REEV Electric, la startup croata per trasformare i veicoli a combustibile in auto elettriche ibride - Economyup

LA STARTUP

REEV Electric, la startup croata per trasformare i veicoli a combustibile in auto elettriche ibride



Nata in Croazia, REEV Electric è stata accelerata in Italia da Motor Valley Accelerator, il verticale di CDP per il mondo automotive. Il suo progetto: Hybrid Kit, un kit per trasformare auto a motori endotermici in ibridi elettrici. Ce lo racconta il CEO Igor Felc

22 Apr 2022


REEV Electric, il concept dell'Hybrid Kit

Se anche la produzione di nuove auto fosse al 100% elettrica, ci vorrebbero oltre 20 anni per elettrificare l’intero comparto, osserva Elon Musk. E qualcuno raccoglie la sfida e progetta una soluzione. È una giovane startup croata fondata nel 2020: si chiama REEV Electric e vuole sviluppare un Hybrid Kit: un kit per trasformare auto a motori endotermici in ibridi elettrici.

“Il nostro obiettivo? Supportare l’accelerazione di una mobilità più sostenibile, e dimostrare che la soluzione è molto più semplice che non costruire e comprare veicoli elettrici nuovi di zecca!” spiega il CEO Igor Felc a Economyup.

Il suo progetto è stato uno dei primi dieci accelerati qui in Italia da Motor Valley Accelerator, l’acceleratore verticale del Network Nazionale Acceleratori CDP dedicato al settore automotive. Un primo passo per un percorso molto ambizioso.

REEV Electric, come nasce l’idea dell’Hybrid Kit

“Durante i miei studi, trascorrevo tutto il tempo nel progetto Formula Student, costruendo la mia macchina da corsa low-cost. Ho deciso poi di riutilizzare alcune delle mie prime idee partecipando al programma StartUP a Rijeka, in Croazia” racconta Igor.

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“Già nel 2013 avevo l’impressione che ci fosse un enorme consumismo nel mercato dei trasporti, e che le auto usate avessero molto di più da dare di quanto si pensi, perché i principali aggiornamenti dei nuovi modelli sono cosmetici, di software e, naturalmente, di elettrificazione. Mentre partecipavo al programma in Croazia, mi è venuta l’idea di collegare un drive elettrico al motore esistente, e potenzialmente rendere le auto ‘vecchie’ molto più efficienti. Ma il progetto si è fermato lì, perché l’opinione universale in ingegneria/sviluppo automobilistico è che le aziende tradizionali del settore (OEM) siano attori dominanti che coprono la maggior parte della domanda del mercato, e che non ci sia spazio per nuovi player”

Poi, la svolta: “5-6 anni dopo, dopo un’esperienza estremamente preziosa a Rimac Automobili (ora Bugatti Rimac) dove ho avuto modo di conoscere meglio il campo dell’elettrificazione, l’intuizione. Ad accendere la scintilla è stata un’intervista/podcast di Joe Rogan con Elon Musk, in cui Musk ha evidenziato una cosa fondamentale: se anche la produzione di nuove auto fosse al 100% elettrica, ci vorrebbero ancora più di 20, forse 30-40 anni per elettrificare l’intero comparto, dato che ci sono più di 2 miliardi di auto e camion nel mondo. È così che la mia attenzione si è spostata dalla consulenza ingegneristica alla creazione di una startup per realizzare l’hybrid kit.”

Come funziona l’Hybrid Kit di REEV Electric

L’idea dell’Hybrid Kit è quella di prendere una tecnologia già esistente sul mercato, quella di motori elettrici, sistemi di controllo e celle di batteria, e integrarla al motore endotermico di veicoli classici per farne un plug-in ibrido. Questo è possibile collegando con un sistema innovativo il motore elettrico a quello pre-esistente, e installando una batteria molto sottile sotto l’auto.

“In questo modo possiamo avere una tecnologia universale e scalabile che può essere implementata su diversi modelli di auto” specifica Igor.

L’accelerazione al Motor Valley Accelerator

Nel 2021, la startup è stata selezionata per partecipare al primo programma di accelerazione di Motor Valley Accelerator, l’acceleratore verticale con sede in Emilia Romagna dedicato al settore automotive, parte del Network Nazionale Acceleratori CDP.

“Oggi l’ecosistema delle startup in Europa è abbastanza sviluppato per il mercato delle app, ma ancora molto lontano per il segmento hardware e automotive/mobility” spiega Igor, “In questo contesto, Motor Valley Accelerator sta rompendo il ghiaccio e siamo orgogliosi di aver preso parte al loro primo batch. Il programma ci ha portato alcune connessioni chiave che ci hanno restituito un feedback concreto del settore su più fronti, e potenzialmente alcuni lead futuri per quando il progetto e il suo finanziamento arriveranno al livello adatto.”

A che punto è il progetto?

La startup è oggi ancora in fase pre-seed, con un team composto principalmente da giovani ingegneri di talento con molteplici competenze tecniche, e gestito perlopiù da Igor stesso dal punto di vista tecnico, organizzativo e finanziario. A supportare la startup, il team FELC & Co, anch’esso fondato da Igor, che parallelamente lavora con Automobili Pininfarina.

“Al momento abbiamo un chiaro product concept, e i principali passi strategici sono stati convalidati assieme a diversi esperti di mercato e del settore” spiega Igor. “Trattandosi di un prodotto automotive complesso, abbiamo definito i principali elementi tecnologici del nostro prodotto (collegamento al motore, integrità della batteria e modulo batteria). Tenendo conto degli attuali limiti di tempo e budget, nell’ultimo anno ci siamo concentrati sullo sviluppo della nostra tecnologia dei moduli batteria: ora siamo in fase di test del nostro 4° prototipo e alla ricerca di una specifica un’implementazione di mercato.”

REEV Electric, le prospettive future

“Nel contesto attuale, perlomeno in Europa, c’è un forte gap per startup early stage che operano nel settore hardware/automotive con progetti complessi. Non ci sono sufficienti investimenti disponibili per progetti di questo tipo che non abbiano ancora raggiunto il livello di maturità necessario per un investimento seed” nota Igor.

“Il nostro Hybrid Kit deve superare tutta una seria di industry standard, quindi il progetto ha un ciclo di sviluppo lungo e costoso: da 4 a 5 anni con un budget multimilionario. Sappiamo che il nostro sarà un lungo percorso, e dobbiamo continuare a lavorare. La prima sfida, a cui stiamo dedicando la maggior parte dei nostri sforzi, è quella di sviluppare un prototipo correttamente funzionante e la tecnologia che lo abiliti.

In questo momento, poiché il nostro ultimo round di finanziamento non è andato a buon fine, stiamo supportando lo sviluppo con le nostre risorse, e cercando potenziali opportunità e opportunità per arrivare a una fase dove il progetto sia finanziabile con round seed di circa 1-2 milioni di euro. Fino ad allora, siamo alla ricerca di nuovi membri del team, consulenti e potenziali partner che possano supportarci in questa fase, e anche aiutarci ad identificare la migliore nicchia di mercato a cui puntare.”

Maura Valentini

Laureata in lingue orientali, sono un'amante di Giappone e innovazione. Parte del gruppo Digital360 dal 2020, scrivo per le testate EconomyUp, InsuranceUp e Proptech360.