E-MOBILITY

Silla Industries, cosa fa la startup delle colonnine elettriche attesa al Salone dell’Auto di Parigi

La startup padovana nata nel 2021 presenterà dal 17 al 23 ottobre al grande evento parigino dell’automotive un dispositivo per la ricarica delle auto elettriche pensato per essere installato in attività commerciali come ristoranti, palestre e supermercati. Ecco come è nata Silla Industries, i founder, i progetti

Pubblicato il 26 Set 2022

Alberto Stecca, CEO Silla Industries

Un’innovativa colonnina per la ricarica smart delle auto elettriche a corrente continua da 44kW che, oltre ad offrire velocità e performance di primo livello, introdurrà sul mercato le ricariche bidirezionali in DC utilizzando funzionalità “vehicle to home” (V2H), “vehicle to grid” (V2G) e “vehicle to vehicle” (V2V) ribattezzata Duke 44. È questo il prototipo che la startup padovana attiva nella smart mobility, Silla Industries, fondata a inizio 2021 da Alberto Stecca (CEO) e Cristiano Griletti (Head of R&D), presenterà dal 17 al 23 ottobre 2022 all’89esima edizione del Salone dell’Auto di Parigi. Un evento di richiamo internazionale per l’automotive, che quest’anno darà grande spazio alla mobilità del futuro.

Pensato principalmente per essere installato in attività commerciali tra cui Horeca, palestre e supermercati, Duke 44 è adatto a tutti i luoghi in cui gli automobilisti si trattengono per un arco di tempo limitato e sarà presentato insieme ad altre novità per la e-mobility (wallbox incluse), sviluppate dalla startup padovana, sia in ottica B2B che B2C.

“Abbiamo scelto di andare al Salone dell’Auto di Parigi, ‘un sogno nel cassetto’, anche se ovviamente non produciamo auto. Saremo presenti con uno stand di 75 metri quadri presentando soluzioni frutto di una proficua attività di ricerca e sviluppo, che anticipano le tendenze e ibridano la ricarica con la gestione intelligente dell’energia”, spiega Alberto Stecca. “Accogliamo con responsabilità ed orgoglio l’opportunità, resa possibile anche da Simest, di esporre il valore delle nostre nuove progettualità totalmente Made in Italy a sostegno della mobilità del domani”.

Il percorso professionale e l’incontro tra i founder di Silla Industries

“Nel 2015 ero amministratore dell’azienda di famiglia: una concessionaria d’auto con oltre 70 anni di bilanci alle spalle. Facevo diversi giri per comprare auto usate – ricorda Stecca parlando con EconomyUp – e avevo provato per la prima volta un’auto elettrica. Da appassionato di tecnologia e mobilità moderna, a ottobre stavo brevettando un sistema per remotizzare alcune funzioni dei veicoli. Contatti comuni mi fecero conoscere Cristiano. Il quale, però, stava lavorando praticamente sulla stessa cosa esponendola in un concorso, peraltro vinto, negli Stati Uniti”

“Ci siamo ritrovati per caso a un evento Tesla (passione comune) a Livigno l’anno dopo – prosegue il CEO della startup padovana – siamo usciti a cena e non ci siamo più lasciati. Io arrivavo dalla filiera concessionaria dell’automotive; lui dall’industria, lavorando in qualità di elettronico che progettava schede di controllo, sistemi di gestione delle batterie e componentistica di vario tipo”.

Le origini di Silla Industries e l’intuizione visionaria

Partendo da due prospettive evidentemente diverse, seppur nel medesimo settore, i co-founder hanno immediatamente condiviso “una forte passione per l’elettrico: era il 2017 ed entrambi guardavamo a un futuro quando le auto elettriche sarebbero state presenti in tutti i garage. Ai tempi, però, mancavano le soluzioni necessarie e la mobilità elettrica era quasi sconosciuta: era prematura da proporre agli investitori”.

“Abbiamo comunque costituito una società e siamo riusciti a finanziarci nello sviluppo di un prodotto, il caricatore Prism Solar capostipite di una serie di altre soluzioni, dopo aver capito che, utilizzando le auto elettriche, una delle cose fondamentali era far sì che la ricarica in garage evitasse i blackout a prescindere dagli altri consumi domestici attraverso un caricatore smart in grado di modularla”, sottolinea Stecca.

“Dall’altro lato, guardando al solare, l’idea era fare tanti chilometri con l’energia autoprodotta, consapevoli che, avendo un impianto fotovoltaico sul tetto, non si riesce a sfruttare tutta l’energia prodotta. Per chi possiede un’auto elettrica questo può consentire di percorrere diversi chilometri. Così abbiamo pensato di realizzare un caricatore specifico in grado di sfruttare solo l’energia solare, o impostarlo per prelevarla dalla rete quando costa meno”.

La crescita della startup padovana dell’e-mobility

Partendo da queste premesse, la giovane realtà padovana nel 2020 entra nel mercato con i primi prototipi del caricatore Prism Solar, attualmente disponibile in diverse varianti monofase e trifase (solari e non) con potenze massime di carica da 7,4 a 22kW. Le uscite sono compatibili con tutte le automobili full electric e ibride plugin grazie al connettore standard europeo di tipo 2, che dialogando con fotovoltaico e sistemi di accumulo non cede alla rete l’energia solare prodotta in eccesso.

“Con il debutto di Prism – ricorda Stecca – abbiamo deciso di puntare con convinzione sul progetto e farne il punto di partenza per sviluppare una gamma completa di prodotti per l’e-mobility” sia B2C che B2B, lavorando anche su prodotti non a marchio proprio ma sviluppati e realizzati dalla startup”.

Nel 2021 vengono quindi riviste struttura societaria e brand, prende forma l’e-commerce e, soprattutto, viene costituita a Padova Silla Industries. Da quel momento parte un percorso di crescita contraddistinto da tassi subito elevati: “In un anno siamo passati da 200 a 4300 dispositivi prodotti, fatturando circa due milioni e mezzo di euro” sottolinea Stecca. “Contiamo di chiudere il 2022 producendo 17.500 device e arrivare a quasi cinque milioni di fatturato”. Evoluzione del business che ha determinato l’ampliamento delle strutture societarie per R&D, passate da 400 a 2300 metri quadri, e del team, che conta attualmente su oltre 40 persone rispetto alle 5 iniziali.

Silla Industries: verso la prima raccolta di capitali

Il tutto senza round di investimento, con 100.000 euro raccolti inizialmente da un gruppo di clienti – quasi simpatizzanti e tuttora in società–, ricorrendo a forme di finanziamento tradizionali. Un modello che, nelle intenzioni, dovrebbe cambiare in futuro, aprendo alla prima raccolta di capitali.

Come rammenta il CEO di Silla Industries, “lo scorso maggio a Monaco abbiamo partecipato a Power to Drive, appuntamento incentrato su mobilità elettrica tra i più rilevanti a livello internazionale per l’automotive evoluto. Nel 2022 ha messo al centro i sistemi di ricarica, presentando un “proof of concept” del prodotto Energy HUB 149, che integra componentistica elettrica ed elettronica ed pensato per case ad altissima efficienza energetica includendo anche la mobilità”.

“Si tratta di un dispositivo nel quale sono presenti componenti di inverter, storage e altro per farne una batteria di accumulo domestico, dotato di tecnologia bidirezionale in modo che la macchina elettrica possa essere fonte di energia per alimentare la rete domestica (V2H): la vera tecnologia della mobilità elettrica per migliorare il livello di efficienza complessivo dei consumi. Utilizzare le macchine rende l’energia più trasportabile, determinando quindi una maggior efficienza”, sottolinea il CEO di Silla Industries.

Per poi svelare le carte: “Tornati da Monaco, abbiamo capito che è il momento giusto per proporre questa tipologia di prodotti, c’è tanto interesse e ci sono mercati europei più performanti e in crescita rispetto a questa tipologia di dispositivi. Da lì abbiamo perfezionato la struttura e ridefinito roadmap, e abbiamo iniziato a pensare di aprirci ad una prima raccolta di capitali”.

Le diverse proposte B2B di Silla Industries: dalla wallbox “Giotto” per Repower ai prodotti per il settore Horeca

Altro elemento che ha permesso alla startup padovana di crescere rapidamente è la scelta di diversificare offerta e clienti: dai grandi gruppi con soluzioni prodotte “in house” ma per altri marchi (ad esempio “Giotto, wallbox sviluppata e realizzata in due anni per Repower che ha ricevuto la prestigiosa Menzione d’Onore nell’edizione 2022 del Compasso d’Oro), fino a condomini dove con una dashboard l’amministratore può monitorare i consumi di ogni condomino e ai singoli utenti domestici.

Inoltre, Silla Industries ha lanciato una gamma di prodotti per il settore Horeca, consentendo ad alberghi, ristoranti e strutture ricettive di offrire le ricariche delle auto elettriche rapide come servizio extra facendo fronte a una domanda crescente.

In quest’ottica, per permettere alle strutture in questione e a tutti i clienti business di personalizzare costi e sessioni delle ricariche sfruttando anche chiavette RFDI personali, la startup ha sviluppato e realizzato la soluzione Cluster 10, composta da Prism Solar RDFI per ricaricare 10 veicoli contemporaneamente componendo una stazione di ricarica multipla.

Soluzioni di ricarica “a prova di futuro”: il connubio smart hardware-software aggiornabile

Pensando ai clienti finali, Silla Industries è entrata sul mercato “con soluzioni software molto adattabili grazie ad hardware smart, che permettono di rilasciare aggiornamenti via etere ed erogare a specifici clienti particolari funzionalità a seconda delle necessità”, afferma il CEO della startup veneta. L’hardware, inoltre, si contraddistingue per la facilità di installazione, non spreca energia ed è ultraresistente in qualsivoglia condizione climatica.

I prossimi passi di Silla Industries: dal mercato B2C all’internazionalizzazione

Guardando avanti, per i clienti privati l’intenzione di Silla Industries è ampliare la rete di elettricisti abilitati che, da normativa, sono gli unici a poter installare i suoi dispositivi di ricarica. Questo perché, come chiaro alla startup padovana, sono proprio gli installatori a “guidare” le scelte degli utenti finali con i loro suggerimenti.

Dall’altro il prossimo passo è varcare i confini italiani: dedicate le prime risorse al business development da metà 2022, infatti, dopo le ricerche sui vari mercati attualmente in corso, “da gennaio partirà il processo di internazionalizzazione del business”.

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Federico Bandirali
Federico Bandirali

Giornalista pubblicista dal 2014 e growth hacker dal 2017 con master presso Talent Garden, durante gli studi in comunicazione ho iniziato a collaborare con testate cartacee generaliste dal 2006. Dopo aver scritto articoli in diversi ambiti (cronaca, politica, esteri, economia e sport) e abbandonato il cartaceo, mi sono sempre più focalizzato su tecnologia e innovazione, branded journalism e storytelling aziendale. Nel 2016 ho scritto un libro: una case history relativa alla partnership tra Intesa Sanpaolo ed Expo Milano 2015 poi ripresa da atenei statunitensi.

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