Crowdfunding 2022 in Italia: tutti i dati su equity, lending e real estate

IL RAPPORTO

Crowdinvesting 2022 in Italia: tutti i dati su equity crowdfunding, lending e real estate



Nel 7° Report italiano sul Crowdinvesting degli Osservatori Entrepreneurship, Finance & Innovation del Politecnico di Milano lo stato dell’arte delle varie forme di raccolta fondi online nel 2022: resiste l’equity, si consolida il lending, crescita vivace per il real estate crowdfunding

20 Lug 2022


Tutto il crowdfunding 2022 in Italia

La raccolta di capitale di rischio cumulata nel tempo con l’equity crowdfunding (raccolta fondi di startup e PMI basata sulla cessione di quote in cambio di denaro) è pari a € 429,04 milioni, e le nuove campagne di raccolta di capitale di rischio sono state, al 30 giugno 2022, 219, organizzate da 215 imprese diverse. Il tasso di successo continua a mantenersi elevato: nei primi 6 mesi del 2022 è all’88,9%. All’equity ricorrono più le startup che le PMI. Tuttavia, dopo la campagna di raccolta, alcune aziende riescono a crescere in termini di fatturato e marginalità, ma altre rimangono al palo. Poche diventano profittevoli nell’immediato.

Per quanto riguarda il lending crowdfunding (prestiti a privati), alla data del 30 giugno 2022 risultavano attive in Italia 7 piattaforme destinate a finanziare persone fisichee ben 20 specializzate nel real estate (6 in più del periodo precedente).

Una crescita vivace si registra infatti per il real estate crowdfunding (raccolta fondi destinata a progetti immobiliari). Se un anno fa si contavano solo 18 piattaforme dedicate attive, oggi sono ben 27.

Son elementi che emergono dal 7° Report italiano sul Crowdinvesting diffuso il 20 luglio 2022 dagli Osservatori Entrepreneurship, Finance & Innovation del Politecnico di Milano.

QUI IL 7° REPORT ITALIANO SUL CROWDINVESTING

Ma vediamo innanzitutto cosa significa crowdinvesting e come si suddivide.

Cos’è il Crowdinvesting

L’Osservatorio sul crowdinvesting, guidato da Giancarlo Giudici, studia quel sottoinsieme del crowdfunding, laddove singole persone fisiche (ma anche investitori istituzionali e professionali) possono, attraverso una piattaforma Internet abilitante, aderire direttamente ad un appello rivolto alla raccolta di risorse per un progetto, concedendo un prestito (lending-based model) piuttosto che sottoscrivendo quote del capitale di rischio di una società (equity-based model).

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Pur senza dimenticare altre forme del crowdfunding (come il modello reward-based, che dà l’opportunità alle imprese di raccogliere denaro in cambio di una ricompensa non monetaria, come un prodotto o un servizio, nonché il modello donation-based, più adatto a organizzazioni senza scopo di lucro o al mecenatismo) il crowdinvesting è un’opportunità interessante sia per gli imprenditori che intendono finanziare le proprie attività, sia per gli investitori a caccia di rendimenti.

Sotto la lente dell’Osservatorio sono dunque due diverse classi di portali:

1) i portali per la raccolta online autorizzati da Consob, che possono collocare quote del capitale di rischio di PMI, minibond e quote di OICR che investono in PMI;

2) i portali di social lending, che veicolano prestiti dai privati a persone fisiche o giuridiche, che distinguiamo in portali ‘crowd’ e portali ‘non crowd’ (nel caso in cui non raccolgano risorse online da investitori retail).

Gli ultimi 12 mesi hanno visto una crescita del mercato rispetto all’anno precedente, con € 430,60 milioni raccolti (+27,0%) ma per la prima volta vediamo un segno negativo nella raccolta, confrontando il primo semestre 2022 con il secondo semestre 2021 (-2,2%).

Nel dettaglio, la raccolta annuale per l’equity crowdfunding è stata pari a € 97,79 milioni per i progetti non immobiliari (con un certo calo nel primo semestre 2022) più € 44,10 milioni per quelli immobiliari.

I minibond collocati sui portali ammontano a € 37,43 milioni, in crescita.

I portali di lending contribuiscono nell’ultimo anno con € 65,49 milioni prestati a persone fisiche e € 102,44 milioni a imprese tramite portali generalisti (in calo nel primo semestre 2022), più € 83,15 milioni da portali specializzati nell’immobiliare (in buon aumento negli ultimi 6 mesi).

La novità rilevante per i prossimi mesi sarà l’implementazione del Regolamento (UE) 2020/1503 relativo ai fornitori europei di servizi di crowdfunding (European Crowdfunding Service Providers, ECSP) che introduce a partire da novembre 2021 nuovi adempimenti per il settore, rendendo più uniformi le norme fra portali equity e lending e favorendo l’operatività cross-border. Per le piattaforme già operative è previsto un regime transitorio che è appena stato esteso fino a novembre 2023.

Equity crowdfunding: la novità 2022 è l’avvio delle bacheche elettroniche

Alla data del 30 giugno 2022 risultavano autorizzati da Consob 51 portali per la raccolta di capitali online, esattamente come l’anno scorso, ma un buon numero di questi non ha ancora pubblicato una singola campagna.

Per quanto riguarda il collocamento di minibond, negli ultimi 12 mesi sono state concluse 36 campagne su 3 portali.

Invece, le nuove campagne di raccolta di capitale di rischio sono state nello stesso periodo 219, organizzate da 215 imprese diverse (vi sono casi di round ulteriori organizzati dalle stesse aziende). Il tasso di successo continua a mantenersi elevato: nei primi 6 mesi del 2022 è all’88,9%; la media generale dell’intero campione dal 2014 è pari a 79,3%.

La raccolta di capitale di rischio cumulata nel tempo è pari a € 429,04 milioni; negli ultimi 12 mesi il flusso è stato pari a € 141,9 milioni (di cui € 58,99 milioni nel primo semestre 2022).

Il valore medio del target di raccolta per i progetti non immobiliari è pari a € 204.762 mentre quello dei progetti immobiliari è pari a € 1.078.633. Mediamente per i progetti non immobiliari viene offerto in cambio l’8,65% del capitale (valore in riduzione al 5,83% nel primo semestre 2022); si conferma la prassi di offrire titoli senza diritto di voto sotto una certa soglia di investimento (e votanti sopra la soglia).

Fra le emittenti, le PMI guadagnano lentamente spazio, ma il mercato è ancora dominato dalle startup innovative (56% dei casi nell’ultimo anno, cui si aggiunge il 16% delle PMI innovative). La grande maggioranza delle emittenti opera in Lombardia (seguono Emilia Romagna e Lazio) ed è attiva nel settore dei servizi di informazione e comunicazione.

La valutazione pre-money mediana si aggira intorno a € 2 milioni.

La piattaforma che ha finalizzato e raccolto più capitale è Mamacrowd (€ 83,61 milioni effettivi al 30/6/2022, di cui € 32,28 milioni nell’ultimo anno) seguita da Crowdfundme (€ 71,09 milioni, che però ha pubblicato più campagne in assoluto, ovvero 192) e da Walliance (con € 68,46 milioni). In media ogni campagna riceve il sostegno di 96,2 investitori.

L’importo medio investito dai sottoscrittori è pari a € 3.913 per le persone fisiche e € 35.740 per le persone giuridiche e mostra un andamento tendenziale in crescita rispetto al passato. Gli investitori continuano ad essere soprattutto maschi, età media intorno ai 45 anni.

Dopo la campagna di raccolta, alcune aziende riescono a crescere in termini di fatturato e marginalità, ma altre rimangono al palo. Poche diventano profittevoli nell’immediato, si contano sulle dita di una mano quelle che riescono a ‘battere’ i target previsti nel business plan iniziale.

Un’altra novità registrata è l’avvio delle prime ‘bacheche elettroniche’ per la compravendita di quote sottoscritte sul mercato secondario. Gli annunci pubblicati dalle piattaforme autorizzate sono molti, ma pochissimi sono stati finalizzati secondo le nostre stime.

Negli ultimi 12 mesi si sono registrate nuove exit, attraverso rimborsi di capitale, quotazioni in Borsa o acquisizioni, ma anche nuovi write-off, oltre a diversi round successivi di raccolta. Su questa base alla data del 1 luglio 2022 l’Italian Equity Crowdfunding Index ideato dal nostro Osservatorio calcola un apprezzamento medio complessivo teorico del valore di portafoglio investito pari a +17,45% (+74,00% nella versione non-diluita).

Quest’anno viene proposta un’analisi specifica su 129 progetti focalizzati sulla sostenibilità in chiave ESG che hanno raccolto € 58,26 milioni.

Lending crowdfunding: la leader è Soisy

Per quanto riguarda il lending, alla data del 30 giugno 2022 risultavano attive in Italia 7 piattaforme destinate a finanziare persone fisiche (consumer, una in più rispetto all’anno scorso), 12 destinate a finanziare imprese (business, 4 in più) e ben 20 specializzate nel real estate (6 in più).

La raccolta negli ultimi 12 mesi è stata pari a € 65,49 milioni per le piattaforme consumer con un totale cumulato nel tempo di € 188,82 milioni. La piattaforma leader è Soisy (€ 43,26 milioni nell’ultimo anno). Le piattaforme generaliste nel comparto business aggiungono all’attivo € 102,44 milioni, raggiungendo un cumulato di € 272,97 milioni. In questo segmento primeggia October con € 83,20 milioni raccolti, di cui però una buona fetta arriva da investitori professionali non crowd. Le piattaforme immobiliari registrano un flusso annuale di € 83,15 milioni raccolti e totalizzano € 176,49 milioni. La prima piattaforma è Rendimento Etico con € 24,3 milioni all’attivo nell’ultimo anno.

Alcune piattaforme prevedono fondi di protezione per ripagare eventuali prestiti in sofferenza, altre fanno leva sulla garanzia pubblica del Fondo statale per le PMI.

Real estate crowdfunding: crescita vivace nel 2022

L’industria del real estate crowdfunding negli ultimi 12 mesi ha continuato ad essere particolarmente vivace in Italia. Se un anno fa si contavano solo 18 piattaforme dedicate attive, oggi sono ben 27. Tipicamente si tratta di progetti di breve-medio termine che mirano alla riqualificazione (o alla realizzazione ex novo) e successiva cessione di proprietà immobiliari; il crowdfunding ha un importante ruolo di boost nel finanziamento iniziale grazie alla rapidità di raccolta e all’assenza di garanzie reali.

I progetti finanziati nell’ultimo anno in questo comparto hanno raccolto un ammontare pari a € 127,25 milioni (+38,1% rispetto al periodo precedente).

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