A Wall Street domina il digitale perché il valore sta nell’innovazione | Economyup
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BUSINESS TRANSFORMATION

A Wall Street domina il digitale perché il valore sta nell’innovazione



Le prime cinque società nel listino USA hanno a che fare con il business digitale. Valgono più dei tradizionali colossi petroliferi, bancari, assicurativi, farmaceutici e distributivi perché esprimono un potenziale di cambiamento e di crescita. Perché forgiano il futuro, molto più delle aziende operanti negli altri settori

di Andrea Rangone, CEO Digital360

31 Lug 2017


Le prime cinque aziende per capitalizzazione di Borsa al mondo, sono digitali o hanno a che fare con il business digitale. In luglio Amazon e Facebook si sono avvicinate al mezzo miliardo di miliardi di dollari di valutazione a Wall Street, entrando in un club di compagnie a cui finora appartenevano solo Apple, Google e Microsoft e in cui non sono mai entrate le blue chips dell’era predigitale.

LA TOP 10 A WALL STREET
Capitalizzazione al 28.7.2017 in bilioni di dollari

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1APPLE779,5
2ALPHABET (Google)662,9
3MICROSOFT563
4FACEBOOK499,8
5AMAZON487,6
6BERSHIRE HATHAWAY429,8
7ALIBABA GROUP398,6
8JOHNSONS & JOHNSON355,2
9EXXON MOBIL337,3
10JP MORGAN CHASE321,2
Fonte: DogsoftheDow

Ci sono molte cose da notare in questa classifica. La prima azienda non digitale è la holding finanziaria, la più grande del mondo, dell’oracolo Warren Buffet: sesta. Poi troviamo ancora un’azienda del digitale, la cinese Alibaba. Per trovare un’azienda manifatturiera, la Johnson & Johson, bisogna arrivare all’ottavo posto. E la Exxon (Esso in Europa), la più grande oil company del mondo da sempre, è al nono. Chiude la classifica delle top ten una banca, JpMorgan Chase. Procter & Gamble, At&T, Wal-Mart sono fuori, ben distanziate.

Che cosa ci dice questa classifica?

Che il vero valore ormai sta nell’innovazione, nella capacità di immaginarla e produrla. La legacy, il passato, la tradizione, il know how contano sempre meno.

Amazon ha annunciato una perdita per il terzo trimestre ma questo non preoccupa il mercato perché contemporaneamente è stata annunciata un’importante sequenza di investimenti: nuovi punti vendita fisici, produzione di film, sviluppo di servizi vocali. Jeff Bezos, che si contende con Bill Gates il trono dell’uomo più ricco del mondo, è tranquillo e lo sono i suoi investitori perché molto probabilmente seguiranno quarter di nuovi profitti.  Amazon non sta ferma e continua a tirar fuori proposte innovative dal cilindro, sorprendendo magari con l’ingresso in settori non previsti da chi ancora la considera una compagnia che fa e-commerce invece di una conglomerata di nuova generazione che ha il suo principale asset nei dati e nella capacità di gestirli e utilizzarli in un mondo sempre più digitale.

Le digital company sono piattaforme di opzioni strategiche

Con un’immagine più appropriata del cilindro del prestigiatore, Amazon & C ha saputo creare una grande piattaforma di “opzioni strategiche” sviluppate sulla potenza e la pervasività delle tecnologie digitali. Ogni tanto Bezos ne tira fuori una .. ma chissà quante sono ancora ignote anche a lui. Non c’è nulla che non possa essere nel loro target, perché sono entrate nella vita quotidiana di miliardi di persone nel mondo e hanno ormai coinvolto milioni di aziende. Per questo hanno scalzato colossi tradizionalmente radicati in un settore e concentrati sul loro business, as usual.

Questa è la forza dell’innovazione e di quella digitale in particolare. È globale, per copertura geografica ma anche di business. E crea valore per il potenziale che riesce ad esprimere, non per quello che è stato già fatto e che deve essere soltanto migliorato o accresciuto.

Uscendo dal mondo digitale in senso stretto, un altro esempio che dimostra bene questa tesi è quello di Tesla: ha superato per valore di Borsa GM e Ford, come dire e la storia e il gotha dell’industria automobilistica mondiale. L’invenzione di Elon Musk è ancora una minuscola realtà che però contiene un’enorme promessa: l’auto sostenibile, connessa e a guida assistita. Il visionario imprenditore, che pensa anche ai viaggi intergalattici (SpaceX) e al treno del futuro (Hyperloop) è la dimostrazione che la visione e la capacità di renderla credibile, il potenziale di un progetto imprenditoriale nell’era del web e delle tecnologie digitali valgono più della tradizione per quanto abilmente gestita.

 

 

 

Andrea Rangone, CEO Digital360

Da due decenni attento osservatore e analista delle tecnologie digitali e dei processi di trasformazione digitale, è co-founder degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano