L'APPROFONDIMENTO

Darpa, che cos’è e che cosa sta facendo l’agenzia statunitense a cui si ispira EneaTech

EneaTech, fondazione che investirà 500 milioni di euro in startup e PMI italiane, si ispirara al modello dell’americana Darpa, entrata nella storia per essere stata la culla dell’attuale Internet. Ecco come funziona e quali progetti sta portando avanti la Defense Advanced Research Projects Agency

Pubblicato il 24 Mar 2021

La sede di Darpa

Mosca, ottobre 1957. Nel pieno della Guerra Fredda, l’Unione Sovietica manda in orbita il primo satellite artificiale, battendo sul tempo gli avversari di Washington. Gli Stati Uniti, però, non rimangono a guardare: appena quattro mesi dopo, nel febbraio del 1958, il Dipartimento della difesa lancia una nuova agenzia intergovernativa volta a studiare soluzioni tecnologiche all’avanguardia da utilizzare in ambito militare. È la Defense Advanced Research Projects Agency, DARPA.

Attiva ancora oggi, DARPA ha avuto un ruolo di primo piano nella promozione di diversi progetti destinati a cambiare per sempre il nostro modo di rapportarci alla tecnologia, come le interfacce grafiche (GUI, Graphical User Interface), il GPS e, soprattutto, lo sviluppo di quello che sarebbe diventato l’attuale internet.

Il modello operativo di DARPA è stato di ispirazione per la creazione di EneaTech, la nuova fondazione presieduta da Anna Tampieri che investirà 500 milioni di euro in startup o piccole-medie imprese italiane impegnate nello sviluppo di tecnologie strategiche. Vediamo allora come funziona DARPA, quali sono stati i suoi successi e i progetti più recenti.

Come è organizzata DARPA

L’agenzia americana ha sede ad Arlington, in Virginia, a meno di 20 minuti da Washington e accanto agli uffici del Pentagono, da cui dipende. DARPA impiega 220 dipendenti statali divisi in sei uffici tecnici: biotecnologie, difesa, informazione, microsistemi, tecnologie strategiche e tecnologie tattiche.

I dipendenti di DARPA includono uomini e donne provenienti dal mondo dell’accademia, della produzione industriale o del management aziendale, ma anche esperti in sicurezza digitale, in ambito legale, comunicativo e finanziario. Obiettivo: promuovere l’innovazione e pensare fuori dai rigidi schemi generalmente adottati da strutture così grandi.

Fondamentale è il ruolo dei program manager, dirigenti che restano in carica per un massimo di cinque anni e guidano un totale di 250 progetti di sviluppo e ricerca. Sul sito dell’Agenzia si legge infatti che lo staff tecnico “aiuta i program managers a fare grandi cose in un periodo di tempo relativamente breve”.

DARPA è attualmente guidata da Victoria Coleman, già consulente per la regolamentazione delle tecnologie di microelettronica all’Università di Berkeley, in California, ed ex CEO di Atlas AI P.B.C., startup della Silicon Valley specializzata nel deep learning e nei sistemi di intelligenza artificiale. Dallo scorso 15 marzo, la vicepresidente è Stefanie Tompkins.

Nell’anno fiscale 2020, DARPA ha avuto un budget di 3.556 miliardi di dollari.

I programmi principali e l’invenzione di Internet

In più di 60 anni di storia DARPA ha contribuito allo sviluppo di progetti che hanno rivoluzionato il mondo della tecnologia e che oggi, con tutta probabilità, utilizziamo senza pensarci troppo nella nostra vita quotidiana.

La tecnologia Gps

Un esempio è il Global Positioning System, meglio conosciuto come Gps: il sistema che permette di ricevere e inviare informazioni relative alle proprie coordinate geografiche tramite una rete di appositi satelliti artificiali.

Oggi il Gps è utilizzato dalla maggior parte delle app di navigazione, come Google Maps o Waze, ma ha le sue radici nel programma TRANSIT sviluppato a partire dal 1958 proprio da DARPA in collaborazione con la Marina militare e il laboratorio di Fisica della Johns Hopkins University.

I veicoli a guida autonoma

Più di recente DARPA ha svolto un ruolo fondamentale anche nello sviluppo di nuovi modelli per i veicoli a guida autonoma, un settore che oggi sempre più compagnie private stanno sviluppando per diversi usi.

Nel 2004 e nel 2005 l’Agenzia ha organizzato la DARPA Grand Challenge, un concorso con un montepremi iniziale di 1 milione di dollari offerto a chi fosse riuscito a costruire un mezzo driverless capace di completare un percorso prestabilito nel deserto del Mojave, in California.

Nella prima edizione della competizione nessun veicolo è arrivato al traguardo, mentre nel 2005 il robot Stanley sviluppato dall’Università di Stanford ha vinto il primo premio, salito nel frattempo a 2 milioni di dollari.

Nel 2007 è stata organizzata una terza competizione, la Urban Challenge, che invece si è svolta in un ambiente urbano e trafficato. A vincere il montepremi di 2 milioni di dollari è stata la Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pennsylvania.

ARPAnet

Il progetto dalle conseguenze più rivoluzionare gestito (anche) da DARPA, però, è un altro: parliamo di ARPAnet, il predecessore dell’odierno internet. Lanciato nella seconda metà degli anni ’60, lo scopo di DARPA era quello di creare una rete di comunicazioni militari sicura, veloce e affidabile, capace di far comunicare più computer anche nel caso in cui tutte le altre reti dovessero essere fuori uso.

Sotto la guida di DARPA, nel 1969 per la prima volta sono stati connessi quattro computer posizionati in altrettante università americane: UCLA, Stanford, UCSB e l’Università dello Utah. Il network si è ampliato rapidamente per includere altri centri di ricerca prestigiosi, come il MIT o l’Ateneo di Harvard.

L’espansione del network ha però compromesso l’iniziale carattere militare della rete. Per questo, nel 1983 il Dipartimento della Difesa ha separato le proprie comunicazioni interne dall’ormai estesa rete di ARPAnet, creando un circuito privato chiamato, non a caso, MILNET (Military Network).

Il progetto di ARPAnet è giunto ufficialmente al termine nel 1990, ma le sue evoluzioni vi permettono oggi di leggere questo articolo sullo schermo di un pc.

Darpa: i progetti attuali

Per capire quali sono i progetti fondamentali a cui DARPA sta lavorando attualmente abbiamo parlato con Garrett Reim, giornalista di Flight Global esperto di aviazione militare. “Molte delle idee di DARPA sembrano arrivare da un film di fantascienza, hanno un carattere futuristico” ha detto Reim a EconomyUp. “La loro strategia si basa sul correre grossi rischi per arrivare a grossi risultati”.

Uno degli ambiti di maggior interesse è quello dei droni automatizzati capaci, per esempio, di muoversi in gruppo per “convergere su uno o più bersagli, in modo da sopraffare il nemico”. Con il programma Gremlins, poi, l’agenzia intende sviluppare droni riutilizzabili in grado di partire da un aereo cargo – risparmiando così tempo ed energia rispetto al tradizionale lancio da terra – e ritornarci una volta completata la missione. Un terzo progetto, ancora in fase iniziale, riguarda l’utilizzo dei jet pack per scopi militari, ad esempio per aiutare i soldati a introdursi in territori ostili.

Idee, quindi, incentrate sull’ambito della difesa, ma comunque con un occhio per possibili altre applicazioni. Questa struttura aperta e polifunzionale, che include esperti e professionisti provenienti da diverse realtà è quello a cui guarda EneaTech, la fondazione di diritto privato nata ad agosto 2020 e diretta da Salvo Mizzi che investirà 500 milioni di euro in aziende italiane specializzate in quattro settori fondamentali: Green, Energy ed economia circolare; Healthcare Technology, Deep Tech e Information Technology.

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Laura Loguercio
Laura Loguercio

Primo ho studiato Filosofia, poi ho scoperto il mondo del digitale. Scrivo di società, ma con un occhio per l’innovazione.

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