A Torino la Biennale Tecnologia per approfondire il rapporto tra società, tecnologia e persone - Economyup

TECNOLOGIA SOLIDALE

A Torino la Biennale Tecnologia per approfondire il rapporto tra società, tecnologia e persone



“Princìpi – Costruire per le generazioni” è il titolo della nuova edizione della Biennale Tecnologia in programma a Torino dal 10 al 13 novembre. Con Juan Carlos De Martin vediamo i temi e il programma. In apertura una lectio magistralis del matematico e filosofo Nassim Nicholas Taleb

di Antonio Palmieri

05 Nov 2022


Una biennale che è alla terza edizione in tre anni? I conti non tornano, caro professor Juan Carlos De Martin…
“Tornano eccome, caro Palmieri. Dopo il grande successo del Festival della Tecnologia, infatti, tenutosi nel 2019 in occasione dei 160 anni del Politecnico di Torino, si decise di dar vita a Biennale Tecnologia in alternanza all’altra grande manifestazione torinese, Biennale Democrazia. Dal momento che quest’ultima si tiene negli anni dispari, decidemmo – per non dover aspettare tre anni – di organizzare già nel 2020 la prima edizione di Biennale Tecnologia. Quindi…”

…Sapevo che non l’avrei presa in castagna, soprattutto a pochi giorni dall’inizio della vostra manifestazione, che avrà luogo da giovedì 10 a domenica 13 novembre. Che cosa ci aspetta?

“Ragioneremo sul rapporto tra società, tecnologia e umanità, con 280 relatori da tutto il mondo, con 130 appuntamenti di diversa natura. Avremo un approccio fortemente interdisciplinare e inclusivo, rivolto alla cittadinanza tutta e in particolare alle nuove generazioni. Grazie alla programmazione di Biennale Off e di Politecnico Aperto la manifestazione si estenderà ad altre 19 sedi diffuse su tutto il territorio regionale, portando a oltre 400 il numero dei relatori e delle relatrici e a oltre 150 quello degli incontri.”

Avete dato un titolo criptico a questa edizione: “Princìpi – Costruire per le generazioni”.

“Il titolo ha un duplice significato. Da un lato vogliamo meditare sui princìpi fondanti della società che hanno guidato l’uomo fino ad oggi, e dall’altro gettare le basi per quelli che saranno i nuovi inizi, necessari dato il clima di complessità – a livello individuale, ambientale e geopolitico – che l’umanità sta fronteggiando.”

Guido Saracco, presidente della manifestazione e Rettore del Politecnico di Torino, organizzatore della Biennale, ha parlato di “Princìpi, intesi come nuovi inizi, ma anche come le fondamenta sulle quali costruire il nostro futuro, che oggi appare particolarmente complesso…”

“In questo nostro tempo la tecnologia è, come ama dire il rettore, un principio abilitante che concorre a forgiare la nostra realtà, mai come oggi ricca di domande e di preoccupazioni. Vogliamo provare a dare qualche risposta, a trovare punti fermi da cui ripartire o verso cui tendere per fabbricare un mondo migliore.”

Lei e Luca De Biase, l’altro curatore della Biennale, avete detto che “i principi dai quali partire per pensare e realizzare ciò che viene dopo la crisi sono i criteri di giudizio che definiscono la direzione della progettazione di tecnologie.” A parte che siamo ancora nel pieno della crisi, a cosa vi riferite, in concreto?

“La crisi non sarà per sempre. Per questo motivo dobbiamo focalizzare le innovazioni generative che producono conseguenze durature per la società. A questo riguardi, gli illustri ospiti che si avvicenderanno sui nostri palchi daranno sorprendenti interpretazioni della realtà. Interpretazioni utili per il bene comune.”

A proposito di ospiti illustri, partirete giovedì 10 novembre alle 18.00 nell’Aula Magna del Politecnico di Torino con una lectio magistralis tenuta dal celebre saggista, matematico e filosofo libanese naturalizzato statunitense Nassim Nicholas Taleb…

“Come le dicevo a proposito delle interpretazioni sorprendenti, la sua lezione, intitolata “Il Covid non è un cigno nero”, sarà incentrata sugli eventi “fat tail” (ovvero con una distribuzione di probabilità con “coda” considerevole) che richiedono un tipo specifico di ragionamento e di gestione del rischio, come la stessa pandemia.”

Il programma completo è davvero ricchissimo e articolato. Per gli scopi di questo blog, la sezione “Avere cura. La tecnologia al servizio delle persone.” è certamente una delle più interessanti….

“Come lei sa bene, la tecnologia può essere una preziosa fonte di benessere, se messa al servizio delle comunità. Per questo alla Biennale Tecnologia saranno molte le riflessioni dedicate all’approfondimento della relazione tra tecnologia e cura.”

Per esempio?

“Ne cito una per tutte: Gabriella Balestra, docente di Bioingegneria elettronica e informatica al Politecnico di Torino, Mariagrazia Graziano, docente di Ingegneria elettronica al Politecnico, e Vera Tripodi, ricercatrice in filosofia morale presso il DET del Politecnico dialogheranno durante l’incontro Prendersi cura con l’ingegneria, dedicato ai metodi per la progettazione di nuove tecnologie per la salute.”

Juan Carlos de Martin

Altra sezione interessante è “Narrazioni e riflessioni per pensare al futuro.” Sono convinto che, a meno dell’apocalisse nucleare o di quella delle sacre scritture, la tecnologia e il digitale abbiano innescato l’era della Grande Trasformazione. Cioè siamo obbligati a un continuo cambiamento dovuto al fatto che le tecnologie evolvono in modo esponenziale. Questo pone una serie inesauribile di domande…

“…Proveremo a dare risposte. Per esempio con Naomi Oreskes, docente di Harvard e storica della scienza americana, in collegamento, in una lectio chiamata “Perché fidarsi della scienza?”. Le segnalo “Pensare e agire nella complessità” di Miguel Benasayag, filosofo e psicanalista, che rifletterà su quest’epoca di profonda mutazione con l’obiettivo di poter costruire una società più giusta e, naturalmente, la lectio “I princìpi del principio”. Il teorico della complessità Pierluigi Fagan tratterà il tema di questa edizione, ipotizzando i fondamenti e i fini in questa difficile fase della storia dell’umanità.”

La Biennale dedicherà anche molti incontri alle ripercussioni dei cambiamenti che la tecnologia ha sull’uomo, altro tema sul quale si discute troppo poco…

“Martina Ardizzi, docente di Neuropsicologia presso l’Università di Parma, terrà la lectio “Il corpo, il cervello e il mondo (virtuale)” mostrando i mutamenti della biologia umana nel rapporto con la tecnologia. A proposito di robotica, scenari futuri e intelligenza artificiale avremo tre interventi di stampo più umanistico: la lectio “Le macchine di Dio” di Helga Nowotny, professoressa emerita di Studi sociali della scienza al Politecnico di Zurigo; “Tra metaversi possibili e sogni di tecnologie senzienti” dell’antropologa Veronica Barassi, che si chiederà cosa voglia dire crescere in un mondo dove si impara a relazionarsi con sistemi IA come se fossero quasi-umani; l’intervento “L’Intelligenza Artificiale e il futuro-metaverso del mondo”, con Éric Sadin, uno dei maggiori e più sensibili critici della rivoluzione digitale.”

La ringrazio. In conclusione, le chiedo due chiarimenti sul metodo. Come scegliete temi e quindi i partecipanti?

“Che domanda impegnativa, caro Palmieri! In estrema sintesi le posso dire che con Luca De Biase cerchiamo di fare un palinsesto che metta insieme temi di attualità con temi poco discussi ma importanti, nomi molto noti con relatori meno noti ma di grandissimo valore, temi cari personalmente a me e a De Biase con temi cari alle moltissime persone e istituzioni con cui dialoghiamo e collaboriamo durante la definizione del programma, temi particolarmente adatti ad un pubblico giovane e anche giovanissimo con temi di interesse più generale, temi che riguardano le grandi sfide del presente con temi relativi a vicende passate da cui possiamo imparare qualcosa.”

Per i relatori, invece…

“Riguardo ai relatori si tratta naturalmente di persone che accettano la sfida posta della fortissima interdisciplinarietà di Biennale Tecnologia, quindi persone culturalmente e psicologicamente disposte al dialogo non solo con altre discipline (arti incluse), ma anche col grande pubblico”

Antonio Palmieri

Antonio Palmieri, sposato, due figli, milanese, interista. Dal 1988 si occupa di comunicazione, comunicazione politica, formazione, innovazione digitale e sociale. Già deputato di Forza Italia