Soldi online, 9 startup che rendono più facile (e veloce) l’accesso al credito | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

DIGITAL LENDING

Soldi online, 9 startup che rendono più facile (e veloce) l’accesso al credito

26 Mar 2018

Prestiti istantanei, mutui per la ristrutturazione degli immobili, piccoli finanziamenti: tutto sostenuto da algoritmi di machine learning, intelligenza artificiale e analisi degli alternative data. Ecco quali sono le più promettenti imprese innovative a livello internazionale

Il mercato dei prestiti online cresce costantemente. Secondo alcune stime, in Europa il mercato vale circa 680 miliardi di euro. E solo in Italia il settore offre opportunità di business pari a circa 80 miliardi di euro (contro 145 della Spagna, 85 della Francia e 52 del Regno Unito). Tuttavia, allargando l’analisi al mercato dei prestiti alle pmi (e a quelli personali), emerge che il comparto europeo, di dimensioni pari a quello di Cina e Stati Uniti (1,3 trilioni di dollari contro rispettivamente 1,4 e 1,1), è ancora un terreno inesplorato in materia di finanziamenti online (con un tasso di penetrazione delle piattaforme che raggiunge lo 0,1%, contro l’11,5% della Cina e il 2,2% degli Stati Uniti)

Quando parliamo di prestiti online, ci si riferisce generalmente a un sistema in base al quale alcune piattaforme offrono la possibilità di finanziare un progetto, proposto da una persona fisica o un’impresa, a titolo di prestito. Il termine inglese “social lending” (che in italiano diventa “prestiti tra privati”) è tra quelli più utilizzati, ma esistono tante declinazioni dello stesso paradigma, come ad esempio: equity crowdfunding, invoice trading e instant lending. Il vantaggio dei “prestiti tra privati”? La velocità tramite cui viene erogato un prestito, ma anche la possibilità di offrire tassi di interesse convenienti. Forbes ha individuato nove fintech di settore tra le più promettenti, inserite tra l’altro nella classifica generale delle 50 fintech da tenere d’occhio quest’anno. Ecco quali sono e cosa fanno.

AFFIRM

Nel giro di pochi anni ha raccolto oltre 720 milioni di dollari di finanziamento. Con l’ultimo in termini di tempo (dicembre 2017), ha portato a casa ben 200 milioni. Nel tempo a investirci sono stati soggetti come Morgan Stanley, Spark Capital, Andreessen Horowitz, Silicon Valley Bank e anche il fondo sovrano di Singapore. Attualmente il suo valore di mercato è di 1,8 miliardi di dollari. Stiamo parlando di Affirm startup fondata nel 2012 da Max Levchin, conosciuto per essere stato uno dei cofondatori di PayPal ed ex presidente di Yelp. La sua innovazione? Punta a rivoluzione il settore del lending offrendo prestiti istantanei, utilizzabili come alternativa alle carte di credito per effettuare acquisti online.

BETTER MORTGAGE

Come lascia intendere il nome, Better Mortgage opera principalmente nel settore dei mutui. Chi vuole ottenere un mutuo può effettuare la richiesta in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo, da quel momento in poi l’algoritmo della startup analizzerà i dati delle banche e dei mutui per fornire la tariffa migliore. Una volta che il mutuario carica i propri documenti sulla piattaforma, secondo quanto afferma la società, nell’arco di 24 ore si ottiene una risposta sulla possibilità o meno di poter ottenere il mutuo. Fondata nel 2014 da Vishal Garg, fondatore di MyRichUncle, ha raccolto 45 milioni di dollari di finanziamento dalla sua fondazione ad oggi. Tra i prinicipali investitori compaiono nomi come Kleiner Perkins, Goldman Sachs, IA Venture.

BLEND

Altra startup che punta a rivoluzionare l’universo dei mutui è Blend. In che modo? Grazie a un software “white label”, basato interamente sul cloud, in grado di accelerare il processo di approvazione dei mutui presso i principali istituti di credito nazionali, riducendo i processi burocratici necessari per approvare una richiesta. In una recente intervistaBrian Martin, business developer di Blend, ha dichiarato: «Tutti i soggetti coinvolti trarranno beneficio da pratiche burocratiche ridotte, un rischio significativamente inferiore e un processo di mutuo accelerato. Il nostro obiettivo è puntare su un processo privo di attrito che offra servizi migliori ai mutuatari». Fondata nel 2012 a San Francisco, da ha raccolto 160 milioni di dollari di investimenti da operatori come Allen & Company, Andreessen Horowitz, Founders Fund, Thrive Capital.

COMMON BOND

Nata con l’obiettivo di ridurre il costo dell’istruzione superiore, l’innovazione di Commond Bond consente agli studenti di risparmiare sui prestiti che richiedono per sostenere le spese universitarie, ma al tempo stesso, permette agli investitori di ottenere un rendimento finanziario competitivo. Fondata da David Klein nel 2011, fino ad oggi ha erogato 1,5 miliardi di dollari di prestiti. Per quanto riguarda gli investimenti invece, ammontano a 791 milioni quelli raccolti in questi anni, da investitori come August Capital, Neuberg Berman, Tribeca Venture.

GREEN SKY

Grazie anche ai 560 milioni di finanziamenti raccolti dal 2006 a oggi, GreenSky fornisce finanziamenti per progetti di ristrutturazione di immobili, attraverso una rete di appaltatori e partner bancari. Per via dei periodi promozionali a interessi zero (che possono durare dai 6 a 60 mesi) GreenSky offre, tramite la sua piattaforma, la possibilità di ottenere prestiti estremamente vantaggiosi per i richiedenti.

KABBAGE

Nel 2015 Forbes l’ha inserita nella classifica delle 100 società americane più promettenti, al 63esimo posto. L’innovazione di Kabbage sta tutta in un algoritmo di machine learning in grado di analizzare – senza alcun intervento umano – l’affidabilità creditizia di chi richiede un prestito online, e approvare la richiesta nel giro di appena dieci minuti. Ad oggi, la società di Atlanta, offre linee di credito fino a 250mila dollari, pagabili in sei o dodici mesi, e ha erogato più di 4 miliardi di dollari di prestiti per finanziare 300mila progetti imprenditoriali. Fondata nel 2009 ha raccolto 1,6 miliardi di dollari di finanziamenti.

LENDING HOME

E se la Silicon Valley avesse reinventato il processo di erogazione dei mutui da zero? È la domanda che si sono posti i fondatori di Lending Home che, così, hanno deciso di creare un servizio in grado di portare innovazione nell’universo dei prestiti. Per farlo hanno pensato a una tecnologia in grado di utilizzare i dati per ripensare le acquisizioni dei clienti, l’esperienza dell’utente e l’analisi del credito. Fondata nel 2013 ha raccolto ad oggi 165 milioni di euro di finanziamenti.

TALA MOBILE

Fondata da Shivani Siroya Tala Mobile è una società di quattro anni con sede a Santa Monica, in California, ma che effettua micro-prestiti in Kenya, Tanzania e Filippine. Come funziona? Per valutare l’affidabilità creditizia di un richiedente, Tala ha realizzato un’app per smartphone che consente di accedere a una serie di dati significativi per valutare l’affidabilità del richiedente: dalle informazioni biografiche di base al numero di persone che i richiedenti di prestito contattano quotidianamente, fino agli spostamenti che effettua durante il giorno In questo modo il sistema riesce a dare un merito creditizio più affidabile dei metodi tradizionali.

UPSTART

Grazie all’utilizzo degli alternative data e della storia lavorativa dei candidati Upstart realizza un punteggio da assegnare al merito creditizio del richiedente, con l’obiettivo di sottoscrivere e concedere prestiti in maniera più sicura. Dopo cinque anni di test, ora gli algoritmi di Upstart sono in grado di approvare il 47% dei prestiti senza intervento umano e garantendo uno dei più bassi tassi di insolvenza nel settore. Lo scorso anno ha lanciato una piattaforma white label per l’erogazione di prestiti alle banche e alle cooperative di credito. Fondata nel 2012 ha raccolto 85,7 milioni di dollari di finanziamenti.

Fabrizio Marino

Sono stato responsabile della sezione Innovazione e Tecnologia de Linkiesta, ho gestito la comunicazione di Innogest, sono Content Creator per PoliHub. Per EconomyUp mi occupo di innovazione e startup.

Articoli correlati