finanza agevolata

Cosa possono (e non possono) fare le imprese con l’AI per la finanza agevolata



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L’approccio “umano-centrico” diventa fondamentale quando si parla di finanza agevolata, ma l’AI può essere usata per supportare sia chi presenta proposte progettuali sia chi è chiamato ad analizzarle. Ecco cosa si può fare con l’intelligenza artificiale e cosa resta “umano-centrico”

Pubblicato il 23 feb 2026

Fabio Pasquazi

Associate Partner ICTLAB PA



AI per la finanza agevolata
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L’Intelligenza Artificiale (AI), come noto, sta avendo impatti rivoluzionari sul mondo del lavoro. Sono in atto forti trasformazioni sui processi ripetitivi con impatti significativi sulla produttività delle imprese.

L’Unione Europea con l’AI Act ha attivato una prima normativa atta a regolamentare l’uso dell’Intelligenza Artificiale, basandosi su un approccio etico ed “umano centrico”.

L’AI sta ovviamente avendo grossi impatti anche sui processi di Finanza Agevolata dove viene utilizzata costantemente sia da chi presenta proposte progettuali che da chi deve analizzarle.

Tuttavia, la finanza agevolata non è solo compilazione di moduli, ma è soprattutto interpretazione strategica e pertanto non può prescindere dalla “regia” umana.

L’impatto dell’AI sulle imprese

L’AI come acceleratore dei processi sta avendo un ruolo sempre più importante nelle imprese incrementando significativamente l’efficienza operativa in diversi settori.

L’Intelligenza Artificiale non è più una tecnologia sperimentale, ma un motore di efficienza operativa in quanto apporta valore ovunque ci sia abbondanza di dati o ripetitività di processi.

Studi recenti indicano che l‘adozione dell’AI, in particolare quella generativa, porta miglioramenti sostanziali con una crescita della produttività stimata che in alcuni settori specifici può raggiungere il 65%.

Implementare l’AI non significa però solo “acquistare una soluzione”. Le aziende si scontrano con problematiche come qualità e frammentazione dei dati disponibili, costi di implementazione, etica e compliance. Ancora più significativi sono gli impatti sul personale combattuto tra la necessità di acquisire maggiori competenze e il rischio di essere “sostituito dalla macchina”.

In tal senso si è mossa anche l’EU con l’entrata in vigore del AI Act dove, per la prima volta, viene posta l’attenzione su trasparenza, non discriminazione e protezione dei dati. Ma soprattutto viene posta l’attenzione su come risulti essenziale che la supervisione umana diventi obbligatoria (Human-in-the-loop).

Insomma, probabilmente si può affermare che non è esattamente vero che l’EU sia indietro su questa tecnologia d’avanguardia, perché siamo sicuramente leader nel porci il problema di trattare l’AI in modo etico.

Come l’AI può supportare la finanza agevolata

L’approccio “umano-centrico” diventa fondamentale quando si parla di finanza agevolata, uno degli strumenti che sta maggiormente contribuendo all’utilizzo avanzato dell’Intelligenza Artificiale.

Uno dei settori di maggior interesse per i programmi finanziati dall’Unione è rappresentato infatti dalle Tecnologie digitali e innovazione deep-tech dovel’AI costituisce uno dei principali pilastri. Infatti, i progetti di Ricerca e Sviluppo che vengono presentati vedono quasi sempre l’inserimento dell’Intelligenza Artificiale come motore di innovazione e di rafforzamento della originalità del progetto.

Ma l’AI può essere utilizzata efficacemente anche per supportare sia chi intenda presentare proposte progettuali sia chi è chiamato ad analizzarle.

Sono molti gli strumenti a disposizione in tal senso. Si parte da soluzioni “general purpose” come ChatGPT o Gemini fino ad arrivare a strumenti specializzati come ad esempio BandoSubito di cui abbiamo già parlato.

AI e finanza agevolata: cosa può fare per le imprese

Sono evidentemente strumenti utilissimi che, opportunamente governati da personale specializzato, aiutano a risolve il problema più grande dei bandi: la mole di dati e la burocrazia. I contributi più significativi possono riguardare:

  • scouting predittivo dei bandi di possibile interesse;
  • verifica che il progetto descritto rispetta i criteri di ammissibilità tecnica del bando;
  • recupero veloce di dati per popolare le sezioni tecniche.

AI e finanza agevolata: cosa non può fare per le imprese

Nonostante la potenza di calcolo, l’AI non è assolutamente in grado di supportare aree strategiche fondamentali:

  • interpretare adeguatamente l’obiettivo strategico cui mira il finanziamento;
  • costruire partnership adeguate, spesso basate su fiducia e capacità negoziale, per il progetto che si intende presentare;
  • elaborare dei piani strategici e sostenibili nel lungo periodo

Un altro rischio che solo l’intervento umano può scongiurare è quello dell’”omologazione”. La mancata rielaborazione critica e creativa dei testi proposti dall’AI per il progetto, lo rende “piatto” e poco “originale”.

L’approccio necessario: da impiegato a “manager dell’AI”

Se si vuole utilizzare al meglio l’Intelligenza Artificiale per i progetti di finanza agevolata l’approccio necessario per ogni esperto del settore è quello di trasformarsi da “impiegato a manager dell’AI”.

Questo vuol dire essere in grado di utilizzare l’AI per il lavoro più “time consuming” e a basso valore aggiunto: scouting dei bandi, generazione bozze e schemi tecnici, ricerca bibliografica, generazione documentazione amministrativa, ricerca normativa e monitoraggio delle spese nella fase di rendicontazione.

L’esperto, grazie a questo supporto, potrà pertanto concentrarsi sulle tematiche a più alto valore aggiunto che in un approccio “umano centrico” non può e non deve delegare ad un sistema automatico.

Le principali tematiche da presidiare su cui il ruolo dell’esperto diventa determinante riguardano:

  • scelta strategica del bando più idoneo per il progetto che si intende realizzare
  • identificazione e costituzione del raggruppamento più idoneo allo sviluppo del progetto e mantenimento della relazione con tutti i partner
  • revisione critica e scrittura della documentazione tecnica valorizzando la soluzione proposta
  • program management e quality assurance del progetto una volta approvato

Human-in-the-loop: governare l’innovazione

Il termine Intelligenza Artificiale, anche se ormai utilizzato da tutti, non è probabilmente il più appropriato per una tecnologia che al momento di intelligente a ben poco. La possibilità di realizzare un sistema capace di svolgere compiti intellettuali con un livello di competenza pari o superiore a quello umano (la cosiddetta AGI – Intelligenza Artificiale Generale) è attualmente oggetto di un intenso dibattito tra gli scienziati. Molti sono coloro che negano che si possa raggiungere tale obiettivo, ma in ogni caso non sembra qualcosa di fattibile nel breve-medio periodo.

Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica 2021, ha definito l’AI un “pappagallo stocastico”, in quanto rielabora testi senza comprenderli ed ha pertanto bisogno di regolamentazione per evitare disastri.

L’EU ha fatto una scelta coraggiosa: non ostacolare l’innovazione ma governarla. ed oggi probabilmente non è vero che siamo indietro sull’AI perché siamo sicuramente leader nel trattarla in modo etico.

La supervisione umana obbligatoria (Human-in-the-loop) su tutti i processi diventa l’unico metodo che possa garantire di non perdere il controllo di quanto l’AI possa generare.

La Finanza Agevolata conferma fortemente la necessità di un approccio “umano centrico” se si vuole puntare a presentare e gestire progetti competitivi che possono fornire all’EU una concreta opportunità di governare le tecnologie emergenti e di ridurre le dipendenze esterne.

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