Italian Insurtech Association 2021, la nuova strategia per la rivoluzione digitale nel settore assicurativo - Economyup

INSURTECH IN ITALIA

Italian Insurtech Association 2021, la nuova strategia per la rivoluzione digitale nel settore assicurativo



Incentivi agli investimenti, collaborazione, competenze digitali. Sono gli ingredienti per la crescita del settore Insurtech italiano, e i nuovi obiettivi di Italian Insurtech Association racchiusi nel manifesto programmatico per l’anno 2021-2022

03 Ago 2021


Incentivi agli investimenti, collaborazione, competenze digitali. Sono gli ingredienti per la crescita del settore Insurtech italiano, e i nuovi obiettivi di Italian Insurtech Association racchiusi nel manifesto programmatico per l’anno 2021-2022.

Fondata nel gennaio del 2020, Italian Insurtech Association (IIA) è un’associazione senza scopo di lucro guidata da Simore Ranucci Brandimarte, imprenditore e co-fondatore di diverse aziende ad alto contenuto tecnologico, tra cui Yolo Group e Gruppo DigiTouch. L’associazione riunisce le imprese attive nell’ecosistema Insurtech italiano, come assicurazioni e riassicurazioni, brokers, banche, intermediari finanziari, distributori ed esperti di tecnologia, consulenza e marketing applicati al settore assicurativo.

Dalla sua nascita, Italian Insurtech Association segue la missione di sostenere la crescita dell’ecosistema Insurtech, promuovendo l’innovazione tecnologica e l’evoluzione dell’offerta digitale in ambito assicurativo, e monitora e guida la trasformazione del settore assicurativo italiano.

Il nuovo manifesto dettaglia un’agenda in 13 punti per portare “una vera e propria rivoluzione digitale del settore”.

Il ritardo digitale delle assicurazioni in Italia

Il futuro del mercato assicurativo è nella trasformazione digitale – una trasformazione già cominciata.

Ad oggi il consumatore digitale corrisponde già al 32% circa del totale del target assicurativo, un valore che supererà l’80% entro il 2030 e si prevede raggiungerà il 100% nel 2040. Ma se il consumatore digitale è pronto, lo stesso non si può dire dell’offerta assicurativa digitale: a fine 2020 era ancora ferma all’1,5%.

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Italian Insurtech Association: il 2021 sarà l’anno dell’Insurtech

“Il 2021 è stato da noi ribattezzato ‘anno dell’Insurtech’ ” dichiarava Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di IIA, all’inizio dell’anno. “Accelerare sull’innovazione assicurativa in termini di sviluppo dell’offerta, della tecnologia e dell’evoluzione delle competenze digitali di tutta la filiera, sarà necessario per mantenere alto il livello di competitività della nostra industria e per rispondere alla crescente domanda di prodotti digitali.”

Le sue parole hanno trovato conferma nei primi dati del 2021: nel primo trimestre il settore Insurtech ha attratto investimenti per 2,55 miliardi di dollari, la cifra più alta fino ad ora raggiunta, e il 180% in più rispetto ai risultati dei primi tre mesi del 2020.

Un segnale senz’altro positivo. Tuttavia, oltre il 40% del totale è stato raccolto tramite 8 mega-round da oltre 100 milioni di dollari chiusi da scaleup e unicorni perlopiù americani, senza traccia di italiane. Negli ultimi cinque anni, l’Italia ha assorbito meno del 5% del totale investito in Europa.

Italian Insurtech Association, gli obiettivi 2021-2022

“La strategia per il 2021-2022 parte dall’obiettivo di aumentare drasticamente il valore degli investimenti in Insurtech, per passare dai 50 milioni del 2020 a 1 miliardo di euro nel 2023. Un piano ambizioso che crediamo possibile attraverso una serie d’azioni: sviluppo delle competenze tecniche e digitali dei propri operatori, aumento delle sperimentazioni tecnologiche, accelerazione di poli digitali Insurtech, valorizzazione degli investimenti del recovery plan, adeguamento normativo, confronto con la community internazionale, sostegno alla diversity e gender equality, creazione di una forte identità del settore,” spiega il Presidente di IIA.

Redatto dalla stessa IIA e approvato da tutta la comunità Insurtech italiana, e dalle principali compagnie assicurative che fanno parte dell’associazione, il documento vuole definire in 13 punti la strategia per realizzare una rivoluzione digitale nel settore, un cambiamento oggi necessario per rispondere alla sfida di un mercato assicurativo che dovrà essere sempre più digitale e tecnologico.

I punti principali possono essere suddivisi in tre macroaree: incentivi per stimolare gli investimenti Insurtech, una spinta alla diffusione delle competenze digitali nel settore assicurativo, e uno stimolo a collaborazioni e progetti di innovazione aperta all’interno dell’ecosistema.

Incentivi agli investimenti

L’innovazione parte dagli investimenti. Per questo, il primo punto del nuovo manifesto punta a far crescere il mercato: dai circa 50 milioni di euro rilevati dall’Insurtech Investment Index del 2020, l’obiettivo per il 2023 è di raggiungere il miliardo.

Il piano prevede di valorizzare i fondi messi a disposizione dal Recovery Plan, e creare incentivi fiscali sugli investimenti in startup e tecnologie, nonché favorire la formazione di startup Insurtech nello specifico.

A questo fine, IIA propone l’istituzione di un Insurtech ACT, ovvero un sistema di Incentivi e Fondo Dedicato a favore degli investimenti in Insurtech.

Come scrive Simone Ranucci Brandimarte su Linkedin:

“L’Insurtech Act deve garantire:

  1. Incentivi Fiscali e di Capitale sugli investimenti in Start up Insurtech da parte di Compagnie Assicurative, Fondi specializzati e Business Angels.
  2. Incentivi Fiscali e di Capitale sugli investimenti in tecnologie e digitale da parte di Compagnie Assicurative, Broker e Agenti (tutti gli iscritti al RUI).
  3. Incentivi di Capitale alla Formazione ed alla Creazione di competenze digitali per tutti gli iscritti al RUI.
  4. Favorire accesso al credito da parte di Start up innovative e Intermediari per sviluppare assets Insurtech (Progetti Innovativi).

Amplificare X2/X3 volte il sostegno alla digitalizzazione nel settore assicurativo rispetto alla media in quanto è A) fra le maggiori industrie in Italia (7% pil), B) fra quelli meno digitalizzati e C) più esposti alla competizione internazionale.”

Collaborazione tra gli attori Insurtech

Open innovation e Open Insurance sono il futuro del settore, e tra i temi più spesso trattati dall’Associazione.

“L’Insurtech è abilitato sostanzialmente da tre driver primari: la crescita del consumatore digitale, la crescita e lo sviluppo di nuovi ecosistemi che implicano nuove abitudini e bisogni, e l’avvento di nuovi operatori non assicurativi che distribuiscono prodotti assicurativi integrati nella propria offerta,” commentava Simone Ranucci Brandimarte in occasione della presentazione della prima indagine dell’Osservatorio Open Insurance,, nato proprio per monitorare questo fenomeno.

In linea con questa visione, diversi punti del manifesto sono dedicati alla creazione di un vero ecosistema collaborativo, capace di crescere grazie alla sinergia dei suoi attori. In particolare, l’Associazione si propone di spingere sull’Open Insurance con l’istituzione di un osservatorio permanente sulle sue best practice, e di abilitare maggiori occasioni di confronto e collaborazione tra compagnie e Insurtech per favorire la sperimentazione tecnologica.

Competenze digitali

Dulcis in fundo, punto essenziale della strategia di IIA sono le competenze digitali: una chiave imprescindibile per la trasformazione del settore, e un gap che rappresenta una barriera allo sviluppo della sua innovazione in Italia.

Per contribuire a colmare questa grave lacuna dell’ecosistema italiano, IIA si propone erogare direttamente almeno 100.000 ore di formazione nel prossimo triennio. Prevede inoltre di portare avanti almeno 5 chapter all’anno su tematiche tecnologiche, per abilitare la contaminazione tra industria assicurativa e tech.

“In ambito formativo bisognerà favorire corsi di base gratuiti e un progetto di rinascimento digitale che sia inclusivo e diffuso su tutta la filiera, un rinascimento che sia veloce come i tempi e al contempo rassicurante, in modo tale che tutti i lavoratori abbiano fiducia nelle conseguenze positive che la tecnologia potrà apportare alla qualità del loro lavoro,” afferma Simone Ranucci Brandimarte.

“Se il 2021 dovrà essere l’anno della rinascita e dell’Insurtech – e noi ne siamo certi – bisognerà partire dalla creazione delle competenze.”

Maura Valentini

Laureata in lingue orientali, sono un'amante di Giappone e innovazione. Parte del gruppo Digital360 dal 2020, scrivo per le testate EconomyUp, InsuranceUp e Proptech360.