Alla ricerca di quel che manca allo smart working: l’innovazione di #enelserendipity - Economyup

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Alla ricerca di quel che manca allo smart working: l’innovazione di #enelserendipity



Come saranno ridisegnate le interazioni sul lavoro dopo la pandemia 2020? Per rispondere a questa domanda Enel ha organizzato l’hackathon #enelserendipity, aperto a tutti dentro e fuori l’azienda all’insegna della serendipity: fare scoperte positive anche nei momenti negativi

di Roberto Artigiani

23 Dic 2020


Photo by Copernico on Unsplash

Certamente il 2020 sarà ricordato come l’anno che ha cambiato il concetto stesso di lavoro, sviluppando una conoscenza e una consapevolezza dello smart working come mai era accaduto in Italia. L’emergenza sanitaria ci ha costretti al lavoro da remoto e a fare i conti con nuovi modelli di relazione fra le persone e con nuovi problemi.

C’è già da pensare che cosa accadrà dopo. A prendere quel che di buono questa esperienza ci sta portando. Come saranno ridisegnate le interazioni sul lavoro? A questa domanda cerca risposte innovative un progetto dal nome quanto mai evocativo #enelserendipity, che punta a rimettere in campo un elemento che in questi mesi è stato profondamente toccato: le interazioni con i colleghi. Un elemento da non trascurare perché è proprio da quelle interazioni, anche casuali e informali, magari davanti alla macchinetta del caffè, che può scaturire un’idea brillante o un’intuizione innovativa

“Serendipità” è termine con cui si indica quel momento in cui si fanno scoperte positive quando non si pensava di poterle fare. Insomma, prendere il buono anche nelle peggiori situazioni, come quella drammatica che il virus ci sta facendo vivere. “L’esperienza di questi mesi ci ha insegnato che molti lavori si possono svolgere anche da remoto”, dice Alessia Sterpetti, Head of Open Innovation and Idea Factory in Enel e coordinatrice del progetto #enelserendipity insieme ad Andrea Valcalda, responsabile della Comunicazione Interna: “Probabilmente però in futuro adotteremo un modello ibrido, parte in presenza e parte a distanza, perché lo smart working ha dei lati positivi, come il maggior tempo a disposizione, però ha delle forti limitazioni legate proprio alla socialità. E fare brainstorming da remoto non solo è difficile, ma perde molto di valore”.

Come recuperare quindi queste “opportunità mancate”, ricreando “occasioni felici” che possono dare vita a prospettive inaspettate? È possibile ripensare le dinamiche del lavoro da remoto, creando nuovi strumenti per incontrarsi e confrontarsi in un modo più spontaneo? Queste domande sono state il punto di partenza di una maratona digitale di idee promossa da Enel sulla sua piattaforma Open Innovability.

Il guanto di sfida è stato lanciato alle nuove generazioni, ma il contest è stato aperto a tutti. “L’hackaton è stato vinto dal progetto “(b)e-curious”, applicazione per generare relazioni informali e scambi di idee a partire da parole chiave che identificano un dubbio, un’esigenza o una semplice curiosità. In questo modo si viene quindi messi in contatto con un collega disponibile a un breve incontro di persona o online tramite chat.

Secondo classificato “T.O.M. – Time On Me”, una piattaforma che contrappone il tempo in presenza con del tempo di qualità, e terzo “Recreate”. Oltre alla bontà della ricerca effettuata sono stati premiati il cosiddetto “fattore wow”, la fattibilità dell’opera e l’impatto sociale positivo.” I primi tre classificati si sono aggiudicati, rispettivamente, un premio di 5.000€, 3.000€ e 2.000€. Le 30 persone selezionate saranno organizzate in gruppi composti anche da 20 dipendenti dell’azienda.

L’iniziativa #enelserendipity è in linea con la visione di innovazione che in Enel viene definita “innovability”, che tiene insieme innovazione e sostenibilità e che mette al centro il fattore umano. “Le persone sono professionalmente complete quando compiono il loro lavoro e interagiscono con gli altri, clienti e colleghi, anche e soprattutto al di fuori dei propri compiti”, conclude Alessia Sterpetti. “La serendipity è proprio questo. Secondo noi nel modello di lavoro del futuro le relazioni rappresenteranno un aspetto essenziale. Da soli non possiamo risolvere le sfide di business, occorre aprirsi alle idee, interne ed esterne, e creare un ambiente collaborativo in cui le persone siano ingaggiate, libere di fare proposte e si sentano parte integrante dell’innovazione”. La definizione della “nuova normalità” e l’identificazione di nuove soluzioni per lo smart working passa anche da qui.

 

Roberto Artigiani

Appassionato di tecnologia in tutte le sue applicazioni, implicazioni e complicazioni, ma quando non scrivo torno analogico: leggo classici, ascolto musica dei tempi andati e guardo cinema d'antan