Il modello aperto di BTicino: la contaminazione con startup ed ecosistemi - Economyup

STARTUP INTELLIGENCE

Il modello aperto di BTicino: la contaminazione con startup ed ecosistemi



L’azienda che opera nelle infrastrutture digitali ed elettriche degli edifici si interfaccia con una molteplicità di attori, dalle startup ai più grandi player mondiali. Così BTicino agevola la collaborazione e lo scambio di conoscenze

di Filippo Frangi

26 Feb 2021


Bticino

BTicino è un’azienda italiana che opera nel settore delle infrastrutture digitali ed elettriche degli edifici, configurandosi come esempio di eccellenza italiana nel design e nella produzione a livello mondiale. L’azienda fa parte da oltre trent’anni del Gruppo francese Legrand, il quale, nella sua totalità, vende in 180 nazioni con un portafoglio di oltre 300 mila prodotti e un fatturato pari a circa 6 miliardi di euro. La valorizzazione delle risorse, l’innovazione e il forte orientamento al cliente rappresentano i tre pilastri della filosofia dell’azienda.

Lo slancio innovativo perseguito da BTicino si colloca all’interno di un contesto più ampio, i cui confini sono definiti dal Gruppo globale, caratterizzato da un portafoglio prodotti estremamente ampio ed eterogeneo che richiede l’acquisizione di competenze e conoscenze specifiche. Si è quindi scelto di posizionare l’innovazione a livello di Business Unit, ciascuna con una propria “filosofia di innovazione” ma con la capacità di saper rispondere anche alle esigenze globali. Ogni Business Unit attua politiche e progetti di innovazione principalmente in un’ottica di breve-medio periodo, mentre la visione di lungo periodo viene garantita dalla divisione trasversale di Strategy & Development, che ha il principale obiettivo di individuare macro trend dal potenziale impatto sulla crescita del Gruppo, valutandone l’importanza sia a livello tecnico che organizzativo, e di fornire supporto alle Business Unit a livello di tecnologie, metodologie e conoscenze nello sviluppo dei progetti.

L’assetto strutturale adottato in termini di innovazione riflette la propensione del Gruppo a un modello aperto e incline alla contaminazione con l’esterno. Difatti, seppur ciascuna Business Unit disponga di buona autonomia decisionale, esistono linee guida comuni al Gruppo, tra le quali emerge in modo chiaro il ruolo dell’innovazione aperta come abilitatore di nuove opportunità e progettualità. L’azienda si interfaccia con una molteplicità di attori, che spaziano dalle startup ai più grandi player mondiali, includendo anche i cosiddetti “ecosistemi di innovazione”.

Come raccontato da Enrico Valtolina, Digital Technologies Manager – Group Strategy & Development Department di BTicino, “alcuni di questi ecosistemi hanno l’obiettivo di studiare l’evoluzione di una specifica tecnologia, altri di stimolare l’organizzazione a lavorare su particolari ambiti – quali lo sviluppo di soluzioni green e digitali –, altri ancora, tra cui la partnership con l’Osservatorio Startup Intelligence del Politecnico di Milano, hanno l’obiettivo di facilitare la costruzione di network con attori esterni in ottica di collaborazioni o scambio di conoscenze”.

Consapevole della necessità di favorire la contaminazione con l’esterno ma allo stesso tempo delle potenziali criticità di coordinamento tra le diverse Business Unit coinvolte, a livello Gruppo sono stati finalizzati processi e tools per favorire la condivisione di informazioni sui partner e l’eventuale stato di avanzamento delle collaborazioni in atto, abilitando un più semplice e immediato scambio di informazioni all’interno del Gruppo.

Questo approccio nei confronti dell’Open Innovation si riflette anche in diverse iniziative di collaborazione avviate con startup. Una di queste è stata individuata da Bticino come partner esterno per supportare lo sviluppo di una nuova soluzione di realtà aumentata che avesse l’obiettivo di ottimizzare i processi interni e di migliorare i servizi di installazione e di post-vendita, con un ritorno anche sul consumatore finale in termini di maggiore efficienza degli istallatori. La collaborazione si è conclusa con lo sviluppo di una soluzione back-end, resa disponibile in azienda a partire da gennaio 2020.

Il ruolo assunto dal Gruppo Legrand nel favorire la generazione di innovazione è stato quindi cruciale, ponendo le basi per la creazione di un ecosistema innovativo di successo in grado di oltrepassare le barriere strutturali. Il caso Btcino ne è un esempio: i risultati conseguiti dimostrano come l’azienda sia riuscita a condurre positivamente progetti di innovazione, superando le potenziali criticità di coordinamento e riuscendo a favorire con successo l’effettiva messa in produzione di diverse iniziative di innovazione, con un costante supporto da parte di attori e stimoli provenienti dall’esterno.

Filippo Frangi

Analyst presso Osservatori Digital Innovation