Così si evolve l'open Innovation in TIM: dall'accelerazione early stage alla collaborazione con le scaleup | Economyup

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Così si evolve l’open Innovation in TIM: dall’accelerazione early stage alla collaborazione con le scaleup



TIM WCAP non è più un acceleratore, ma un programma di open innovation a supporto dello sviluppo del business di tutto il gruppo. Ora l’azienda fa leva sull’innovazione con startup, PMI e scaleup. Un esempio? La “Olivetti IoT Challenge”

di Eliana Bentivegna

25 Giu 2021


L'open innovation in TIM

TIM è il gruppo leader in Italia e in Brasile nel settore ICT, sviluppa infrastrutture fisse, mobili, cloud e datacenter e offre servizi e prodotti per le comunicazioni e l’intrattenimento, ponendosi all’avanguardia delle tecnologie digitali.

Il gruppo, con 52.000 dipendenti e che nel 2020 ha registrato un fatturato di 15,8 miliardi di euro, si avvale di factory specializzate che offrono soluzioni digitali integrate per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, anche in partnership con gruppi di primaria importanza: Noovle è la cloud company di TIM, Olivetti è il polo digitale con focus sullo sviluppo di soluzioni Internet of things, Telsy opera nel settore della cybersecurity e Sparkle realizza e mette a disposizione infrastrutture e servizi internazionali. In Brasile, TIM Brasil è uno dei principali player nel mercato sudamericano delle comunicazioni e leader nella copertura 4G.

Da molti anni TIM abbraccia il paradigma dell’Open Innovation, con un approccio strategico all’innovazione che coinvolge non solo tutte le Linee di Business, ma anche le sue Fabbriche Digitali. In questo quadro si inserisce TIM WCAP, il programma di Open Innovation di TIM, nato nel 2009 con la mission di supportare lo sviluppo dell’ecosistema startup italiano.

Il programma si è inizialmente focalizzato su realtà innovative early stage che dopo l’accelerazione potevano anche diventare oggetto di investimento da parte di TIM Ventures, lo strumento di Venture Capital di TIM nato qualche anno dopo.

Oggi TIM WCAP non è più un programma di accelerazione, ma un programma di Open Innovation a supporto dello sviluppo del business di tutto il Gruppo TIM, linee di business e fabbriche digitali, che favorisce la collaborazione con società in una fase di maturità più avanzata in modo da innestarle rapidamente nel business e nella tecnologia del Gruppo TIM.

“Negli ultimi anni le nostre modalità di collaborazione con il mondo delle startup, PMI e scaleup sono state completamente ridisegnate: da un lato la crescita dell’ecosistema ha reso meno necessario il supporto alle startup early stage da parte di TIM, dall’altro in un mercato come il nostro in continua trasformazione l’Open Innovation si configura come uno strumento fondamentale a supporto dello sviluppo del business, rendendo particolarmente interessante la collaborazione con partner innovativi in crescita come le scaleup”, spiega Emanuele Zingale, Open Innovation Manager di TIM WCAP, che aggiunge: “TIM ha da poco lanciato un ambizioso piano industriale che coinvolge tutte le sue Fabbriche Digitali con l’obiettivo di rafforzare le linee prodotto attuali, costruirne di nuove, aumentando il volume dei ricavi. Questo scenario rappresenta un terreno particolarmente fertile per l’innesto di realtà come startup, PMI e scaleup”.

Emanuele Zingale, Open Innovation Manager di TIM WCAP

La Funzione di Open Innovation è collocata all’interno della struttura di Business Development che riporta alla Direzione Strategy. Questa posizione all’interno dell’organizzazione è funzionale all’obiettivo di TIM WCAP, ossia di favorire scambi e opportunità di business con startup, scaleup e PMI innovative, facendo da ponte tra l’ecosistema esterno e TIM con le sue Fabbriche Digitali, e garantendo anche un importante commitment e supporto aziendale. TIM ha inoltre recentemente rilanciato TIM Ventures, oggi diventata una società che investe prevalentemente in scaleup in linea con il piano strategico. L’innovazione nel Gruppo è diffusa e attraversa in modo trasversale tutta l’Organizzazione facendo leva anche su strutture di innovazione presenti nella Direzione Innovazione, all’interno delle singole Linee di Business e Fabbriche digitali, profondamente connesse tra loro e con i programmi di Open Innovation e Venture Capital di TIM.

“Il nostro team si trova al centro dell’ecosistema interno dell’innovazione, ma ha anche costruito negli anni un ecosistema esterno che fa leva su incubatori, acceleratori, centri di ricerca, venture capital, in Italia e nel mondo; rientra in questo ecosistema, per esempio, la storica collaborazione con l’Osservatorio Startup Intelligence del Politecnico di Milano. Attraverso la nostra piattaforma di Open Innovation lanciamo iniziative di scouting interne ed esterne, ma accogliamo anche candidature spontanee da parte delle startup, delle PMI e scaleup che vengono ingaggiate anche attraverso la comunicazione sui nostri canali social su Linkedin e Twitter”, spiega il manager.

“L’attività di scouting a supporto del business development del Gruppo viene realizzata in più fasi: il nostro team effettua una prima “scrematura” delle proposte raccolte, in base a valutazioni relative ad esempio alla maturità tecnologica e di mercato, al livello di innovatività, all’aderenza ai business need aziendali e all’assetto societario. Le soluzioni che superano questo primo step di valutazione vengono sottoposte alla Linea di Business di riferimento per un’analisi più approfondita.  L’ownership dell’attività passa in seguito alla Linea, a cui è demandata la realizzazione del pilot, della sperimentazione o del progetto. Il team di Open Innovation agevola l’iter di collaborazione anche nelle fasi successive con appositi strumenti riservati a startup, PMI e scaleup (es. qualifica veloce in albo fornitori e fast track sui pagamenti)”.

È stato attivato anche uno stream di scouting sull’innovazione sostenibile in collaborazione con la Funzione Sostenibilità, rivolto a startup early stage ma già presenti sul mercato o ready to market, con l’obiettivo di sviluppare collaborazioni per supportare il piano di sostenibilità dell’azienda e in linea con gli SDG (Sustainable Development Goals).

Tra le iniziative di Open Innovation lanciate recentemente figura la “Olivetti IoT Challenge”, una call rivolta a scaleup nazionali e internazionali per favorire lo sviluppo di Olivetti come “fabbrica digitale  dell’Internet of Things”. “La Challenge, aperta fino al 30 giugno, si declina su tre vertical: retail, industry e smart city e si rivolge a realtà innovative con un livello di maturità tecnologica elevato in modo da innestarle fin da subito nel business di TIM.

“Il premio in palio per il vincitore è rappresentato dall’ opportunità di collaborare con Olivetti nell’ottica di una partnership tecnologica o commerciale”, spiega il manager che sottolinea: “Le soluzioni saranno comunque valutate in una prospettiva di Gruppo più ampia e potranno risultare di interesse per altre Linee di Business o Fabbriche Digitali. Nella valutazione è stato inserito un criterio premiante per le società con soluzioni con un impatto sulla sostenibilità, segno dell’attenzione che la nostra azienda ha per questo tema”. L’attivazione di percorsi di scouting simili alla “Olivetti IoT Challenge” potrà essere replicata in futuro anche per Noovle, Telsy e Sparkle. “Con le linee di Business e le Fabbriche Digitali il dialogo è continuo e rispondiamo solitamente in modo veloce e puntuale a richieste di scouting, facendo leva su tutto l’ecosistema con cui siamo in contatto. In caso di progetti a più ampio respiro, come la “Olivetti IoT Challenge”, le iniziative di scouting vengono strutturate maggiormente e realizzate in un arco temporale più esteso”.

Negli ultimi mesi sono stati tanti i progetti avviati con realtà innovative, tra cui anche Weschool, azienda italiana leader della scuola digitale per numero di docenti e studenti raggiunti, e Ufirst, soluzione digitale che elimina le code. “In particolare la collaborazione con WeSchool è stata avviata sin dalla nascita di questa startup, ed è frutto di un lavoro sinergico dei due programmi di Open Innovation e di Venture Capital di TIM. TIM WCAP ha supportato WeSchool nella strategia del go to market. TIM Ventures ha da subito creduto e investito in questa realtà, confermando il proprio supporto in un periodo particolarmente complesso come quello segnato dalla pandemia. “Questo è stato per noi sicuramente un caso di successo e continuiamo a collaborare con WeSchool con l’obiettivo di svolgere un ruolo sempre più centrale nel mondo Education”.

Tutte le iniziative di Open Innovation in TIM vengono oggi valutate e monitorate attraverso specifici KPI: il rate di conversione, ossia il numero dei progetti che passano alla fase di pilot con sbocco commerciale o di integrazione tecnologica. Ogni 3 mesi viene inoltre misurato un altro parametro: il rapporto di crescita del fatturato verso startup, PMI e scaleup, dato che nell’ultimo anno è cresciuto del 300%, segno di un’attenzione sempre maggiore di TIM all’Innovazione.

Eliana Bentivegna
Osservatorio Startup Intelligence - Osservatorio Design Thinking for Business