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Crowdfunding – definizione

02 Mag 2016

Un crowdfunding è, per dirla in modo semplice, una colletta. Solo che è fatta su scala potenzialmente mondiale e, soprattutto, attraverso internet.
 Nato come forma di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse, il crowdfunding è oggi tra le forme più diffuse ed efficaci di finanziamento di progetti imprenditoriali e creativi. Il sistema funziona […]

Un crowdfunding è, per dirla in modo semplice, una colletta. Solo che è fatta su scala potenzialmente mondiale e, soprattutto, attraverso internet.


Nato come forma di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse, il crowdfunding è oggi tra le forme più diffuse ed efficaci di finanziamento di progetti imprenditoriali e creativi.

Il sistema funziona così: ci sono siti web che fanno da piattaforma (il più famoso è Kickstarter, colosso riuscito a raccogliere per i progetti ospitati quasi due miliardi di dollari) e permettono ai fundraiser (che presentano al pubblico i loro progetti e, in genere, pagano una quota dei proventi alla piattaforma ospite) di incontrare un ampio pubblico di potenziali finanziatori che possono scegliere di sottoscriverli con quote più o meno grandi.

Se la somma richiesta per il progetto, quale che sia, viene raggiunta, allora il founder ottiene il finanziamento. In caso contrario no, e allora i finanziatori riprendono quanto versato.

A oggi esistono molti tipi di crowdfunding. L’equity crowdfunding consiste nella vendita online di una partecipazione a un’impresa, in cambio dell’investimento.

Molto diffusa, soprattuto per quel che riguarda i progetti musicali, editoriali o legati alla costruzione di manufatti, è la formula reward based crowdfunding, per cui i finanziatori vengono ricambiati con una o più copie del prodotto che hanno contribuito a realizzare o con una promessa di condivisione dei proventi.

Il peer-to-peer crowdfunding, che si applica soprattutto nell’ambito del prestito tra pari (social lending), promette agli investitori di rientrare dell’investimento con un piccolo interesse (in modo simile a quel che succede con le banche).

Diverso, perché non promette nessun guadagno per i finanziatori, è il caso del crowdfunding civico, di recente impiegato da enti pubblici (in modo particolare i comuni) per finanziare opere pubbliche e attività di restauro del tessuto urbano. In Italia è stato così, per esempio, per il caso di Bologna per il restauro del portico di San Luca, o del comune di Lodi per il monumento alla Resistenza. Nel 2013, il sindaco di Philadelphia ha chiesto aiuto alla rete per comprare il materiale scolastico per le scuole della città.

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