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L’America non è la terra promessa ma stiamo rischiando di farne un mito

03 Set 2013

Gli Stati Uniti restano l’ambiente più favorevole al mondo per fare impresa. Ma hanno anche molti punti di debolezza. Da conoscere per ridurre la febbre che attraversa il mondo delle start up e dell’innovazione e rischia di creare una nuova forma di imperialismo culturale.

Gli Stati Uniti sono l’ambiente più favorevole al mondo per fare impresa. Ma questo non significa che non ci sia anche molto compiacimento…e che non ci siano molte cose che non vanno. La diagnosi si può leggere nel report Ernst&Young sulle economie dei Paesi del G20, di cui pubblichiamo il focus Italia ed Europa. La radiografia è un utile rimedio omeopatico per ridurre la febbre americana che attraversa il mondo delle start up e dell’innovazione.: America è bello per definizione, lì tutto funziona e tutti sembrano non pensare ad altro che a sostenere i nuovi imprenditori. C’è ancora chi crede che basta avere una buona idea e lì ti annaffiano di capitali, che tutto sommato Zuckerberg ha avuto solo la fortuna di nascere nel posto giusto e che non ci sia miglior destino che farsi comprare da un ricco fondo o, ancora meglio, da una multinazionale digitale.

Certo la potenza americana è indubbia. Il report Ernst&Young ci ricorda i punti di forza: una cultura imprenditoriale diffusa, con il faro della Silicon Valley; un robusto mercato dei capitali; una leadership nell’innovazione, contesa solo da Giappone e la capacità di trasformarla in prodotti; un concreto e robusto supporto da parte del Governo. Ma ci sono anche significativi elementi di debolezza: l’aliquota sulle imprese più alta fra i Paesi del G20; il sentiment delle comunità di supporto all’imprenditoria, che pure sono numerose, è in calo; la percentuale di start up è in calo ed è tornata ai livelli precedenti il 2011; la formazione scientifica è debole e l’accesso alle università particolarmente costoso; i tagli governativi fanno temere riduzioni negli investimenti in ricerca e sviluppo.

La terra promessa non esiste, se non nella Genesi, tantomeno per il business. Esistono semmai Paesi e mercati che in determinati momenti sono più favorevoli di altri anche perché hanno investito, e non solo soldi, nella creazione di un sistema efficace di regole e di incentivi. Un rischio e un pericolo: perdere la fiducia nel Paese, passo sbagliato anche quando ce ne sarebbero le motivazioni, e soprattutto precipitare in una stato di minorità rispetto al Grande Impero. A sentire alcuni discorsi e a vedere altri comportamenti sembra quasi di tornare indietro di qualche decennio quando ci siamo ubriacati del mito americano, fatto di rock, Greyhounds e Route66, favorendo di fatto innumerevoli forme di imperialismo culturale e creando le premesse per dissennate forme di antimperialismo. Adesso il pendolo torna verso la sudditanza psicologica e culturale, con il rischio di alimentare un nuovo mito americano che può dare tante soddisfazione, ma certamente produrrà altrettante illusioni e delusioni.

 

 

 

 

 

di Giovanni Iozzia

  • ComputArte

    Siamo d’accordo che il sistema ed il modello americano , fra chiari e scuri, pur essendo profondamente diverso, ha anch’esso punti di forza e debolezza.
    Ma la questione è sul perchè “il sogno americano imprenditoriale” attecchisce così profondamente in tutto il mondo e soprattutto in Italia, dove di creatività, inventiva ed imprenditorialità ne siamo ricchissimi.
    L’amara verità è che in America , molto probabilmente, il denaro non va a finire sempre nelle tasche dei soliti furbetti che cambiano nome alle società solo per prosciugare i fondi pubblici!
    Le banche in Italia non ti guardano nemmeno se non hai un cespite sul quale offrire una garanzia reale.
    In Italia, fin tanto che tutti si riempono la bocca, scrivono con fiumi di inchiostro e ingolfano la rete con innovazione FINTA, non ci sarà mai spazio per la vera innovazione!
    E’ sufficiente fare una semplice prova: confrontare quante “innovazione” italiane, hanno vinto premi e incassato fondi, per poi sparire nel nulla, molte delle volte presentando innovazioni che una sempplicissima ricerca su internet, avrebbe sconfessato.
    Se il sistema americano non è perfetto, quello italiano , asostegno di innovazione e crescita aziendale è MARCIO!