Carrefour Italia: così diventeremo una digital company

OPEN INNOVATION

Alessandra Grendele (Carrefour Italia): venture capital e startup per diventare una digital company



Alessandra Grendele, responsabile della digital transformation di Carrefour Italia, racconta a EconomyUp le strategie di open innovation del gruppo: dal venture capital al contest per prodotti vegani. Tutto per rendere l’esperienza sempre più digitale “aprendo le finestre al nuovo”

di Luciana Maci

12 Mag 2022


Alessandra Grendele, responsabile trasformazione digitale Carrefour Italia

“Aprire le finestre al nuovo, a idee non soffocate da pensieri precedenti”: è questo il senso della collaborazione tra un’azienda della GDO e le giovani realtà innovative secondo Alessandra Grendele, It & Digital Transformation Director di Carrefour Italia.

Come ha dichiarato a novembre 2021 Alexandre Bompard, presidente e CEO del Gruppo nato in Francia, Carrefour vuole diventare “la prima digital retail company entro il 2026”. E, per farlo, deve spingere sulla digitalizzazione, grazie anche all’innovazione portata dalle startup.

Così l’azienda, che vanta una rete multicanale di circa 13.000 punti vendita in quasi 40 paesi, un fatturato di 81,2 miliardi di euro nel 2021 e più di 320.000 dipendenti, ha deciso di avviare una serie di iniziative: contest per scovare giovani realtà innovative, collaborazioni con startup, e spinta sulla digitalizzazione e sull’eCommerce con il fine ultimo di creare un’esperienza omnicanale per i clienti. Il ramo italiano vuole essere allineato in questa campagna per il digitale, perciò si sta attrezzando per realizzare attività di digitalizzazione e open innovation, la strategia che porta a cercare idee, soluzioni e prodotti innovativi al di fuori del perimetro strettamente aziendale.

Responsabile della Trasformazione Digitale in Carrefour Italia da circa tre anni, Alessandra Grendele descrive a EconomyUp le aree dove l’azienda sta intervenendo per individuare e mettere a frutto l’innovazione. A partire dall’iniziativa più recente: l’accordo con il venture capital daphni per il lancio di Dastore, fondo da 80 milioni di euro dedicato ad investire in soluzioni tecnologiche innovative sviluppate da startup nell’ambito del retail.

Carrefour e il venture capital per le startup

L’annuncio risale ad aprile 2022: il gruppo Carrefour ha deciso di lanciarsi nel venture capital, il capitale destinato ad investimenti ad alto rischio in realtà innovative emergenti, facendosi aiutare nell’impresa da chi opera da tempo nel settore, ovvero daphni. Il fondo Dastore investirà inizialmente 80 milioni di euro prendendo quote di minoranza in startup emergenti ad alto potenziale in Francia e a livello globale, per consentire al Gruppo di essere vicino alle innovazioni e alle tecnologie più aggiornate.

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Attraverso questa collaborazione, Carrefour e daphni intendono garantire alle startup l’accesso al know-how di investitori esperti, insieme alle capacità industriali e alla portata globale di Carrefour. “È un programma pluriennale – commenta Alessandra Grendele – che va contestualizzato all’interno della Digital Retail Company di cui ha parlato il nostro AD. Di recente abbiamo fatto il primo incontro, al quale ho partecipato anch’io, a conferma che l’Italia è parte attiva del percorso: il fondo cerca realtà locali, ma che poi abbiano un respiro internazionale”.

Il contest per startup vegan

A livello di gruppo Carrefour ha lanciato il 31 marzo 2022 un contest per startup vegan, chiamato Plant-Based Contest, per selezionare 5 soluzioni o prodotti innovativi plant-based, ovvero a base vegetale, da inserire in assortimento nei propri punti vendita. La challenge, che si è chiusa l’8 maggio 2022, era aperta anche a startup italiane. Obiettivo: accelerare la presenza di Carrefour su un trend sempre in maggiore crescita, ovvero l’attenzione dei consumatori nei confronti di una dieta a base vegetale, più sana e rispettosa dell’ambiente. Potevano partecipare startup provenienti da ogni parte del mondo, Italia compresa.  Tre le categorie di partecipazione: Prodotti sani, cioè quelli con proteine vegetali; Strong concept, laddove si premia l’originalità del concetto; Servizi digitali innovativi, per promuovere una scelta plant-based attraverso il digitale. Una giuria internazionale selezionerà 5 prodotti, che verranno resi disponibili sugli scaffali di Carrefour, sia materiali sia online. “Ad oggi il mercato dei plant based ha un valore pari a 380 milioni di euro e si rivolge al 38% delle famiglie che hanno iniziato a introdurre prodotti a base vegetale nella loro dieta. Noi in Carrefour ci crediamo molto, perciò abbiamo deciso di investirci” dice Alessandra Grendele.

Digitale e eCommerce: cosa vuol fare Carrefour

Carrefour Italia è stata tra le prime catene di supermercati a lanciare l’eCommerce nel nostro Paese, non senza iniziali difficoltà. “È stato anche un modo per fare esperienza e crescere” dice ora Grendele, che ricopre questo ruolo da circa tre anni. “Per noi eCommerce significa offrire una pluralità di modelli di delivery che rispondano alle esigenze dei nostri clienti, dal click and collect, che facciamo in più di 800 negozi, all’home delivery, fino al same day delivery, la consegna in poche ore. In più c’è la collaborazione con Deliveroo per il Qcommerce. Oggi ci portiamo a casa un’esperienza sempre più omnicanale: negli ultimi 3 anni di trasformazione digitale abbiamo visto che i clienti omnicanale sono anche i più fedeli. Proprio in questo concetto di fisico e online che vanno di pari passo si fonda la nostra strategia”.

Fondamentale, in questo percorso, l’attitudine alla collaborazione con i partner.

“Negli ultimi 3 anni abbiamo messo mano a una profonda trasformazione dell’architettura dell’eCommerce e aperto alle partnership” spiega Alessandra Grendele. I servizi, infatti, sono offerti in esclusiva con partner che magari all’inizio erano startup e poi sono diventate aziende: Glovo, Everli (per le fasce di consegna in poche ore o in giornata), Uber (per la consegna in poche ore), Deliveroo per il quick commerce (consegna in 10 minuti) su Milano. “Questa architettura aperta ci consente di lanciare servizi in poche settimane, oltre che di essere più vicini alle startup, ascoltare i feedback dei clienti, fare scaleup”.

Sempre secondo queste logiche, Carrefour Italia si sta muovendo verso una strategia in franchising: “Vogliamo estendere i servizi di eCommerce ai nostri imprenditori per farli entrare sempre più nel mondo dell’omnicanalità. Abbiamo fatto 10 piloti lo scorso anno, puntiamo a 100 negozi in franchising entro il 2022”.

Le collaborazioni con le startup

Oltre all’impegno a livello di Gruppo nel venture capital e alla call per startup vegan, anche quella decisa a livello centrale, Carrefour Italia ha avviato per proprio conto alcune collaborazioni con numerose startup. Tra queste Too Good to Go, attiva contro lo spreco alimentare, 3Bee per la salvaguardia delle Api, Pascol per la vendita di carne a filiera corta, Biova, che utilizza gli scarti del pane per produrre la birra. “Siamo consapevoli che ci servono partner, essere aperti all’innovazione significa lavorare insieme alle startup” dice l’ It & Digital Transformation Director di Carrefour Italia. “È un guadagno reciproco. Da parte nostra lo è in termini di agilità, freschezza e idee che non sono soffocate da pensieri precedenti, è un aprire le finestre al nuovo. Da parte nostra possiamo offrire alle startup un approccio alla scalabilità”.

A febbraio Carrefour Italia ha anche lanciato una open innovation challenge, “Drive Me 2 Carrefour”, per cercare soluzioni innovative nell’ambito delle tecnologie digitali applicate alla comunicazione e alla logistica in collaborazione con Lazio Innova della Regione Lazio e Digital Magics. La call, chiusa il 4 aprile, era mirata ad individuare soluzioni digitali innovative per rendere istantaneo il ritiro al punto vendita degli ordini online. “Stiamo facendo mentoring a 6 soluzioni proposte – svela la manager – e entro l’estate annunceremo il vincitore, al quale andrà un premio da 20mila euro. Lavoreremo insieme per realizzare l’idea”.

Luciana Maci

Giornalista professionista dal 1999, scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in…