Che cos'è la web vacancy, un problema per tutta l'Europa

TECNOLOGIA SOLIDALE

Che cos’è la web vacancy, un problema di competenze digitali che riguarda tutta l’Europa



La web vacancy è la carenza di persone con le competenze necessarie per lavorare nel digitale. Entro il 2030 ne serviranno 20 milioni. Il 13 ottobre vengono presentati i primi bandi del Fondo per le Repubblica Digitale, che ha una dotazione di 350 milioni di euro. Un’opportunità per chi fa formazione nel settore

di Antonio Palmieri

07 Ott 2022

Photo by Marvin Meyer on Unsplash

“Web vacancy”. Questa locuzione non indica le vacanze prenotate via internet ma una questione seria: la carenza di persone dotate delle competenze utili a lavorare nel digitale.

Non è solo un problema italiano, ma riguarda l’intera Europa: in totale sono nove milioni gli specialisti oggi impiegati nel digitale, ma l’obiettivo è averne 20 milioni entro il 2030. Abbiamo ancora tanta strada da fare, ma la via è tracciata, come si può leggere nell’ultima versione del Piano operativo per le competente digitali predisposto dal Governo.
Per questo è una notizia utile sapere che giovedì 13 ottobre, dalle 10 alle 11, si svolgerà in streaming sul sito fondorepubblicadigitale.it la presentazione dei primi due bandi del Fondo per la Repubblica Digitale. Il Fondo ha una dotazione di 350 milioni di euro fino al 2026, da destinare all’aumento delle competenze fondamentali per la transizione digitale. Attraverso bandi, selezionerà progetti di formazione al digitale per lavoratori e cittadini ai margini del mercato del lavoro, con un particolare attenzione ai giovani che non studiano né lavorano, a donne e a disoccupati.
L’augurio è che questi bandi siano una opportunità a supporto delle tante realtà operanti da tempo in questo ambito, come, per esempio, la Fondazione Mondo Digitale oppure Programma il futuro. Sono numerose anche le azioni formative messe in campo dalle grandi aziende con le loro academy.
Un fermento formativo che si sta consolidando e ampliando sempre più, come testimonia il fatto che siano 250 le organizzazioni (enti pubblici, privati e del terzo settore) aderenti alla Coalizione Nazionale, alleanza multistakeholder costituita nell’aprile 2020 nell’ambito dell’iniziativa Repubblica Digitale.
Tuttavia la formazione resta una necessità documentata dai dati: il rapporto DESI 2022 attesta che il 54% degli italiani di età compresa tra i 16 e i 74 anni non possiede le competenze digitali di base. Aumentare queste competenze significa costruire le fondamenta su cui innestare la formazione specialistica che consenta di trovare un lavoro buono e di rispondere ai bisogni delle imprese.
A questo proposito, è online da mercoledì 5 ottobre “Formati con noi”, piattaforma di informazione e di formazione per studenti, famiglie e lavoratori. In pratica è una “mappa” che permette di orientarsi tra i profili professionali Ict più richiesti dal mondo produttivo e che opera la messa a sistema delle iniziative di formazione delle aziende associate e delle relative opportunità di lavoro.
Questa piattaforma nasce su iniziativa di Anitec-Assinform con il sostegno di Confindustria e in collaborazione con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale e l’Innovazione tecnologica. L’auspicio è che il nome della piattaforma possa in breve tempo passare da esortativo (fòrmati, con l’accento sulla o) a participio passato: formàti con noi, con l’accento sulla a. Sarebbe un’ottima notizia per tutti e quindi anche per la tecnologia solidale.
Antonio Palmieri

Antonio Palmieri, sposato, due figli, milanese, interista. Dal 1988 si occupa di comunicazione, comunicazione politica, formazione, innovazione digitale e sociale. Già deputato di Forza Italia