Università Bocconi, nuovo anno accademico all'insegna dell'innovazione
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FORMAZIONE

Università Bocconi, nuovo anno accademico all’insegna dell’innovazione

20 Nov 2018

Innovazione e competenze: sono le parole chiave della cerimonia inaugurale dell’anno accademico dell’Università Bocconi. Il presidente Monti ed il rettore Verona sottolineano il valore dell’innovazione e ripercorrono il cammino dell’ateneo nel campo della ricerca

Bocconi inaugura il nuovo anno accademico 2018/2019 nel segno di un’Europa dell’innovazione e della ricerca. È questo il messaggio principale della cerimonia di inaugurazione, sottolineato nelle parole del Commissaerio Moedas, del Presidente Monti e del Rettore Verona.

Bocconi e l’Europa dell’innovazione

Mario Monti, innovazione e scala dimensionale

Mario Monti, Presidente dell'Università Bocconi

“L’Europa dell’innovazione funziona”, ha dichiarato il presidente Monti. Nel corso del suo intervento, Monti pone l’accento sull’importanza della scala dimensionale e delle competenze per poter innovare. La scala necessaria a competere è l’Europa ed è per questo, per esempio, che un sistema di finanziamento della ricerca comparabile a quello in essere negli Stati Uniti è di fondamentale importanza.

Gianmario Verona, competenze e ricerca

Gianmario Verona, Rettore dell'Università Bocconi

Il rettore Verona si concentra, invece, sullo sviluppo delle competenze e dell’imprenditorialità per fare fronte ai cambiamenti di un mondo globale e interconnesso. Il sistema educativo assume il compito di anticipare le tendenze e formare i profili necessari a colmare il divario tra domanda futura di lavoro e offerta. Sviluppo delle competenze di base e trasferimento delle competenze digitali: questo è il nuovo linguaggio da insegnare alle future generazioni. In quest’ottica, Bocconi raggiunge l’obiettivo di sviluppare competenze e imprenditorialità grazie al capitale umano dei propri docenti e studenti e alla conoscenza che si crea attraverso la ricerca. Il capitale umano dei docenti è esemplificato dai nuovi professori reclutati sul mercato del lavoro accademico internazionale: 24 solo nell’ultimo anno, 21 dei quali provenienti da università internazionali, 17 stranieri, 8 ordinari. Anche il capitale umano degli studenti è funzione dell’attrattività della Bocconi e le sue cinque scuole hanno potuto selezionare gli studenti ammessi su un numero di richieste che, in due anni, è aumentato del 19% ad oltre 20mila unità, con le application degli stranieri in aumento addirittura del 40,7%. La qualità della ricerca è, invece, attestata dal numero di citazioni degli articoli scientifici scritti dai docenti Bocconi, quasi raddoppiate (+95%) in due anni, dall’interesse del mondo produttivo per finanziare nuove cattedre intitolate (alla Bocconi ce ne sono 16) e dal crescente successo nell’aggiudicarsi finanziamenti nazionali o internazionali assegnati su base competitiva e in base alla bontà dei progetti, come ad esempio il caso Erc.

Bocconi, il cammino dell’innovazione

Da quando è stato istituito nel 2007, l’Erc e la Bocconi hanno compiuto un cammino parallelo. Il primo organismo europeo per finanziare la ricerca di frontiera, si è dimostrato un grande successo: allo scopo di promuovere la ricerca di base in tutto il continente utilizzando come unico criterio di selezione l’eccellenza scientifica, ha finanziato 9.000 progetti per un totale di 65.000 ricercatori coinvolti. In questi 11 anni, Università Bocconi ha ospitato 32 progetti, facenti capo a 26 ricercatori, in ogni campo delle discipline economiche, sociali e giuridiche, per un totale di 34 milioni di euro di finanziamento e oltre 200 ricercatori coinvolti, trovando in Erc un autorevole ente che ha contribuito alla sua legittimazione come top player europeo nella ricerca sociale. Nel corso del suo intervento, il presidente Mario Monti ha sottolineato il ruolo pionieristico svolto dalla Bocconi, nel 1990, nella promozione della ricerca europea con la costituzione di un centro di ricerca con lo scopo di arginare il processo di brain drain che caratterizzava quegli anni. Il centro di cui si parla è l’Igier (Innocenzo Gasparini Institute for Economic Research), progettato in collaborazione con il Centre for economic policy research (Cepr) di Londra e l’americano National bureau of economic research (Nber), che partecipano tuttora alla governance. Tra gli ultimi progetti di Bocconi, è di quest’anno, invece, l’istituzione di un centro sull’economia dello spazio, il See (Space economy evolution) Lab di SDA Bocconi, che collabora con enti quali l’Agenzia spaziale italiana, l’Istituto nazionale di astrofisica, l’Agenzia spaziale europea e il Comitato per la ricerca spaziale. Il See Lab ha, inoltre, sottoscritto pochi giorni fa un accordo con l’Office for outer space affairs (Oosa) delle Nazioni Unite.

Carolina Merlo

Junior Community Manager & Web Editor

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