Insurtech 2020: cresce la domanda digitale, ma l'offerta assicurativa resta bassa | Economyup

IL BILANCIO DI UN ANNO

Insurtech 2020: cresce la domanda digitale, ma l’offerta assicurativa resta bassa



Cresce il consumatore digitale, avanza l’open insurance e nasce una nuova domanda da settori inediti: sono le tre novità dell’anno del coronavirus per l’innovazione nel mondo delle assicurazioni secondo il presidente di Italian Insurtech Associaton. Ma l’offerta assicurativa digitale è ancora ferma all’1,5% del totale…

di Simone Ranucci Brandimarte, presidente Italian Insurtech Association

15 Dic 2020


Photo by Immo Wegmann on Unsplash

Durante il 2020 l’Insurtech ha conquistato attenzione e rilevanza all’interno dell’industria assicurativa. Ma oltre a questa nuova consapevolezza, e a una serie di keywords tecnologiche sempre più in voga come IOT, blockchain, connected insurance, instant insurance, big data, etc, sono tre gli elementi che più di altri ci danno la cifra dell’Insurtech 2020: la crescita del consumatore digitale, dell’open insurance, e la nascita di una domanda specifica in settori inediti.

Insurtech 2020: i tre segnali della svolta

1. L’avvento del cliente assicurativo digitale

Cresce il consumatore digitale, che acquista regolarmente beni e servizi online, e a fine anno rappresenta il 31% circa del target assicurativo, contro il 12% nel 2010 e l’81% atteso nel 2030.  Il consumatore digitale è pronto a ricevere un’offerta nuova, flessibile ed innovativa, ed è sostanzialmente insoddisfatto dell’offerta attuale, sia in termini di usability sia di chiarezza e accessibilità. Il 74% sarebbe disponibile all’acquisto di un’offerta assicurativa nuova e digitale, se in linea con le proprie esigenze, e l’82% è interessato alle polizze on-demand. C’è poi un 60% disposto a comprare tali prodotti da Amazon e Google, evidenziando il dinamismo di questa nuova domanda.

2. Lo sviluppo dell’Open Insurance

Ci sono quasi 100 player in Italia di natura non assicurativa che distribuiscono o sono pronti a distribuire un’offerta assicurativa digitale: non solo banche digitali, ma tutti quei soggetti intenzionati ad arricchire la propria offerta con un servizio assicurativo digitale, ovvero retailers, Utilities, Telcos ed Ecommerce players di vario genere. Tali soggetti sono destinati ad avere un ruolo sempre più importante nella filiera distributiva assicurativa grande all’integrazione API di digital insurance.

3. Il consolidamento di nuovi trend socioeconomici

Comportamenti e scelte che anni fa non esistevano sono ora trend consolidati, e generano bisogni nuovi che chiedono una nuova offerta di protezione: nuove industries come la mobilità urbana, il food delivery, la sharing economy, la salute connessa, hanno creato ecosistemi inediti che rappresentano una nuova domanda di offerta assicurativa che si aspetta un’offerta dedicata.

Insurtech 2020, l’offerta digitale resta all’1,5%

A fronte di queste esigenze oggettive di domanda crescente nel 2020, l’offerta assicurativa digitale rimane purtroppo quest’anno ferma all’1,5% dell’offerta complessiva e tarda a svilupparsi in linea con il suo potenziale, lasciando sostanzialmente una domanda insoddisfatta. Se il 2020 è stato l’anno del consolidamento della domanda, non lo è stato per l’ampliamento dell’offerta.

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A conferma di questo ci sono gli investimenti su startup Insurtech, che in Italia sono stati più bassi rispetto ad altri Paesi: nei primi 9 mesi dell’anno, a fronte di circa 5,5 miliardi dollari investiti in startup insurtech a livello mondo e 600 miliardi di dollari a livello Europa, in italia ne sono stati investiti meno di 10 milioni pari a circa lo 0.2% globale. E nel 2019 era andata nello stesso modo. L’investimento in startup è da sempre un indicatore valido di un settore. Inoltre le stime di crescita che vedono l’insurtech a 25 miliardi per il 2024, si riferiscono principalmente agli Stati Uniti: nel triennio 2018-2020 le assicurazioni americane hanno investito per il 70% in Insurtech US based e le assicurazioni EU, tra i principali Corporate Venture capital mondiali, hanno investito per il 50% in Insurtech Statunitensi.

Anche a livello di percezione, tutto questo è confermato da uno studio dell’Italia Insurtech Association sulle priorità dei Top Managers assicurativi in Italia: l’Insurtech è, nel 2020, fra le priorità in ambito assicurativo solo per il 21% dei decision makers italiani contro l’82% dei loro colleghi centro-Europei. E solo il 14% vede l’Open Insurance come priorità di business contro il 40% della media Europe. Guardando questi valori, se il Covid ha aumentato la maturità della domanda, sembra avere invece rallentato lo sviluppo dell’offerta e l’organizzazione delle priorità tecnologiche.

Digitalizzare è la priorità, open innovation la chiave

C’è quindi spazio per fare molto di più in modo da colmare il gap fra domanda e offerta. E abbiamo impellente urgenza di digitalizzare e, per quanto necessario, ridisegnare processi di offerta, di marketing, di distribuzione, ma anche la gestione sinistri e l’assistenza, al fine di mantenere la competitività. Tutto questo richiede importanti investimenti per creare competenze, avviare sperimentazioni e adottare tecnologie abilitanti. E quindi necessaria un’ottica di lungo periodo e tanta collaborazione fra compagnie assicurative e startup. E quando dico tanta, intendo molto più di ora.

La gestione dell’innovazione nel comparto assicurativo è oggi simile a come era fatta in passato in altri settori: a fine anni 90 nell’industria dei contenuti, nel 2000 per il commercio elettronico, nel 2005 nei viaggi e nel 2010 nel banking. Abbiamo visto che cosa è accaduto nei settori dove il ritardo ha generato una evidente arretratezza su risultati e performance: player una volta leader hanno vissuto un sostanziale ridimensionamento delle loro quote di mercato spesso a favore di soggetti internazionali ad alti contenuti ed investimenti tecnologici.

Come Italian Insurtech Association ci auguriamo che questo non accada anche nel settore assicurativo e ogni giorno ci impegniamo affinché la nostra Industria cavalchi appieno le opportunità offerte dall’Insurtech e non rimanga indietro rispetto ad altre geografie. Importante è che apprenda da altri settori che, tardando a digitalizzarsi, hanno visto i loro equilibri stravolti. Uno solo è l’augurio per il 2021 dell’industria assicurativa: che aumentino gli investimenti in innovazione e quindi in insurtech!

Simone Ranucci Brandimarte, presidente Italian Insurtech Association

Fondatore e presidente di Italian Insurtech Association, è un tech entrepreneur che ha partecipato alla fondazione di numerose società, fra cui la startup insurtech Yolo.