uno è la curiosità, il secondo è l’inventiva, il terzo è il metodo.

Curiosità e metodo per le idee innovative

Essere curiosi è un fattore fondamentale per sviluppare una mentalità imprenditoriale e innovativa, è la curiosità che spinge a immaginare e poi esplorare nuovi mondi e nuove possibilità. È poi l’inventiva, personale o all’interno di un team, che permette di cercare e quindi trovare nuove soluzioni, per rendere reali e fattive le possibilità aperte dalla curiosità.

Infine, ma non meno importante, anzi molto rilevante, è anche una questione di metodo: non a caso l’inventore e imprenditore statunitense Thomas Edison rimarcava “il valore di un’idea sta nel metterla in pratica”. E detto da chi è arrivato a depositare oltre mille brevetti, c’è da credergli senza indugi, perché ci sono molte, moltissime idee che restano tali mancando il giusto metodo per realizzarle. Le idee innovative – come detto – per essere davvero buone e vincenti devono poi superare la prova più difficile: quella del mercato, delle vendite, fatturato e reddittività. Ma eccone alcune che hanno le carte in regola per passare da un 2021 di crescita a un futuro ancora più luminoso.

Le migliori idee innovative: droni da trasporto

In Trentino Alto Adige, FlyingBasket sviluppa e utilizza droni che trasportano carichi pesanti – fino a un quintale – nelle aree montane, verso le isole e altri luoghi più difficili da raggiungere con mezzi di trasporto tradizionali.

Oltre al servizio di trasporto carichi pesanti, con i suoi droni l’azienda trentina sviluppa anche soluzioni per la protezione civile, stesura di cavi, il monitoraggio del territorio dall’alto, l’analisi multi-sensoriale in volo e altri servizi personalizzati su richiesta.

FlyingBasket si occupa di tutto: dalla progettazione dei droni – in montagna ne servono di speciali, viste le condizioni meteo in cui vengono fatti volare, e in totale pesano fino a 170 Kg –, alla costruzione e manutenzione, fino alle operazioni di volo, con i suoi piloti di droni. È un settore che può avere enormi spazi e numeri di crescita, a patto che il traffico di autostrade e tangenziali non si trasferisca sulle nostre teste.

Abbigliamento sostenibile

Nel campo dell’abbigliamento sostenibile un nome da mettere in evidenza è ad esempio quello della vicentina Seay, che produce abbigliamento utilizzando materiali riciclati – in un’ottica di Circular economy – e biodegradabili, che non abbiano un impatto di lungo periodo sull’ambiente.

Seay ha anche inventato il Modello Re3, di cui ha depositato domanda di brevetto: è un modello di economia circolare ideato per ridurre l’impatto ambientale dei capi usati. Come funziona? Dopo aver acquistato online un capo di abbigliamento Green, si scansiona sull’etichetta il suo Qr Code, si applica il Qr adesivo a un altro capo di abbigliamento usato e scelto da inviare a Seay per il riciclo, e in questo modo si ottiene un rimborso del 20% sull’acquisto effettuato. In più, attraverso lo stesso Qr code sarà possibile verificare in tempo reale come è stato impiegato quell’indumento usato e consegnato all’azienda.

Renoon è invece un’App che aggrega capi di moda sostenibile da molti siti e piattaforme online, permettendo ai consumatori in cerca di prodotti di qualità realizzati senza impatto sociale o ambientale di avere una sola vetrina e molte opzioni tra cui scegliere e acquistare.

Medicina personalizzata e digitale

Prometheus è una startup Med-Tech modenese specializzata nel campo delle biotecnologie, che sviluppa dispositivi sanitari per la medicina rigenerativa personalizzata e, in particolare, con applicazione nella cura delle ferite difficili. Il suo primo prodotto è Ematik, un cerotto personalizzato e bioriassorbibile per ferite difficili che combina un derivato del sangue del paziente con dei biomateriali. In pratica, il cerotto di Prometheus si comporta come una seconda pelle: dimezza i tempi di guarigione, senza cicatrici. Oggi è già presente sul mercato veterinario, ma l’obiettivo è certificarlo per l’uso sull’uomo.

Il business model dell’azienda si basa sul cedere la macchina automatizzata per la realizzazione del cerotto in comodato d’uso, oggi alle strutture veterinarie e domani a ospedali e cliniche, stipulando contratti di fornitura per i kit monouso che contengono i biomateriali necessari per la preparazione del cerotto speciale. Con un mercato di riferimento del valore di 10 miliardi di euro l’anno, solo in Italia, che cresce a un tasso del 43%.

Artiness è invece una piattaforma olografica in 3D per medici e chirurghi, che ha l’obiettivo di migliorare i risultati clinici sui pazienti, anche utilizzando visori olografici di ultima generazione, mentre PatchAi è una startup di Padova che – attraverso l’intelligenza artificiale – sviluppa soluzioni di sanità digitale focalizzate sul coinvolgimento del paziente.

Space economy e nanosatelliti

Picosats è una startup innovativa specializzata nello sviluppo di una nuova generazione di satelliti, caratterizzati da dimensioni ridotte, semplicità di assemblaggio, sostenibilità e prestazioni d’avanguardia.

Realizza nanosatelliti, combinando una struttura meccanica innovativa con un sistema di comunicazione avanzato, consentendo a budget ridotti di condividere una maggiore quantità di informazioni in modo sostenibile. Le sue soluzioni innovative sono costruite utilizzando materiali leggeri, e mitigano il problema dei detriti spaziali, garantendo la piena fusione della struttura al rientro in atmosfera.

La cosiddetta Space economy, vale a dire tutte le attività che hanno a che fare con lo Spazio che ci circonda, è un ambito nel quale l’Italia svolge – da decenni – un ruolo di primo piano. Quello aerospaziale è un settore anti-ciclico, che non conosce crisi, in grado di dare un contributo molto importante alla ricerca e innovazione.

Piani strategici stellari e turismo spaziale

L’Italia è quinta al mondo e seconda in Europa per spesa in Space economy in rapporto al Pil (0,55%, poco oltre un miliardo di euro). Per spingerne ulteriormente lo sviluppo il governo italiano ha varato il Piano strategico nazionale Space economy, del valore di 4,7 miliardi di euro.

L’economia ‘spaziale’ spinge la digitalizzazione, innova i modelli di business, attirando un numero crescente di startup capaci di raccogliere 4,8 miliardi di dollari di finanziamenti a livello internazionale nel solo 2020. Consente, inoltre, di offrire nuovi servizi innovativi, con sperimentazioni in diversi settori tradizionali come sanità, agricoltura, Utility, assicurazioni, logistica e trasporti, e in altri di frontiera, come lo Space mining e il turismo spaziale.

Smart alarm per moto e e-bike

Trackting è una startup romana che progetta e produce smart alarm connessi per moto e e-bike. In particolare, ‘Smart alarm’ è l’unico antifurto Gps al mondo con eSim integrata che si usa gratis: l’utente non paga nessun canone e non deve ricaricare alcun credito. Questo antifurto digitale si può usare su auto, moto, furgoni, camper e qualsiasi altro veicolo, è dotato di batteria che dura mesi e si ricarica via connessione Usb.

Con il suo sistema di geolocalizzazione Gps ad alta precisione, fino a 5 metri di scarto, e sensori di movimento, Trackting dà l’allarme e telefona subito al proprietario se il suo veicolo viene toccato o spostato.

Trasformare i veicoli a combustibile in auto elettriche ibride

Una giovane startup croata fondata nel 2020, REEV Electric, vuole sviluppare un Hybrid Kit: un kit per trasformare auto a motori endotermici in ibridi elettrici. L’idea è prendere una tecnologia già esistente sul mercato, quella di motori elettrici, sistemi di controllo e celle di batteria, e integrarla al motore endotermico di veicoli classici per farne un plug-in ibrido. Questo è possibile collegando con un sistema innovativo il motore elettrico a quello pre-esistente, e installando una batteria molto sottile sotto l’auto.

Dal pane ‘recuperato’ la birra artigianale

Biova è un progetto e una startup di Circular economy che trasforma il pane invenduto in birra artigianale. Il suo motto è: “Birra contro lo spreco” (alimentare), e anche “Dagli scarti possiamo generare nuovo valore”. E lo fanno. Il Biova project si rivolge ad aziende, ristoranti e distributori, e offre la possibilità di creare una filiera corta locale, utilizzando gli scarti del pane.

Sono 13mila i quintali di pane che ogni giorno vanno sprecati in Italia, ed è proprio partendo da questi numeri che i fondatori di Biova hanno capito che era arrivato il momento di agire concretamente per cercare di limitare, se non fermare, questo spreco di pane.

Il progetto comprende la sinergia tra vari protagonisti coinvolti: le panetterie e i supermercati donano il loro pane invenduto, la startup si occupa della raccolta e della consegna ai birrifici che lo trasformeranno in birra. Il cerchio si chiude quando la birra prodotta viene distribuita proprio da quelle panetterie e supermercati che hanno donato il loro pane.

Zero Impack è invece una startup che produce contenitori riutilizzabili per il settore del food delivery e del take away: un’opportunità per rendere più sostenibile l’esperienza sia per i ristoranti sia per i clienti.

Condividere macchinari industriali, arriva la ‘Sharing factory’

Aircnc è una startup innovativa milanese nata da una necessità specifica, realizzare lavorazioni di alta qualità anche di piccoli lotti a un prezzo adeguato, ed è quindi una piattaforma per vendere, comprare e condividere ore di lavorazione di macchine industriali.

Partendo dal presupposto che nel mondo attuale ogni risorsa abbia più senso solo se condivisa, i fondatori di Aircnc hanno pensato di mettere a disposizione le ore non utilizzate delle macchine utensili e delle risorse di produzione di subfornitori e produttori: è il loro modo di vedere un’economia fluida, in cui tutto ciò in cui si investe possa dare il massimo ritorno e il minimo spreco.

In pratica, come condividendo e mettendo a disposizione biciclette e automobili è nata la Sharing mobility, allo stesso modo questa attività si potrebbe definire ‘Sharing factory’, la fabbrica condivisa. Basta telefonare o mandare un’email, e si prenota il tornio, la pressa, la fresatrice come qualsiasi altro macchinario di produzione.

Questa sulle migliori idee innovative è una panoramica che non vuole essere certo esaustiva, potrebbe continuare in diversi altri settori di attività, dall’Energia al Turismo, dalla Mobilità alla formazione, ma indica alcune delle principali e più promettenti tendenze in corso, che hanno tutte qualcosa in comune: l’utilizzo sempre più essenziale di nuove tecnologie, nuove competenze, nuove prospettive, in grado di intercettare la domanda e le esigenze di un mondo e un mercato che cambiano.

(Articolo aggiornato al 04/05/2022)

 

 

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Stefano Casini

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, imprese, tecnologie e innovazione. In oltre 20 anni di attività, ho lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Mi piacciono i progetti…